Pistoia, capitale italiana della cultura 2017, celebra Marino Marini il suo artista più noto

L’annuncio della nomina di Pistoia come capitale della cultura 2017 non è stato privo di polemiche. Vittorio Sgarbi è stato tra i primi a contestare la nomina definendo la scelta troppo provinciale rispetto ad altre città toscane con una storia più blasonata. Pisa in primis. Eppure Pistoia arriva al giro di boa della metà dell’anno […]

Pistoia
Pistoia

L’annuncio della nomina di Pistoia come capitale della cultura 2017 non è stato privo di polemiche. Vittorio Sgarbi è stato tra i primi a contestare la nomina definendo la scelta troppo provinciale rispetto ad altre città toscane con una storia più blasonata. Pisa in primis. Eppure Pistoia arriva al giro di boa della metà dell’anno avendo superato le aspettative anche dei più scettici grazie ad un ottimo programma culturale che ha visto coinvolte piazze e monumenti storici in incontri, conferenze, proiezioni e spettacoli. La programmazione culturale non poteva poi esimersi dal coinvolgere l’arte. L’evento clou dell’anno è rappresentato dalla grande mostra che la città dedicata a Marino Marini (Pistoia, 1901 – Viareggio, 1980), il suo artista più noto, che inaugurerà a metà settembre a Palazzo Fabroni, uno dei monumenti simbolo di Pistoia.

LE PASSIONI VISIVE DI MARINO MARINI

Organizzata dalla Fondazione Marino Marini e dalla Fondazione Guggenheim di Venezia con il sostegno del Comune di Pistoia, la mostra ripercorre l’opera di Marini sottolineando il contributo fondamentale dell’artista all’evoluzione del linguaggio scultoreo in Italia. Il percorso espositivo, curato da Barbara Cinelli e Flavio Fergonzi, abbraccia un arco temporale vastissimo, dagli anni Venti agli anni Settanta, e mette in relazione le opere dell’artista toscano con quelle dei maggiori scultori della sua generazione o delle precedenti. Una mostra incentrata appunto sulle “passioni visive” di Marini, sugli artisti che ne hanno influenzato la ricerca e su quelli che a loro volta ne sono stati influenzati. Al centro del percorso espositivo ci saranno le opere del Dopoguerra, di quel preciso momento storico in cui Marini mette a punto un nuovo approccio alla scultura, che guarda alla scomposizione cubista, da un lato, e alla deformazione espressionista, dall’altro, che lo renderà uno degli scultori più famosi del secolo. Dopo Pistoia, la mostra sarà ospitata dalla Fondazione Guggenheim di Venezia.

TRE MOSTRE DI APPROFONDIMENTO

A latere della mostra principale, tre mostre di approfondimento accompagneranno i visitatori nel viaggio alla scoperta dell’opera di Marino Marini. In primis, dal 16 luglio, la mostra Marino nell’immagine di Aurelio Amendola (1968-1975), a Palazzo Tau, che racconta la vicenda umana oltre che artistica dello scultore attraverso le fotografie di Aurelio Amendola che lo ha seguito da vicino per diversi anni. Sempre a Palazzo Tau da metà settembre sarà di scena la mostra Mirò e Marino. I colori del Mediterraneo che si sofferma sul lato pittorico dell’opera di Marini. Mirò e l’artista toscano sono entrati in contatto negli anni ’50 grazie alla frequentazione comune dell’atelier di Fernand Mourlot a Parigi dove entrambi andavano a stampare le loro litografie. I punti di contatto tra i due sono numerosi soprattutto in relazione all’uso del colore, utilizzato da entrambi in larghe campiture di colori primari per dipingere le loro sculture. Infine, la Fondazione Marini dedica una retrospettiva all’opera di Kengiro Azuma, che fu a lungo allievo e assistente di Marini, che sarà allestita sempre a Palazzo del Tau, dal 22 ottobre. Un rapporto intensissimo, umano e professionale, quello tra i due artisti che hanno guardato l’uno alla ricerca dell’altro pur mantenendo sempre viva la propria identità e originalità.

– Mariacristina Ferraioli

 

Marino Marini. Passioni visive
Palazzo Fabroni
16 Settembre 2017 – 07 Gennaio 2018
http://www.palazzofabroni.it/

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.