Morto Karl Otto Götz, maestro dell’Astrattismo e dell’Informale. Aveva 103 anni

È scomparso a Niederbreitbach in Germania il 19 agosto (ma la notizia è stata divulgata soltanto a due giorni di distanza) all’età di 103 anni Karl Otto Götz uno dei principali esponenti dell’arte tedesca del Dopoguerra, instancabile sperimentatore. Membro del gruppo Co.Br.A. e fondatore di Quadriga, introdusse in Germania l’Arte Informale.

Karl Otto Götz
Karl Otto Götz

Si è spento il 19 agosto a Niederbreitbach, in Renania, Karl Otto Götz (Aquisgrana, 22 febbraio 1914 – Niederbreitbach, 19 agosto 2017), uno dei principali esponenti dell’arte tedesca del Dopoguerra, instancabile sperimentatore. La notizia è stata resa nota con alcuni giorni di ritardo.

GLI INIZI DELLA CARRIERA E GLI ANNI DELLA GUERRA

Ancora allievo elementare ad Aquisgrana nel 1924, Karl Otto Götz dimostrò talento per il disegno e la pittura, e nel decennio successivo produsse le sue prime opere astratte, ispirate all’Espressionismo e al Surrealismo, studiati frequentando la Scuola di Arti Applicate dal 1932 al 1933. Tuttavia, a causa dell’avversione del regime nazista per un’arte definita “degenerata”, fu costretto a nascondere questa sua inclinazione e a dedicarsi a una carriera di pittore figurativo, mantenendosi vendendo paesaggi ai turisti che visitavano l’antica capitale carolingia. Carriera che conobbe una drammatica interruzione con la Seconda Guerra Mondiale, che lo vide ufficiale addetto alle segnalazioni sul fronte norvegese. Nonostante le difficoltà non abbandonò l’arte, anzi produsse opere sperimentali utilizzando la pellicola cinematografica che lasciava esposta alla luce, ricavandone poi i fotogrammi “impressionati”; e ancora, fu tra i pionieri dell’utilizzo della vernice spray in pittura. Rientrato a Dresda nel 1945, subì purtroppo la perdita di tutte queste opere, andate distrutte nel bombardamento americano della città del febbraio di quell’anno.

LA FOTOGRAFIA SPERIMENTALE E L’ASTRATTISMO

Tornata la pace, Götz poté attendere con tranquillità alle sue sperimentazioni artistiche incentrate su forme vegetali e creature animali, spaziando dalla scultura in legno all’acquerello, dai dipinti di grandi dimensioni aiutandosi con una pompa ad aria per “sparare” il colore fino alla fotografia surrealista ispirata a Man Ray. Un modo, in parte anche inconscio, per respingere una realtà umana tragica e violenta.
Questi primi anni del Dopoguerra furono l’ultimo periodo dedicato al figurativo, perché nel 1949 aderì (primo artista tedesco a farlo), al gruppo CoBrA (acronimo ottenuto dalle prime lettere di Copenaghen, Bruxelles e Amsterdam, capitali dei Paesi d’origine dei principali artisti fondatori) nato a Parigi nel novembre dell’anno precedente. Fra i membri, Christian DotremontConstant Anton NieuwenhuysKarel Appel e Corneille. Libera creatività e vibrante entusiasmo spontaneo furono i principi ispiratori di quella che fu la prima avanguardia europea del Dopoguerra, e Götz vi sviluppò il suo Astrattismo che avrebbe aperta la strada all’Informale. L’esperienza terminò nel 1951, quando il sodalizio si sciolse confluendo in vari altri movimenti.

QUADRIGA

Per Götz si aprì una nuova fase della carriera: in continuità con gli ultimi fuochi di Co.Br.A., fondò a Francoforte il gruppo Quadriga, con i colleghi Otto Gries, Heinz Kreutz e Bernard Schultze; pur caratterizzata da una breve vita (si sciolse infatti appena due anni più tardi), si trattò di un’esperienza importante perché fece conoscere in Germania l’Arte Informale, che va oltre l’astratto rinunciando anche a qualsiasi tipo di rigorismo geometrico e matematico. A differenza, ad esempio, di Georg Baselitz che utilizza l’Espressionismo Astratto per ritrarre le incertezze del secondo Novecento, Götz e colleghi compiono un gesto ancora più radicale, rinunciando al ruolo dell’artista-messaggero o artista-critico, e concentrandosi soltanto sulla tecnica. Lo stile di Götz si caratterizza per il tratto ampio e “dinamico”, ottenuto grazie all’utilizzo di una spatola con cui rimuove parte della vernice applicata in precedenza; dopo di che, con un pennello, ritocca i contrasti fra le parti chiare e scure. Ognuna delle opere ha all’origine un lungo processo preparatorio, sviluppato su numerosi disegni e gouache che la precedono.
Con gli inviti a esporre alla Biennale di Venezia del 1958 e a Documenta II a Kassel nel 1959, la sua carriera ottenne la consacrazione definitiva; ancora nel 1959, fu nominato docente alla Kunstakademie di Düsseldorf.

GLI ESPERIMENTI DEGLI ANNI MATURI E GLI ANTICIPI DI VIDEOARTE

A Düsseldorf, a partire dal 1971, Götz condusse una serie di esperimenti per individuare eventuali connessioni fra la percezione visiva e la personalità, esperimenti che hanno anche ottenuto il riconoscimento di numerosi psicologi di tutto il mondo. Instancabile esploratore di nuove possibilità espressive, dal 1995 al 2001 si dedicò alla pittura su ceramica, mentre negli ultimi anni, affascinato dalle potenzialità del computer, produsse una serie di collage astratti che ricordano il pointillisme, colorando le immagini casuali riprodotte sulla tela da un apposito programma informatico che ne suddivide la superficie in migliaia di pixel. Opere che ricordano quanto fatto dall’artista negli anni della guerra, quando sul fronte norvegese ebbe la possibilità di manipolare le tracciature dei radar per creare le prime forme astratte in movimento. Questa manipolazione di elettroni, quasi un’imitazione delle immagini televisive, ha influenzato l’artista coreano Nam June Paik, universalmente riconosciuto come il fondatore della videoarte.  
Nel 1997 assieme alla seconda moglie Rissa (Karin Martin), gettò le basi della Fondazione KO Götz e Rissa con lo scopo è quello di promuovere l’arte e la cultura e rendere le sue opere visibili al pubblico.
Niccolò Lucarelli

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Niccolò Lucarelli
Laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, di teatro e di jazz, e saggista di storia militare. Scrive su varie riviste di settore, cercando di fissare sulla pagina quella bellezza che, a ben guardare, ancora esiste nel mondo.