Trame di un secolo appena passato. A Milano

La Triennale, Milano ‒ fino all'8 ottobre 2017. Per la prima volta riunite 107 opere tessili, tra arazzi e tappeti realizzati dalle principali manifatture italiane. In collaborazione con la Galleria Moshe Tabibnia, da sempre dedita allo studio e alla divulgazione dell’arte tessile antica, e con la partecipazione dei grandi artisti del secolo scorso (dai futuristi italiani a Lucio Fontana, da Mario Sironi a Renato Guttuso, da Fortunato Depero ad Alberto Di Fabio, da Ettore Sottssas a Gillo Dorfles, per citarne solo alcuni), vengono messe in scena opere che mirano a far rivivere il fermento creativo che ha pervaso l'arte tessile in Italia nel corso del Novecento.

Per la sua bellezza intrinseca, la sua complessità, la sua misteriosa realizzazione, l’arte della tessitura è da sempre legata a origini divine e misteriose. L’intreccio di due gruppi di filati è il principio fondamentale di tutte le forme di tessitura, ma per quanto il principio sembri quasi facile da spiegare, il risultato può assumere forme così elaborate e complesse che la stessa tessitura è diventata un’immagine del mistero dell’esistenza. Nella magia di questa trama s’intessono letteralmente visibile e invisibile, s’intrecciano i fili di fibra con il disegno e l’idea originali.

DALL’ARAZZO ALLA FIBER ART

Gli arazzi e i tappeti presenti alla Triennale di Milano dialogano con la pittura non attraverso una “mera riproduzione meccanica”, come scrive la curatrice nell’introduzione al corposo volume che accompagna l’esposizione, piuttosto “l’opera tessile si mostra come un’interpretazione critica della pittura, un’originale rielaborazione di un’immagine attraverso il proprio linguaggio.
Nel corso del Novecento l’arazzo, come medium artistico, ha vissuto un suo personale percorso, magari nascosto, ma non per questo meno importante. È strano come un tema così complesso e così ricco di risvolti produttivi non sia mai stato approfondito nella sua giusta dimensione. Quella che oggi viene chiamata Fiber Art, non ha potuto fare a meno di interrogare la grande tradizione dell’arazzo che, a partire dal XIV secolo, si è diffusa in tutta Europa producendo capolavori troppo spesso passati in secondo piano. Anche numerosi e importanti artisti del Novecento si sono cimentati in un’arte che, pur non venendo scelta come principale mezzo espressivo, ha rappresentato un’affascinante sfida proprio in virtù dell’intrinseca bellezza della tessitura.

Intrecci del Novecento. Mirko Basaldella. Exhibition view at La Triennale di Milano, 2017

Intrecci del Novecento. Mirko Basaldella. Exhibition view at La Triennale di Milano, 2017

LA MOSTRA

L’esposizione vanta opere tessili realizzate dai futuristi italiani, dagli arazzi di Fortunato Depero ai tappeti di Giacomo Balla; alcuni degli arazzi realizzati dalla Scuola di arazzeria di Esino Lario, su disegni di Gianni Dova, Atanasio Soldati, Alfredo Chighine, Franco Alquati, Umberto Lilloni. E ancora, gli arazzi dell’arazzeria di Ugo Scassa, su disegni di Corrado Cagli, Giuseppe Capogrossi, Umberto Mastroianni, Mirko Basaldella, Renato Guttuso, Emilio Tadini, Mario Sironi, Luigi Spazzapan, Renzo Piano; gli arazzi della manifattura MITA, dai bozzetti di Emanuele Luzzati, Enrico Paulucci, Aldo Bosco; gli arazzi e i tappeti creati da Elio Palmisano dai disegni di Oscar Kokoschka, Beppe Caturegli, Piero Dorazio, Nathalie Du Pasquier, Ugo Nespolo, Mario Radice, Ettore Sottsass, Gillo Dorfles, George Sowden, Luigi Veronesi, Gianfranco Ferroni, Tihamer Gyarmathy; le opere dell’arazzeria pennese, importante perché l’unica ancora attiva in Italia, su disegni di Giacomo Balla, Afro Basaldella, Enrico Accatino, Giuseppe Capogrossi, Alberto Di Fabio, Diana Baylon.
Un vero intreccio del Novecento dove risulta evidente come l’arte tessile possa dare unica forma a poetiche e stili incompatibili tra loro.

Mattia Andres Lombardo

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Mattia Andres Lombardo

Mattia Andres Lombardo

Nato a Milano nel 1988, Mattia Andres Lombardo ha conseguito la laurea magistrale in Storia della Critica d'Arte alla Sapienza di Roma proponendo una tesi a metà strada tra scienza dell'immagine e filosofia del linguaggio. Ha frequentato il Master in…

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