Il Premio Hermès Danza alla Triennale di Milano

Alla Triennale di Milano la prima edizione del format biennale a sostegno dei giovani talenti della danza.

Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi
Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi

La stagione 2019/2020 di Triennale Milano Teatro, inaugurata pochi giorni fa, riconferma il suo sguardo acutissimo sulla scena contemporanea con una programmazione costellata di giovani artisti, oltre che di grandi classici. E ai giovani è riservato un posto d’eccezione: quest’anno infatti segna l’inizio di un’importante collaborazione fra Triennale Milano ed Hermès Italia, con un format biennale interamente dedicato alla produzione e valorizzazione di artisti under 35 attivi nel campo della danza contemporanea e della performance. Gli ideatori del progetto e gli artisti vincitori ci hanno raccontato la loro esperienza.
Il tutto ha preso vita la scorsa primavera” ‒ spiega Umberto Angelini, direttore artistico di Triennale Milano Teatro ‒ “quando Hermès Italia mi propose di unire le forze per dare corpo a un progetto capace di sostenere, in termini economici e di visibilità, giovani talenti internazionali nell’ambito della danza contemporanea. Così è nato il ‘Premio Hermès Danza Triennale Milano’: cinque gli artisti da me proposti, due i vincitori selezionati dalla giuria, ai quali sono stati garantiti un fee di produzione, periodi di tutoraggio e gli spazi di Triennale per finalizzare la creazione dello spettacolo che presenteranno all’interno della stagione teatrale. La valutazione è promossa da una giuria volutamente eterogenea: Daniel Blanga Gubbay, Silvia Bottiroli e Giusi Tinella, figure con ruoli e sguardi molto differenti nel panorama della danza contemporanea. È loro anche la proposta del tema sul quale è stato chiesto di lavorare ai cinque artisti selezionati, ovvero ‘moving landscapes (paesaggi in movimento)’”.

DANZA E MODA

Il brand Hermès e la sua Fondazione investono da tempo sul lavoro di giovani artisti e creativi attivi in diversi campi, dalle arti visive alla musica al contemporaneo più in generale. “L’attenzione alla qualità della materia prima, al lavoro degli artigiani e all’eccellenza sono da sempre i principi fondatori della Maison” ‒ racconta Francesca di Carrobbio, amministratore delegato di Hermès Italia. “Con questo premio abbiamo deciso di sostenere la danza contemporanea, arte alla quale ci sentiamo estremamente vicini: la danza è fatta di gestualità e movimenti, proprio come il lavoro dei nostri artigiani. In un panorama nel quale è estremamente difficile per un giovane artista affermarsi con il proprio lavoro, abbiamo voluto premiare chi ha dimostrato eccellenza nel percorso creativo”.
Uno dei criteri base del Premio è l’internazionalità: Nikima Jagudajev (Russia), Nicola Galli (Italia), Zora Snake (Camerun), Lenio Kaklea (Grecia) e Panzetti/Ticconi (Italia) sono i cinque giovani talenti proposti dalla direzione artistica per rappresentare estetiche diverse e possibili geografie della danza contemporanea.

Lenio Kaklea. Photo © Hervé Veronese Centre Georges Pompidou
Lenio Kaklea. Photo © Hervé Veronese Centre Georges Pompidou

I VINCITORI

I due artisti vincitori, Lenio Kaklea e il duo italiano Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi, si sono distinti per la forza del progetto presentato e per la chiarezza dimostrata nella scelta del metodo: “La nostra elaborazione del tema dei paesaggi in movimento” – spiegano Ginevra ed Enrico ‒ “ci ha portato a creare ‘A E R E A’, uno spettacolo in cui a essere protagonista è la bandiera, oggetto carico di simbologia e creatore di paesaggi diversi in base al suo utilizzo. Nel titolo emergono due parole, aerea e ara, che suggeriscono i due macro ambiti che abbiamo indagato in questo lavoro: ‘aerea’ è una qualità fisica della bandiera che determina la gestualità di chi la muove, mentre ‘ara’, luogo del sacrificio nel mondo antico, apre all’immaginario legato alla bandiera come sudario, quindi alla morte, altro aspetto molto presente in questo lavoro. Abbiamo studiato meticolosamente la gestualità degli sbandieratori, ci siamo interrogati sulle dinamiche di potere esistenti fra la bandiera e il corpo di chi la regge. In generale abbiamo cercato di indagare tutta la simbologia legata a questo oggetto ambiguo, che contemporaneamente svela e ricopre immagini sempre nuove”.
Lenio Kaklea invece porterà in scena una vera e propria storia cantata, la sua: “Il mio lavoro è autobiografico, racconta del mio percorso come persona e come danzatrice e di tutte le trasformazioni che ho vissuto in questo cammino. ‘Ballad’ parte da una conclusione alla quale sono giunta con grande fatica: è impossibile trasformare la società attraverso l’arte. In questo lavoro voglio raccontare il percorso che mi ha portato a questa convinzione, raccontando come i cambiamenti sociali avvenuti nel secolo scorso hanno modificato il mio modo di danzare e le mie idee sulla danza oggi, tracciando una linea fra il mondo fuori e quello interiore”.
Nel corso della creazione il lavoro dei due giovani talenti è stato attentamente documentato e tale documentazione andrà a costituire un archivio consultabile all’interno di Triennale Milano. Non ci resta che prendere posto alla serata del 20 ottobre e goderci questa prima edizione del Premio Hermès Danza Triennale Milano con la presentazione al pubblico di questi due promettenti inediti.

Giada Vailati

https://www.triennale.org/eventi/premio-hermes-triennale-milano/

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Spazio espositivoTRIENNALE - PALAZZO DELL'ARTE
IndirizzoViale Emilio Alemagna 6 - Milano - Lombardia
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Giada Vailati
Classe 1994, studia danza dall’età di nove anni, terminati gli studi classici frequenta l’accademia Dancehaus di Susanna Beltrami, diplomandosi in danza contemporanea e teatro. Nel 2018 viene selezionata per un master in danza contemporanea e somatic approach presso La Biennale di Venezia, lavorando con la coreografa Marie Chouinard e partecipando ad un suo spettacolo di repertorio. Lavora come danzatrice e performer con diverse compagnie italiane ed internazionali fra cui l’israeliana Public Movement, è membro fondatore di Cult of Magic, collettivo di artisti che opera nell’ambito musicale e performativo e collabora come critica di danza e di teatro per 1977magazine e per Artribune.