Grazie a Eni & FAI aprono al pubblico le Saline Conti Vecchi di Cagliari. Le foto

Fino a gennaio 2018, grazie alla partnership tra Eni e FAI, aprono al pubblico le Saline Conti Vecchi di Cagliari, in cui storia, natura e produzione industriale si incontrano.

Saline Conti Vecchi_Foto Manuela Meloni_2017 © FAI Fondo Ambiente Italiano
Saline Conti Vecchi_Foto Manuela Meloni_2017 © FAI Fondo Ambiente Italiano

Coniugare la riscoperta di un luogo ricco di storia, oasi naturalistica e attività industriale ancora operante con la valorizzazione del sito attraverso una narrazione coinvolgente, è la nuova sfida che il FAI-Fondo Ambiente Italiano ha intrapreso in collaborazione con Eni, inaugurando al pubblico le Saline Conti Vecchi in provincia di Cagliari.

PRESERVARE IL PATRIMONIO CULTURALE

La produzione dell’oro bianco, il sale, ha accompagnato e caratterizzato lo sviluppo economico e sociale della zona per decenni e la possibilità di una visita in loco è un’occasione rara di riallacciare i ponti con la memoria di un passato recente. “Il progetto è stato strutturato sin dall’inizio per far emergere, preservare e promuovere il patrimonio culturale e paesaggistico che le Saline Conti Vecchi rappresentano per la Sardegna e per l’Italia: un’esperienza industriale in un’area naturalistica integra e protetta che, nata da una lungimirante e ambiziosa idea agli inizi del ‘900, è approdata alla modernità con una produzione che resiste al tempo e ai cambiamenti dell’economia e della società”, spiega ad Artribune Daniela Bruno, Responsabile Valorizzazione e Ufficio Paesaggio e Patrimonio del FAI.

LA STORIA DELLA SALINA

Strutturato come un vero e proprio racconto, “il percorso di visita è stato concepito per essere libero, ovvero per lasciar scegliere ai visitatori come, quando e di quali contenuti fruire, potendo alternare informazioni a esperienze dirette e a momenti di piacevole sosta in un luogo che non è un museo, ma uno spazio da vivere. Ci aspettiamo che quest’esperienza sia vissuta come un vero e proprio viaggio emozionale, in cui il visitatore possa perdersi nelle immagini, negli oggetti e nei suoni, per ritrovarsi nei ricordi di questo luogo fortemente identitario, per apprezzarne e riconoscerne il valore, da preservare nel tempo”. Quella della Salina è una lunga storia, che affonda le radici agli inizi del secolo scorso. Già nel 1940 si configura come una solida realtà industriale, che dà lavoro a 400 dipendenti (che salgono a 1000 nella stagione della raccolta) e produce, oltre al sale (240 mila tonnellate l’anno), con esportazioni verso l’estero – Nord Europa, Sudamerica e Canada (dove è richiesto soprattutto per la salagione del pesce) – fino al 25% del prodotto. Nel 1984 passa, invece, sotto la proprietà di Eni che, tramite Syndial, ancora oggi gestisce la vecchia Società Anonima Ing. Luigi Conti Vecchi. Attualmente la produzione raggiunge le 400mila tonnellate l’anno, grazie a macchinari e processi altamente tecnologici, ed è specializzata in prodotti raffinati, tra cui il fior di sale destinato al mercato alimentare di eccellenza.

– Giulia Meloni

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Giulia Meloni
Giulia Meloni nasce a Cagliari nel 1990. Dopo gli studi classici, migra a Roma, dove frequenta il corso di Progettazione e Arti Applicate all’Accademia di Belle Arti. Con una tesi in storia dell’arte contemporanea approda all’Accademia di Belle arti di Brera a Milano, dove attualmente frequenta il biennio specialistico di Visual Cultures e Pratiche Curatoriali.