Forlì. Parte Crisalide Festival, fra teatro, danza, filosofia…

Giunge alla 26esima edizione il festival di teatro, danza e dintorni che si tiene a Forlì. Appuntamento dal 6 a l5 settembre. Intanto ecco qualche anticipazione.

Ateliersi, Soli. Photo Luca del Pia
Ateliersi, Soli. Photo Luca del Pia

Lo spettacolo come processo, la visione come condivisione della pratica creativa e il metalinguaggio come struttura attorno alla quale far convergere un pensiero divergente e multidisciplinare. Questa dal 1994 è la vocazione di Crisalide, festival ideato da Masque Teatro, che è riuscito a sopravvivere con autenticità e sincerità alla semplificazione, alla riduzione al “facile” di molti cartelloni contemporanei. Così, tra festival che lungo l’asse emiliano-romagnolo stanno sempre più diventando vetrine eterogenee, Crisalide mantiene la necessità di generare un programma attorno a un concept che sia sempre guida inequivocabile e imprescindibile.

IL CONCEPT DI QUEST’ANNO

Crisalide da sempre è un festival in equilibrio sul confine che separa le discipline, la sua ricerca è resistenza all’interno di condizioni economiche spesso da sopravvivenza e punto di innesco di un linguaggio al limite tra scienza e teatro.
Quest’anno il tema che forma il cartellone è il concetto di Nachleben – Sopravvivenze, colto dall’opera dello storico dell’arte Aby Warburg. “Quello che ci lega al Nachleben warburghiano”, spiega il direttore artistico Lorenzo Bazzocchi, “è la sua vicinanza al concetto di ‘rimozione’ e ‘ritorno del rimosso’ che sentiamo prioritario ogniqualvolta dal nulla ci si avvicina al luogo della creazione, con tutto il suo portato di elementi consci ed inconsci, di sopravvenienze e dimenticanze, di certezze anticipate e di abbandoni”. Pensatori, filosofi e i protagonisti delle arti performative si sono dati appuntamento attorno alla declinazione di questo tema. E sono 25 gli artisti dell’edizione che andrà in scena dal 6 al 15 settembre negli spazi del Teatro Felix Guattari.
14 le performance di teatro, danza, musica e videoarte, 9 gli appuntamenti tra incontri, dibattiti e tavole rotonde oltre ad una intensa attività di formazione. Ogni giornata ha una scaletta estremamente varia, che mescola ai linguaggi della scena gli incontri con artisti, lecture di filosofi o di teorici delle arti performative. Interessanti le tavole rotonde proposte nelle domeniche 8 e 15 settembre, due momenti pensati dallo studioso Raimondo Guarino con l’obiettivo di mettere in dialogo artisti e studiosi su tematiche comuni.

Masque Teatro, Kiva
Masque Teatro, Kiva

IL PROGRAMMA

Si parte venerdì 6 settembre dalle 20.30. Nell’ordine: Francesca Proia invita il pubblico a raggiungere il grado zero dell’essere nel mondo. Un “riposizionarsi” lo chiama “per essere lucidi” nel rapporto con gli altri. Cloroflila lo abbiamo già visto a Genova al Festival Ricerca Azioni: il lavoro di Alessandra Cristiani è un dialogo con la danza butoh, un coagulo di animalità sonore, di carnalità nude che si modellano su input provenienti da un vago esterno, un non definito fuori campo.
Sabato 7 settembre si comincia alle 18 con la compagnia Opera Bianco, già in residenza al Guattari durante l’estate. Abbiamo personalmente seguito il lavoro Jump!, accompagnando le residenze e le prove di Vincenzo Schino e Marta Bichisao. Jump! affronta il problema del ritmo dell’uomo in dialogo con il ritmo del mondo. Il clown è metafora della condizione umana. Caduta, salto, sospensione. La caduta se vista sottosopra diventa un salto, un tentativo di volo. Proprio del rapporto tra caduta e citazione ne parleremo nell’incontro a seguire.
Un’altra residenza che a Forlì ha prodotto uno spettacolo è quella di Daniele Albanese. Il suo progetto VON è una cartina di tornasole, una radiografia di come il corpo reagisca e subisca le forze naturali, fisiche e politiche he lo circondano.
La giornata si conclude prima con lo spettacolo di Lea Barletti e Werner Waas Natura morta con attori”, a seguire c’è la lettura/performance Gaming di Pietro Babina, regista della storica compagnia bolognese Teatrino Clandestino e infine il concerto/performance Cosmesi fa un live.
Domenica 8 settembre viene proposta una tavola rotonda (che vedrà il suo secondo step la domenica successiva) dal titolo Ricerca di un linguaggio a cura di Raimondo Guarino e Lorenzo Donati, direttore del collettivo Altre Velocità, alla presenza di artisti, studiosi, operatori, critici e teorici delle arti performative.
Nel pomeriggio il Corso per ragazze indipendenti, laboratorio condotto da Eleonora Sedioli di Masque Teatro ed Eva Geatti della compagnia Cosmesi. La giornata si conclude con il concerto di Giacomo Piermatti, straordinario contrabbassista del noto gruppo Ludus gravis.

