Motori e arte. Il mito dei Florio rivive a Palermo

Real Albergo dei Poveri, Palermo ‒ fino all’8 aprile 2018. L’epopea della famiglia Florio è protagonista della rassegna palermitana. Tra modernità, arte e utopia.

Gerardo Dottori, Motociclista, 1914. Courtesy Futur ism
Gerardo Dottori, Motociclista, 1914. Courtesy Futur ism

Visitare la mostra Il Ruggito della Velocità senza conoscere qual è la cornice socio-culturale e storico-economica disegnata in poco meno di cento anni dalla famiglia di Vincenzo Florio a Palermo e che oggi appartiene a tutti i siciliani, sarebbe come visitare Firenze e le sue meraviglie senza avere la più pallida idea di chi siano stati i Medici per la città toscana. I Florio furono una famiglia di origini calabresi, di grandissimi patrioti e imprenditori, che a Palermo svilupparono una economia poderosa che varcò e si diffuse in tutti i mari e le terre del mondo di allora. Con la loro potenza economica, i Florio svilupparono e promossero in Sicilia centinaia di iniziative culturali e sportive di altissimo livello, tra le quali la più prestigiosa è la Targa Florio alla quale è dedicata Il Ruggito della Velocità.
Il bellissimo progetto della mostra nasce da un’idea e con il coordinamento di Sergio Alessandro, Capo Servizio Valorizzazione e Fruizione del Patrimonio della Regione Siciliana. L’allestimento è a cura di Stefano Biondo, responsabile del Centro Regionale per la Progettazione e il Restauro.
L’esposizione presso il Real Albergo dei Poveri di Palermo rappresenta la tappa conclusiva di un percorso critico e conoscitivo insieme, che ha focalizzato la sua attenzione su uno dei periodi più vivaci della Sicilia, quello dei Florio appunto, che crearono la prestigiosissima Targa Florio, la quale assunse allora un potente significato di incisiva proiezione verso il futuro, la modernità, la scienza, l’innovazione scientifica, la tecnologia futurista, e, per certi versi, una sorta di utopia rivolta verso l’ancora ignoto universo della “macchina”.

Fortunato Depero, Depero Futurista (noto come Libro imbullonato), 1927. Courtesy Biblioteca Centrale della Regione Siciliana. Photo G. Mineo
Fortunato Depero, Depero Futurista (noto come Libro imbullonato), 1927. Courtesy Biblioteca Centrale della Regione Siciliana. Photo G. Mineo

LA MOSTRA

La progettazione dei vari spazi espositivi conduce il visitatore come tra le curve delle strade a precipizio delle Madonie siciliane, in una sorta di metafora narrativa che accompagna la successione delle opere, e delle innumerevoli testimonianze, tra velocità e lentezza, tra movimento e stasi, tra i rombi di motori e la quiete della natura incontaminata, tra appassionati commenti televisivi dell’Istituto Luce e foto d’epoca di artisti della guida spericolata, tra dipinti futuristici e visionari e sculture di “macchine” e motori colmi di prospettive immaginate meravigliose, tra bolidi vividi e dirompenti e ferraglie di motori accatastati che hanno cessato di generare adrenalina, adesso oggetti di archeologia industriale. Le sezioni espositive mantengono una successione logica estremamente incisiva e catturano l’attenzione, affascinando inesorabilmente gli appassionati di questo genere d’arte.

Il Ruggito della Velocità. Exhibition view at Albergo delle Povere, Palermo 2017. Photo G. Mineo
Il Ruggito della Velocità. Exhibition view at Albergo delle Povere, Palermo 2017. Photo G. Mineo

IL FUTURISMO

La mostra sul Futurismo concentra la sua attenzione sulla “macchina”, sulla velocità a due e a quattro ruote, sul dinamismo, sul movimento apparentemente controllato dall’uomo. Le opere – selezionate da Maddalena De Luca (dirigente regionale per i Beni Storico-Artistici), con la collaborazione della Professoressa Anna Maria Ruta – vanno dai rari dipinti di Vincenzo Florio (Collezione Famiglia Paladino) a quelli dei grandi maestri italiani del tempo quali Giacomo Balla, Carlo Carrà, Luigi Russolo, Fortunato Depero, Mario Sironi, Pippo Rizzo, Vittorio Corona, Giulio D’Anna, e poi, del “secondo futurismo”, tra cui Fillia, Dado, Gerardo Dottori; dall’esposizione di decine di moto d’epoca, con preziosi esemplari dei primi del Novecento provenienti dalle collezioni dell’Associazione Siciliana Veicoli Storici, a un ricco e interessante archivio di documenti storici tra cui spicca il Manifesto Futurista del 1909; dal documentario sul Futurismo siciliano a firma di Salvo Cuccia (Palermo, 1960) al famosissimo Libro Imbullonato di Fortunato Depero del 1927.

