Palermo Capitale italiana della Cultura 2018. Le prime anticipazioni

Sulle note dell’inno nazionale intonato dal coro delle voci bianche e dal coro Arcobaleno del Teatro Massimo, al cospetto del Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e del Ministro dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini si apre ufficialmente l’anno che vedrà il capoluogo siciliano, eletto all’unanimità, protagonista assoluto della cultura nazionale.

Il Teatro Massimo di Palermo
Il Teatro Massimo di Palermo

“A chi molto è dato, molto viene chiesto” l’incipit del Sindaco di Palermo Leoluca Orlando si riferisce ad una città piena di risorse culturali, non solo legate alla musica, teatro ed arti figurative ma cultura intesa come accoglienza, diritti umani, turismo, scienza, salute. Palermo Capitale della Cultura italiana è un titolo ottenuto da una città che negli ultimi quarant’anni è cambiata sensibilmente non per mutazioni istituzionali o internazionali, ma proprio per lo spessore della sua cifra intellettuale. Un traguardo che mette un punto, continua il sindaco, al pauroso declino che dopo il 1492 ha reso il mediterraneo scenario di conflitti tra i popoli. Una prova in cui le vere eccellenze locali oscureranno quelle finte, solleticando quella sana competizione che non mira a realizzare processi elitari, anzi a coinvolgere le periferie più del centro. “Qui ci giochiamo la credibilità della nostra terra” incalza il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci con l’ambizione di abbandonare definitivamente la rassegnazione mista ad egocentrismo tipica dei siciliani. Oltre al milione di euro già conquistato con la vittoria della gara nazionale, è stato istituito un ulteriore premio di pari valore, relativo al fondo per le autonomie, rivolto, non solo al capoluogo, ma a tutti quei comuni che riusciranno a conquistare titoli a livello nazionale ed internazionale per specifiche caratteristiche culturali e territoriali. “Dimostriamo che con la cultura si mangia, senza miracoli, solo giocandosi le carte esistenti” conclude il Presidente.

LOGO E PROGRAMMA

All’Assessore alla Cultura Andrea Cusumano il compito di presentare la comunicazione integrata, il logo e il sito il cui lancio è previsto nella mezzanotte di oggi. La ventiduenne Sabrina Ciprì, studentessa dell’Accademia delle Belle Arti è l’autrice del logo, svelato stamattina alla stampa e alle autorità intervenute, che rappresenterà Palermo come Capitale italiana della Cultura nel 2018: la P di Palermo la cui declinazione in arabo, ebraico, fenicio e greco sottolinea il ruolo di metropoli chiave dell’intero mediterraneo. Tutte le istituzioni culturali della città hanno aderito al calendario che ad oggi consta di 780 iniziative che si raddoppieranno entro fine anno. Tra le più significative: le retrospettive di Shozo Shimamoto e Martin Kippenberger alla Fondazione Sant’Elia, il contributo dell’Aga Khan Trust for Culture nella ricostruzione del suq, della moschea e del minareto di Aleppo, la messa a sistema dei Giardini della Zisa e dei Cantieri sede dell’antologica di Spencer Tunick, il maestoso restauro di Palazzo Butera per volere di Francesca e Massimo Valsecchi, Manifesta 12, Palazzo Abatellis ospiterà la mostra di Antonello da Messina, dopo 500 anni la riapertura della Sinagoga, la più grande Biblioteca di studi islamici intitolata a Giorgio La Pira, l’investimento dei Reali d’Olanda a Ballarò, il convegno sulla filosofia araba in collaborazione con l’Università di Lugano.

PALERMO DOPO MATERA

Il Ministro Franceschini evidenzia come il caso della rinascita di Matera abbia innescato in tutta Italia un meccanismo virtuoso di valorizzazione delle specifiche vocazioni territoriali, quella siciliana ha le sue fondamenta sul dialogo, su un progetto di convivenza tra le civiltà narrato in tutti i suoi secoli di storia. Il Premier Gentiloni chiude la cerimonia presentando la gratitudine dell’Italia verso Palermo e strappa un commosso applauso nell’incitare una città che è stata costretta a subire e a vivere di stereotipi a riscattarsi con quest’occasione, senza rinnegare la propria identità ma esercitandola come un soft power, un’arma di connessione verso il mondo. Rassicura i cittadini sull’impegno costante di Palazzo Chigi per le emergenze del sud e per le strategie di politica economica che agevolino gli investimenti sul mezzogiorno e la capitalizzazione ad esso legata. L’Italia è il primo paese d’Europa che sta fattivamente scommettendo sul continente africano, considerando questa fiducia l’unica strada per la comunicazione e la pace internazionale.

– Giulia Amodeo

www.palermocapitalecultura.it

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Giulia Amodeo
Giulia Amodeo è nata a Palermo nel 1981. Nel 2004 consegue la laurea in Arte Moderna presso il Dams di Palermo con una tesi sulla lettura pittorica dei drammi shakespeariani pubblicata l’anno successivo. Dal 2006 al 2009 dirige la galleria di dipinti dell’ 800 Beatrice curandone esposizioni, redazione dei cataloghi e schede tecniche relative alle opere acquisite. Continua intanto la sua formazione completando tra il 2010 e il 2011 due master: Comunicazione dei Beni Culturali, Museali e del Territorio e Inglese tecnico per Art & Design. Dal 2005 a oggi approfondisce lo studio dell’arte contemporanea svolgendo da freelance attività di critica per testate multimediali e riviste del settore.

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