Roberto Latini. Courtesy l'artista
Roberto Latini. Courtesy l’artista

Crisalide prosegue venerdì 13 settembre con un volto noto, meglio una voce, quella di Roberto Latini, che ritorna sulla figura di Amleto e pure lui ritorna a Crisalide dopo le scorse edizioni.
Amleto + Die Fortinbrasmaschine è una rilettura della rilettura. Ci dice l’attore: “Oggi, tornando a Shakespeare, tentiamo una riscrittura ispirata a ‘Die Hamletmaschine’. Di Heiner Müller conserviamo la struttura, la divisione per capitoli o ambienti e componiamo un meccanismo, un dispositivo scenico, una giostrina su cui far salire tragedia e commedia insieme”. Di ritorno, scrittura e riscrittura è anche Kiva, spettacolo cardine del progetto di Masque di quest’anno. Kiva è una trascrizione coreografica del concetto freudiano di “rimozione” e “ritorno del rimosso” che il grande storico dell’arte e delle civiltà Aby Warburg fece suo per indagare le origini l’arte del Rinascimento italiano. Nachleben, letteralmente “sopravvivenza”, è il termine che Warburg ideò per indicare al tempo stesso ciò che in una immagine viene sottoposto a rimozione e ciò che si dimostra più vitale e che quindi sopravvive o permane. Concetto che detta la poetica dell’intero festival
Sabato 14 settembre Francesca Leoni e Davide Mastrangelo presentano una performance di videoarte dal titolo Alzaia(S). Li accompagna nell’incontro che segue il critico Piero Deggiovanni. Poi un’altra compagnia di casa a Forlì, il teatro Akropolis con il video Ludi. L’intervento della compagnia genovese si chiude con un incontro co Roberta Nicolai, direttrice del festival romano Teatri di Vetro. La serata continua con il solo di danza Waste movements di Paola Bianchi. Interessante del suo lavoro il trattamento degli scarti: durante la creazione di una coreografia, molti movimenti scaturiti dalle improvvisazioni vanno perduti. Si depositano nell’archivio del corpo, si sedimentano a sostegno della coreografia scelta. Lo scarto qui trova nuova vita.
La serata si chiude con la compagnia bolognese Ateliersi che porta a Crisalide lo spettacolo di teatro Soli, uno spettacolo dedicato alla relazione tra identità e dimensione lavorativa che gioca con i piani di realtà. Gli autori, dicono di essersi ispirati a Maria Lai, la visione del Living su Pirandello e il realismo poetico di Kaurismaki.

– Simone Azzoni

http://www.crisalidefestival.eu/

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Simone Azzoni
Simone Azzoni (Asola 1972) è critico d’arte e docente di Storia dell’arte contemporanea presso lo IUSVE. Insegna inoltre Lettura critica dell’immagine e Storia dell’Arte presso l’Istituto di Design Palladio di Verona. Si interessa di Net Art e New Media Art e Art marketing tips. Ha curato numerose mostre all’Arsenale di Verona tra cui Mokka, Mistral, e La Sedia. Docente di lettere presso la scuola secondaria è critico teatrale per riviste e quotidiani nazionali (L’Arena, Sipario, Drammaturgia). È autore di seminari di Lettura critica dello spettacolo presso l’Università di Verona. Organizza rassegne teatrali di ricerca e sperimentazione con La Fondazione Teatro Nuovo di Verona e da tre anni è co-direttore artistico di Theatre Art Verona. Tra le pubblicazioni recenti, per la casa editrice Universitaria è uscito "Frame – Videoarte e dintorni". Per Fondazione Aida, è autore di testi teatrali rappresentati a Parigi, New York e attualmente in tournée.