Il pasto è servito. 10 gadget tra arte e design

Viviamo in un mondo cibo-centrico? Mentre la gastronomia invade giornali e televisioni, e aumentano le preoccupazioni per la qualità di ciò che mangiamo, l’arte e il design non stanno a guardare.

1. BRAND VEGETALI

Danielle Baskin, Brandedfruit.com

L’idea è venuta alla designer americana Danielle Baskin e, come capita spesso in questi casi, nasce da una circostanza casuale. Nel 2015, per festeggiare l’acquisizione di Scroll Kit, startup di una sua amica, da parte di WordPress, Baskin decise di portare al party un cesto di avocado con il logo della società stampato sopra. L’insolito gadget ebbe un enorme successo tra i presenti, scatenando entusiasmi e una cascata di post sui social network. Da allora, il trend non si è più fermato e sono tantissime le società che decidono di regalare ai propri clienti degli “omaggi” commestibili sotto forma di frutta o verdura brandizzata. Tramite il sito web Brandedfruit.com, lanciato nel 2017, è possibile ricevere preventivi personalizzati e piazzare direttamente gli ordini.
Al momento i loghi vengono sovrapposti sulla superficie del vegetale attraverso una specie di etichetta rimovibile, ma è già allo studio un nuovo tipo di stampa totalmente commestibile, che permetta così di rendere il prodotto ecologico al 100%. La frutta e la verdura, invece, vengono dai coltivatori diretti dell’area intorno a San Francisco, con cui la società ha stretto degli accordi.
La piccola impresa, che sta crescendo a ritmi notevoli, può già vantare collaborazioni con grandi marchi come Pizza Hut e AT&T, ma le richieste arrivano un po’ da tutte le parti del mondo e per gli scopi più diversi: dai party aziendali alle proposte di matrimonio. Ogni pezzo costa circa 5 dollari, che per un gadget non è poco, ma sembra che le company americane non si facciano troppi problemi di budget quando si tratta di autopromozione. “Le grandi società hanno enormi fondi a disposizione per i gadget”, spiega Baskin. “A volte penso che dovrei alzare i prezzi, ma mi sembra assurdo spendere più di 5 dollari per un frutto”.

https://brandedfruit.com/
$ 5 a frutto

2. COLAZIONE CON MARTIN

Martin Parr, dalla serie British Food

Uova, bacon, salsicce e fagioli. Un classico della colazione all’inglese è il soggetto di questo vassoio firmato dal fotografo Martin Parr, venduto nel negozio online della Tate di Londra. L’immagine, inclusa nel libro British Food, fa parte di una serie dedicata all’indagine sul cibo come elemento culturale e identitario.

https://shop.tate.org.uk/
£ 55

3. SOGGIORNI APPETITOSI

Arredi di Seletti e Studio Jobs

Ispirati dalla scultura Pop degli Anni Sessanta e Settanta, Seletti e Studio Jobs hanno collaborato alla realizzazione di una fantasiosa serie di pezzi di arredamento che richiamano il mondo dei fast food. Divani come hamburger giganti, cuscini a forma di pomodoro, sedie a forma di hot dog o di cetriolino, per dare un tocco surreale al vostro soggiorno.

www.seletti.it
da € 650

4. LA CIOCCOLATA IN 3D

I cioccolatini progettati da Ryan L Foote

Ripensare i cioccolatini nell’epoca del digitale”. È questa la bizzarra missione dell’artista e food designer australiano Ryan L Foote, che dopo molti esperimenti e tentativi ha messo a punto, usando la stampa 3D, una serie di golosità al cacao che sembrano sculture minimaliste. Da mangiare anche con gli occhi.

www.chocolatesbyrlf.com
da € 268

5. INDOVINA COSA C’È PER CENA

Josh Lafayette, Food Fortunes

I Food Fortunes di Josh Lafayette sono una rivisitazione dell’antico tema dei tarocchi, un oggetto pensato per aiutarvi a rispondere alla fatidica domanda: “Che si mangia per cena stasera?”. Il mazzo, composto da 78 carte illustrate e un libretto di istruzioni per interpretarle al meglio, stimolerà le capacità divinatorie in fatto di alimentazione.

http://joshlafayette.com/
£ 9.99

6. LA RUOTA DEL SUSHI

Sushi Ferris Wheel

Difficile trovare oggi qualcuno che non ami il sushi. Per rendere le vostre serate a base di cibo giapponese un po’ più divertenti, e magari coinvolgere anche i più piccoli, arriva dal Paese del Sol Levante un gadget apposito. Si chiama Sushi Ferris Wheel ed è una ruota panoramica in versione giocattolo che funge da vassoio girevole.

www.japantrendshop.com
$ 109

7. MINI-CAMION DA ASPORTO

Un lunch box disegnato da Suck Uk

I food truck sono una delle tendenze più affermate nel mondo del cibo da asporto. Nelle strade di tutto il mondo, piccoli camion si trasformano in cucine semovibili e distribuiscono leccornie ai passanti. Li copia in tutto e per tutto, nelle forme e nello stile, questo simpatico lunch-box disegnato da Suck Uk.

www.suck.uk.com
€ 28

8. SOTTOBICCHIERI PSICOANALITICI

Atypyk, Psycho Diagnostik Coasters

Dalla vulcanica immaginazione dei designer francesi di Atypyk arriva il gadget perfetto per una cena ad alto tasso psicoanalitico. Psycho Diagnostik Coasters è un set di sottobicchieri con sopra stampate le famosissime macchie di colore ideate dallo psicologo svizzero Hermann Rorschach negli Anni Venti e tuttora utilizzate.

www.atypyk.com
€ 11

9. UN RASOIO IN CUCINA

Close Shave, produzione Fred

Un utensile che ruba le sembianze a un altro, in uno scambio di immagine che disorienta e diverte. Close Shave, lo sbuccia verdura del marchio americano Fred, riprende le forme di un rasoio da barba. Per una “depilazione” efficiente di tutti i vegetali della vostra cucina, anche quelli più difficili da levigare.

www.genuinefred.com
€ 8

10. PICCOLI GIOCHI PERICOLOSI

Angus Hyland & Kendra Wilson, Dangerous Experiments for After Dinner

Dangerous Experiments for After Dinner è una collezione di sfide divertenti, e qualche volta un po’ pericolose, da lanciare ai commensali come intrattenimento post-prandiale. Nato dall’immaginazione del direttore creativo Angus Hyland e della scrittrice Kendra Wilson, questo mazzo di carte viene venduto in una fiammante scatola di latta rossa.

www.laurenceking.com
£ 12.49

Valentina Tanni

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #47

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.

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