Trittico d’autore per la MM Contemporary Dance Company

Accomunati dalla musica di Vivaldi, i tre coreografi Michele Merola, Eugenio Scigliano e Daniele Ninarello hanno lavorato, ciascuno secondo la propria sensibilità e la propria vena creativa, sulle diverse partiture del grande compositore italiano.

MM Contemporary Dance Company, No Man's Land. Coreografia Eugenio Scigliano. Photo Tiziano Ghidorsi
MM Contemporary Dance Company, No Man's Land. Coreografia Eugenio Scigliano. Photo Tiziano Ghidorsi

Vivaldi works, il nuovo lavoro della MM Contemporary Dance Company (fresco di debutto al Teatro Asioli di Correggio), è un trittico d’autore che ha come comune denominatore la musica del grande compositore italiano. Con essa si sono confrontati tre coreografi contemporanei dalle diverse sensibilità: Michele Merola, Eugenio Scigliano, Daniele Ninarello. Ciascuno ha tratto una personale ispirazione scegliendo temi e brani differenti col risultato di offrirci un variegato affresco coreografico che connette visioni e linguaggi compositivi in un unico corpus, ben espresso dalla versatilità stilistica e bravura tecnica della compagnia emiliana.

EUGENIO SCIGLIANO

Eugenio Scigliano, sul Largo del Concerto in E-Flat Major, RV 408 (F. lll No. 5), crea un breve lavoro dal titolo No man’s land. Il riferimento è al tema scottante delle migrazioni, quindi lo sradicamento, l’esilio, la fuga, la solitudine, l’identità smarrita. Scigliano non descrive. Col suo stile astratto suscita immagini, evoca stati d’animo. Che attanagliano. La danza s’apre sui quattro interpreti maschili di spalle, illuminati da un fascio di luce dall’alto, come se provenissero da un buio lontano. Aggrappati l’uno all’altro, avanzano sostenendosi nello spostamento e nelle cadute, nell’immobilità e nel silenzio della musica che s’interrompe e riprende, nell’ondeggiamento e nei rotolamenti a terra tra lotte, sussulti e sfinimenti, rischiarati nello smarrimento da una luce rasoterra mentre il gracchiare di uccelli suscita paure in quella terra di nessuno costellata di pietre nere. I quindici minuti della creazione avvincono, e si presterebbe a un ulteriore sviluppo.

MM Contemporary Dance Company, Bloom. Coreografia Daniele Ninarello. Photo Tiziano Ghidorsi
MM Contemporary Dance Company, Bloom. Coreografia Daniele Ninarello. Photo Tiziano Ghidorsi

DANIELE NINARELLO

Bloom di Daniele Ninarello è entrato nel repertorio dell’ensemble emiliano dopo il felice esito di “Prove d’autore XL” di Ravenna, la vetrina del “Network Anticorpi XL” che offre a coreografi emergenti l’opportunità di testare le proprie capacità autoriali creando un nuovo lavoro per i danzatori di una importante compagnia. Il risultato, espressivo, tecnico ed empatico, dei sette danzatori della MM Contemporary Dance Company, è stato esemplare.
Con un iniziale margine d’improvvisazione dei danzatori ‒ che può variare di volta in volta valutando il tempo d’ingresso, mentre uno di essi al centro, attiva il meccanismo gestuale nel quale si inseriscono gli altri riprendendo i suoi movimenti e diversificandoli ‒, l’azione prende quota sfumando dalla musica di Steve Reich a quella di Vivaldi. S’aprono traiettorie gestuali, disegni e dinamiche spaziali lente poi sempre più veloci, tra sincronie e sfasamenti di singoli e di gruppi, con giri, piegamenti e sciabolate soprattutto di braccia aperte che originano da un epicentro creando un moto perpetuo: una sorta di gemmazione ispirata all’installazione Coded Nature dello Studio Drift esposta allo Stedelijk Museum Amsterdam.

MM Contemporary Dance Company, Vivaldi Umane Passioni. Coreografia Michele Merola. Photo Tiziano Ghidorsi
MM Contemporary Dance Company, Vivaldi Umane Passioni. Coreografia Michele Merola. Photo Tiziano Ghidorsi

MICHELE MEROLA

Vivaldi umane passioni di Michele Merola s’ispira all’universo poetico di Chagall, alle sue aeree visioni. Sulla musica barocca di Vivaldi ‒ nello specifico alcuni concerti per violino come La Follia, L’Inquietudine, L’estro armonico ‒, i movimenti tendono a scolpire nello spazio il fuoco delle passioni dei corpi i quali si stagliano plasticamente sullo sfondo di un velario di celesti punti luminosi e altri riflessi che variano d’intensità. Il disegno coreografico astratto di Merola, che ricerca prospettive, simmetrie, assonanze tra l’umano sentire e la musica, plasma passi e posture in alternanza di scontri e incontri, ben movimentando con poche pennellate, forse un po’ troppo monocrome, figurazioni dinamiche. In canotta e pantaloncini, all’iniziale roteante quartetto con sollevamento alternato di un singolo, i danzatori si moltiplicano nel graduale ingresso in scena passando da coppie a trii a insiemi, e da passi felpati e movimenti lenti ad accelerazioni e scomposizioni con attimi d’immobilità di pose e sguardi che osservano gli assoli. Sono corpi sempre in ascolto che, nei cambi di musica e di una luminosità fredda poi calda, innescano avanzamenti frontali e posteriori in controluce, sbilanciamenti e dinamiche più veloci di gruppo, e il formarsi di energici duetti maschili e femminili con una tensione sempre verso l’alto.

Giuseppe Distefano

www.michelemerola.it

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Giuseppe Distefano
Critico di teatro e di danza, fotogiornalista e photoeditor, fotografo di scena, ad ogni spettacolo coltiva la necessità di raccontare ciò a cui assiste, narrare ciò che accade in scena cercando di fornire il più possibile gli elementi per coinvolgere il lettore/spettatore. L'esperienza di scrittura critica è maturata sul campo, cominciando negli Anni Novanta, scrivendo per il quindicinale "Città Nuova", e successivamente collaborando col mensile di spettacolo "Primafila" con recensioni e interviste a personaggi della danza, del teatro e del cinema; quindi col settimanale culturale "Il nostro tempo" e il settimanale di attualità "Carta". Collabora con "Ilsole24ore.com", col magazine "Danza&Danza", con "Artribune.com", con "Sipario.it" e con "cittanuova.it". Ha partecipato a mostre fotografiche e pubblicato il libro fotografico "Il teatro di Emma Dante nelle foto di Giuseppe Distefano" (Infinito edizioni).

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