Il coreografo greco Dimitris Papaioannou è il primo ospite della compagnia di Pina Bausch. Con uno spettacolo che celebra l’elemento femminile.

L’abbiamo visto in anteprima a Parigi al Teatro della Villette (a luglio) ed è in arrivo in prima esecuzione italiana a Catanzaro per Armonie d’Arte Festival, dal 13 al 15 settembre. Since She è il nuovo lavoro del genio greco Dimitris Papaioannou ma è anche (e soprattutto) la prima creazione, per la compagnia di Pina Bausch, da parte di un coreografo ospite. Dalla morte della Bausch nel 2009, la compagnia aveva infatti continuato a portare in giro l’immenso repertorio del Tanztheater Wuppertal, ma i danzatori non si erano confrontati con nessuna nuova produzione.
Since She è di sicuro una dedica alla grandissima coreografa tedesca da parte di Papaioannou, uno spettacolo che nasce nella memoria dei corpi dei danzatori e seguendo il filo rosso degli insegnamenti della Bausch, ma che non si limita a distillare molteplici e curatissimi omaggi alla danza del Tanztheater. Since She è una vera creazione e la bravura del coreografo greco sta appunto nella capacità di trovare il punto di unione tra i codici della Bausch e i propri.
Forte è la presenza di un femminile (lo “she” del titolo) che delinea una continuità con la poetica della Bausch, qui trasfigurato in qualcosa di non più psicologico bensì quasi mitologico, archetipico. Durante le tre ore di spettacolo, la figura femminile può assumere connotati non umani, come i suoi simboli: la bellissima parte di danza con i capelli (un altro elemento bauschiano) sfocia nell’assurdo e nell’apotropaico, allontanandosi dal valore sensuale delle coreografie per capelli negli spettacoli di repertorio del Tanztheater. D’altra parte non dobbiamo dimenticare che Papaioannou è greco, la mitologia è parte intrinseca della sua cultura, ma soprattutto è stato assistente e allievo di Bob Wilson, dopo aver studiato arti visive all’Accademia di Belle Arti di Atene. La sua danza è pittura dice lui, come “pittura” era la scultura del suo conterraneo Jannis Kounellis, alla cui Arte Povera la sua coreografia così materica sembra far eco. In tutte e due le pratiche, il richiamo alla pittura vuole certamente significare un lavoro espressivo sulla materia, capace di evocare chiaroscuri di memoria caravaggesca, esprimere narratività e conflitti archetipici.
La scena di Papaioannou è colorata di nero, non perché questo spettacolo tratti il tema della morte, sebbene in parte lo faccia ‒ a tratti anche attraverso un richiamo evidente all’iconografia biblica ‒, ma perché grazie a questo colore la luce emerge con più forza. Sprazzi d’oro appaiono sul vestito della “lei” (Pina Bausch?) in un gioco d’illusione, uno dei tanti con cui il coreografo greco compone i suoi lavori. La luce d’oro, una luce materica, puntella lo spettacolo e ne è la conclusione. La Natura emerge con altrettanta forza, negli arbusti e negli alberi di bauschiana memoria, che qui non sono mai fiori e piuttosto diventano montagne di terra, aggiungendo un’altra tinta scura alla scena.

Tanztheater Wuppertal, Since She. Coreografia di Dimitris Papaioannou. Courtesy Armonie d’Arte Festival, Catanzaro. Photo Julian Mommert
Tanztheater Wuppertal, Since She. Coreografia di Dimitris Papaioannou. Courtesy Armonie d’Arte Festival, Catanzaro. Photo Julian Mommert

SINCE SHE

Lo spettacolo si apre con una coreografia su sedie scure, modello Café Müller, che i danzatori utilizzano per costruire un percorso di accesso alla scena. Sebbene le sedie siano un diretto richiamo alla Bausch, l’azione collaborativa dei danzatori, che con poesia si trasforma ben presto in un gioco di equilibrismi circensi, ricorda con forza la cifra di Papaioannou. Si crea subito un equilibrio perfetto tra passato e futuro, una promessa che verrà mantenuta lungo tutto lo spettacolo.
Ogni volta che un oggetto bauschiano torna in scena, i tavoli ad esempio, questo è accompagnato da una materia di contrasto, dei tubi in metallo, ad esempio, o da una rilettura della memoria coreografica che il Tanztheater associa all’oggetto. Non abbiamo assistito al lavoro che è stato fatto con i danzatori, ma pare evidente che vi sia stata una collaborazione forte con l’autore, a cui gli interpreti di Pina Bausch sono abituati e che ha dato vita a un lavoro di scrittura coreografica organico e potente.
Anche il paesaggio sonoro è un mix perfettamente omogeneo tra musiche del Tanztheater, musiche tradizionali greche e i suoni concreti tipici degli spettacoli di Papaioannou, da Stil Life a The Great Tamer. Rumori catturati in presa diretta tramite microfoni al suolo e amplificati fino a creare un effetto soprannaturale e perturbante, di spaesamento.
In Since She la magia di Papaioannou incontra la sensualità della Bausch e ciò che ne deriva non può che essere un capolavoro.

Chiara Pirri

https://www.armoniedarte.com/spettacoli/since-she-dimitris-papaioannou/

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Chiara Pirri
Chiara Pirri (Roma, 1989), residente a Parigi, è studiosa, giornalista e curatrice, attiva nel campo dei linguaggi coreografici contemporanei e delle pratiche performative, in dialogo con le arti visive e multimediali. È capo redattrice Arti Performative per Artribune e dal 2016 collabora con Romaeuropa Festival. Ha curato progetti di comunicazione multimediale per festival e istituzioni come Drodesera - Centrale Fies, Museo MACRO di Roma, Istantanee festival. In Francia cura progetti artistici per aziende e istituzioni (Unesco, Dior, Renault, Loewe, Kering…) attraverso collaborazioni internazionali.