Elisabetta Benassi, Tutti morimmo a stento, 2004, still da video. Courtesy l'artista e Magazzino, Roma
Elisabetta Benassi, Tutti morimmo a stento, 2004, still da video. Courtesy l’artista e Magazzino, Roma

IL CONTEMPORANEO

La sezione sul Contemporaneo, ideata e curata da Helga Marsala col titolo “À Rebours”, dal celebre romanzo di Huysmans, concentra la sua attenzione sulle opere di tre artisti, Elisabetta Benassi (Roma, 1966), Clayton Burkhart (Buffalo, New York, 1968; vive a Parigi);Francesco De Grandi (Palermo, 1968). Video, pittura e installazioni, accomunati da spunti poetici e concettuali: velocità, fuga, immersione nella natura, relitti meccanici, magia, immaginazione, miti arcaici, contaminazione cibernetica uomo-macchina. E poi, ancora, in dialogo serrato con le opere, preziose componenti aeronautiche degli Anni Venti e Quaranta prestati dal Museo dei Motori dell’Università di Palermo, oltre al primo bicimotore prodotto dalla Ducati, datato 1945. La bella citazione di James Graham Ballard, scelta dalla Marsala, rappresenta l’incipit di quello che il visitatore scoprirà nei meravigliosi spazi espositivi di questa sezione: “Penso che il XX secolo raggiunga la sua massima espressione sull’autostrada. Tutto è lì: la velocità e la violenza della nostra epoca; la strana storia d’amore con la macchina, con la sua stessa morte”.
La visita di questa sezione si conclude con gli spazi espositivi curati da Laura Barreca e Francesco Piazza, che ospitano due artisti siciliani, Sandro Scalia (Ragusa, 1959; vive a Palermo) e Gianfranco Maranto (Petralia Sottana, Palermo, 1983; vive a Palermo): opere frutto di ispirazioni madonite, tra paesaggio e memoria.
La Targa Florio fa da cornice narrativa e artistica all’intera esposizione. Manifestazione sportiva internazionale tra le più importanti di sempre, ideata nel 1906 da Vincenzo Florio. Un’attenzione particolare viene data alla corsa su due ruote che si svolse per soli vent’anni, tra il 1920 e il 1940, e che gli organizzatori dell’ultima edizione siciliana del 2017, l’Aci Palermo, presieduto da Angelo Pizzuto, e la De Petri Adventure, hanno riproposto e rilanciato opportunamente.

Andrea Giostra

Evento correlato
Nome eventoIl ruggito della velocità. Miti e modernità della Targa Florio motociclistica
Vernissage22/12/2017 ore 18
Duratadal 22/12/2017 al 28/01/2018
AutoriElisabetta Benassi, Francesco De Grandi, Giacomo Balla, Mario Sironi, Tato, Fortunato Depero, Sandro Scalia, Gerardo Dottori, Gianfranco Maranto, Clayton Burkhart
CuratoriLaura Barreca, Helga Marsala, Francesco Piazza, Maddalena De Luca
Generidocumentaria, arte contemporanea, collettiva, arte moderna
Spazio espositivoREAL ALBERGO DEI POVERI
IndirizzoCorso Calatafimi 217 - Palermo - Sicilia
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Andrea Giostra
Appassionato di arte e di cultura. Laureato in Psicologia Clinica con lode, con tesi di laurea preparata all'Università di Gent (Belgio), all’interno di un progetto di ricerca scientifica della Faculty of Psychology and Educational Sciences diretta dalla Prof.ssa Verhofstadt. Per cinque anni dopo la laurea ha collaborato con la cattedra di Psicologia Clinica dell’Università di Palermo, diretta dal Prof. L. Sarno. Ha partecipato a un Corso Biennale post-lauream in psicoanalisi freudiana, presso l’Istituto Italiano di Psicoanalisi di Gruppo diretto dal Prof. L. Sarno. Ha frequentato un Master triennale in Criminologia, diretto dal Prof. G.V. Pisapia dell'Università di Padova. Ha progettato e diretto diverse mostre di arti visive e di architettura. L’8 aprile 2017 ad Erice (TP) il Circolo Letterario I.P.L.A.C., gli assegna il Premio Letterario Nazionale “L'Anfora di Calliope”. Il 25 novembre 2017 a Milano, l’Associazione Pegasus gli assegna la “Targa Milano International”, all’interno del “Premio Letterario Milano International”, per la raccolta “Novelle brevi di Sicilia” (2017).