La nuova stagione culturale al CAMeC di La Spezia. In 3 mostre

Con un eterogeneo percorso espositivo in tre mostre, dall’arte moderna all’arte contemporanea, senza dimenticare il rapporto con l’ecosistema, il CAMeC di La Spezia offre interessanti momenti di riscoperta e riflessione. Connessi al territorio e a tematiche più ampie d’interesse comune.

1. RETROSPETTIVA SUL PREMIO DEL GOLFO

Oversize. Installation view at CAMeC, La Spezia 2019. Photo Stefano Lanzardo

Dopo Small size, prosegue con Oversize il percorso di riscoperta del nucleo storico della collezione permanente del CAMeC legata all’epoca d’oro dell’arte contemporanea in Liguria, negli anni del Premio del Golfo dal 1949 al 1965, accanto a opere delle collezioni Cozzani e Battolini. La mostra è occasione per raccontare uno spaccato di arte italiana e straniera, con grandi nomi internazionali e locali, tra figurazione e astrattismo nella seconda metà del Novecento.
La rassegna è aperta dal suggestivo Ragazzi che cercano granchi, con cui Renato Guttuso vinse il Premio del Golfo esattamente settant’anni fa e che documenta la sua fase precedente al realismo. In dialogo con quest’opera di ambiente marino, anche la veduta dipinta da Ettore Sottsass junior, e Il porto di Bruno Pulga. Fra le presenze internazionali, il maestoso Infernalezza di Helmut Sturm ‒ che evoca Guernica di Picasso ‒, l’imponente opera scultorea di Raymond Hains Allumettes, così come Kartoffeln di Thomas Schütte, un omaggio al quotidiano sullo stile di Maria Lassnig. Un percorso interessante, costruito con armonia, che accompagna il pubblico nell’evoluzione dei linguaggi pittorici degli ultimi sette decenni, analizzando in particolare la querelle fra astrattisti e figurativi.
Una mostra documentaria e insieme nostalgica di una stagione, quella del Premio del Golfo, che si auspica possa presto riprendere il suo corso e riportare la Liguria sulla scena dell’arte contemporanea internazionale.

2. ALLEGORIA DELL’ESISTENZA

Aria. 2009 2019 dieci anni di Factory. Installation view at CAMeC, La Spezia 2019. Photo Stefano Lanzardo

Nel decennale d’attività insieme, il collettivo Factory, nato attorno a Giuliano Tomaino, si rimette letteralmente in gioco con una mostra site specific dedicata a una contemporanea “stanza delle meraviglie” basata sul tema della leggerezza dell’aria, declinato nella grande metafora del luna park come specchio della vita, dove il gioco si alterna alla pensosità, e la leggerezza fa da contraltare al dramma. Se Francesco Ricci, con Mama, riflette sulla problematiche ambientali, con un mappamondo che oscilla avvolto nella plastica, Paolo Fiorellini, con il suo Corallo che ricorda insieme il rosario, il tasbeeh e il komboloi, inneggia alla concordia fra i popoli mediterranei. Fra la giostra in miniatura di Cristina Balsotti e l’insegna luminosa di Sandro del Pistoia, si percepisce l’esistenza come ricerca di libertà, anche nell’arte, di possibilità infinite che si offrono all’individuo. Apre e chiude la mostra, con un’opera-palindromo, l’omaggio di Tomaino a Leonardo, un neon rosso che riporta il nome del genio di Vinci, scritto al contrario come era suo modo, stagliato entro un cerchio nero, a ricordare l’uomo vitruviano e a celebrare il grande gioco della genialità.
Mostra piacevole, allestita con coerenza e consonanza estetica, pur nella necessaria diversità estetica delle opere scelte.

3. ARTE E NATURA

La stanza delle Meraviglie. Installation view at CAMeC, La Spezia 2019. Photo Stefano Lanzardo

Come in una Wunderkammer cinquecentesca, naturalia e artificialia si incontrano e dialogano nel segno della bellezza e dell’arte, che si fa mediatrice nel ristabilire l’equilibrio fra l’umanità e la natura. Gli animali esotici del Museo Etnografico e gli antichi frammenti lapidei di Età Imperiale dialogano con armonia con gli oggetti in ceralacca di Anna Nancy Rozzi e alcune opere della collezione CAMeC, fra cui quelle di Enzo Faraoni e François Morellet. La mostra ha anche uno scopo didattico, avvicando all’arte e sensibilizzando verso la natura il mondo della scuola, in particolare delle elementari. Aspetto che conferma e rafforza il ruolo del CAMeC come istituzione culturale capace di offrire alla città un vero e proprio servizio civile.

Niccolò Lucarelli

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CuratoreEleonora Acerbi
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Niccolò Lucarelli
Laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, di teatro e di jazz, e saggista di storia militare. Scrive su varie riviste di settore, cercando di fissare sulla pagina quella bellezza che, a ben guardare, ancora esiste nel mondo.