200 anni di Museo Prado. Tanti gli eventi per celebrare il museo più famoso di Spagna

I festeggiamenti inizieranno il 19 novembre del 2018, giorno del compleanno del museo, e si concluderanno il 31 dicembre del 2019. Nel frattempo, il Prado si prepara ad accogliere una serie di iniziative artistiche e culturali straordinarie, dentro e fuori Madrid.

Museo del Prado
Museo del Prado

Il Bicentenario è un’occasione unica per riflettere su cosa siamo, cosa siamo stati in passato e quello che vorremo essere nei prossimi anni”. Il neo-direttore Miguel Falomir presenta così il nutrito programma delle celebrazioni per i 200 anni del Museo del Prado, un evento che lo Stato spagnolo ha già qualificato come di eccezionale interesse pubblico, stanziando intorno ai 7 milioni di euro e incentivando con forti sgravi fiscali le imprese e gli sponsor che vorranno investire nella promozione delle celebrazioni, mancando ancora in Spagna, come in Italia, una legge per il mecenatismo adeguata alle occasioni di questo tipo. I festeggiamenti inizieranno il 19 novembre del 2018, giorno del compleanno del museo, e si concluderanno il 31 dicembre del 2019. Nel frattempo, il Prado si prepara ad accogliere una serie di iniziative artistiche e culturali straordinarie, dentro e fuori Madrid. Da poco è stata istituita anche una commissione nazionale per coordinare e promuovere le attività del Bicentenario. Presieduta dai Reali di Spagna ed ascritta al Ministero di Cultura, comprende i membri stabili del Patronato oltre a una decina di membri esterni, tra i quali ex direttori del museo, ex ministri di cultura, storici dell’arte e personaggi illustri come l’architetto Rafael Moneo, la scultrice Cristina Iglesias e la fotografa Cristina García Rodero (appartenente all’agenzia Magnum).

UN MUSEO ALL’AVANGUARDIA

“L’idea è di riflettere intorno alla storia di un’istituzione”, spiega Falomir, “che quando si installò nell’edificio progettato da Juan de Villanueva, costruito in origine per il Gabinetto di Storia Naturale ed Accademia delle Scienze, contava solo con 317 opere delle Collezioni Reali ed era aperto un solo giorno alla settimana. In 200 anni il Prado ha però assunto una personalità propria, acquisendo attraverso fondi pubblici e donazioni private circa 29mila opere d’arte, che a partire dalla fine dell’Ottocento lo hanno reso uno dei luoghi più visitati da illustri personaggi e un punto di riferimento fondamentale per lo studio della storia dell’arte in Europa. E oggi è uno dei pochi musei al mondo aperto 362 giorni all’anno.

Anche l’edificio in sé si è evoluto nel tempo dal punto di visto architettonico, guadagnando sempre più spazio per la collezione permanente e creando infrastrutture moderne e all’avanguardia per i laboratori di restauro, i magazzini e la custodia del materiale d’archivio. Il cosiddetto Campus del Prado comprende infatti l’ampliamento di Moneo del 2006, il Cason del Buen Retiro con la Biblioteca e gli uffici amministrativi, oltre alla futura ristrutturazione del Salon de Reinos, (ex Museo dell’Esercito), progetto di Norman Foster che si dovrebbe concludere alla fine del 2021.

IL CALENDARIO DELLE ESPOSIZIONI

Anche quest’ultima importante iniziativa rientra nei programmi del Bicentenario, anche se andrà oltre il periodo di celebrazioni.

“Per quanto riguarda la collezione permanente”, aggiunge Falomir, “già nei prossimi mesi sono previste l’apertura della Galleria Ionica, dedicata alla scultura classica, e la collocazione del Tesoro del Delfino (inestimabile raccolta di vetri e di oggetti orafi ndr.) nel cosiddetto toro nord, con una vetrina di oltre 40 metri di lunghezza. Ci sarà infine il recupero dell’ala nord del Museo per la pittura fiamminga ed olandese del Seicento, che in gran parte ora resta nei depositi. L’idea è di giungere all’apertura del Bicentenario con l’intero edificio storico del Villanueva, dove un tempo c’erano anche uffici, biblioteca e laboratori di restauro, riservata alla sola esposizione di opere d’arte”.

Allettante anche il calendario delle mostre temporali del 2019: un’esposizione dedicata al Siglo del Oro in Spagna e in Olanda, capofila Rembrandt e Velázquez, altre sui disegni di Goya, l’opera di Fra’ Angelico, le pittrici Sofonisba Anguissola e Lavinia Fontana, e Pieter Brueghel il vecchio.  Si intitola invece Circa 1819 la mostra straordinaria del Bicentenario: raccoglie 75 dipinti realizzati dieci anni prima e dieci anni dopo la fondazione del Prado.

LE INIZIATIVE COLLATERALI

Innumerevoli infine le iniziative collaterali di Prado 200, tra le quali musica, cinema, editoria, incontri istituzionali per professionisti di tutto il mondo e migliorie stabili ai percorsi di visita. Molte anche le proposte destinate ad ampliare la base del pubblico, con una vera propria filosofia di apertura sociale: per portare cultura nelle carceri, negli ospedali, nelle zone più sperdute di Spagna, dove una vera e propria mostra itinerante su Las Meninas di Velázquez viaggerà in bus per tutto l’anno; o infine esponendo un’opera al mese importante della collezione permanente in tour in ogni comunità autonoma, Ceuta e Melilla incluse.  Interessante anche l’impulso al micro-mecenatismo: “Non bisogna essere milionari per finanziare il Prado. Chi vuole, può contribuire con apporti modesti, anche di 150 euro, ricevendo in cambio lo stesso trattamento dei grandi mecenati”, ha concluso il direttore Falomir.

– Federica Lonati

 

 

Museo Prado
Paseo del Prado, s/n, 

Madrid, Spagna

www.museodelprado.es

 

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Federica Lonati, nata a Milano nel 1967, diploma di Liceo classico a Varese, si è laureata nel 1992 in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano con una tesi dedicata all’opera lirica e alla sua riproducibilità audiovisiva (Comunicazioni Sociali). Giornalista professionista dal 1997, dai primi anni Novanta collabora con “La Prealpina”, quotidiano di Varese, scrivendo soprattutto di teatro, opera lirica e musica classica. Dal 1995 è assunta nella redazione di “Lombardia Oggi”, settimanale di attualità, spettacoli e tempo libero, allegato domenicale al quotidiano “La Prealpina”. Redattore ordinario fino all’agosto del 2005, si occupa delle pagine di arte, musica classica e attualità in generale. Dal settembre 2005 vive a Madrid. Dalla Spagna ha scritto articoli per “Libero”, “Qui Touring”,”Il Corriere del Ticino”, “Il Sole 24 Ore” e “Grazia”. Tra il 2008 e il 2011 ha collaborato con “Agrisole”, supplemento settimanale del “Sole 24 ore”, realizzando cronache e reportage dedicati all’economia agricola spagnola.