Danza: il Bach espressionista di Adriana Borriello

La coreografa e danzatrice Adriana Borriello, in forte complicità con la pianista Gilda Buttà, ha presentato “Duo Goldberg” su musiche di J. S. Bach. In uno speciale allestimento in forma di concerto e con un taglio interpretativo espressionista, per il Vignale Monferrato Festival.

Vignale Monferrato Festival 2018. Adriana Borriello & Gilda Buttà, Duo Goldberg
Vignale Monferrato Festival 2018. Adriana Borriello & Gilda Buttà, Duo Goldberg

Lo spazio meriterebbe già il viaggio: uno studio nel cuore del Monferrato, parte di un centro internazionale per la danza gestito da privati con tanto di scuola, master class e summer camp.
Qui, a Orsolina 28, il Vignale Monferrato Festival (diretto da Matteo Negrin) ha ospitato un evento che lo ha reso essenzialmente unico. Il Duo Goldberg della coreografa e danzatrice Adriana Borriello e, al pianoforte, Gilda Buttà.

BACH È NECESSARIO

Non è difficile pensare che l’incontro, il dialogo e il confronto con la musica di Bach siano a un certo punto necessari e complementari al progredire dell’esperienza e della vita di un creatore di danza. Borriello è da sempre coreografa esistenziale: le forme, nei suoi lavori anche molto diversi fra loro, sono sempre guidate da un ascolto coordinato fra interiorità e spiritualità.
Ma in questo incontro a due con le Variazioni Goldberg tutto sembra diverso. Forse più necessario. Senz’altro inedito e, per quanto occasionale, perfettamente calcolato. Nel gioco di presenza di Borriello, si tratta di una visualizzazione nervosa, ironica, carica di tic e di inquietudini non meno che di un sottile ma efficacissimo humour, con lo sguardo sempre aperto, in gioco sullo spettatore. E non senza violenza, per quella esposizione di un corpo non più giovane ma agilissimo, in fortissima prossimità con il pubblico disposto solo su due lati, immerso come in una serra tropicale in questa composita esperienza di esasperate, ma libere, emozioni. L’esecuzione al pianoforte di Buttà non concede spazio alcuno a quei lirismi compiaciuti di cui sono piene le registrazioni, né a virtuosismi di un finto rigorismo efficientista, estenuati e supergerarchizzati come già in una catena di montaggio all’alba del capitalismo: con Borriello e Buttà il gioco resta a due, in una connessione di intesa sempre orizzontale, e condivisa sul piano, appunto, dell’espressione. Bach qui non è sul piedistallo, ma nel corpo di ognuna. Ed entrambe ballano molto, eccome.

Vignale Monferrato Festival 2018. Adriana Borriello & Gilda Buttà, Duo Goldberg
Vignale Monferrato Festival 2018. Adriana Borriello & Gilda Buttà, Duo Goldberg

LE VARIAZIONI GOLDBERG

Le Goldberg-Variationen (inizialmente col titolo Clavier Übung, BWV 988), composte espressamente per clavicembalo a due manuali (ma soppiantato poi dal fortepiano e infine dal pianoforte, prima che la ricerca di una interpretazione oggettiva riportasse in auge il clavicembalo), sono trenta variazioni precedute da un’aria ripresa nel finale come chiusura del ciclo generativo, dunque trentadue elementi realizzati da Bach tra il 1741 e il 1745 per le notti insonni del conte Keyserling.
L’ideale rapporto di corrispondenza perpetua fra terra e cielo costruito da Bach in un incrocio matematico tra le voci e il basso continuo (fortemente armonico e riproposto in modo costante in tutte le variazioni) fa del numero il punto di sintesi tra il mondo del suono, l’umano e il divino.

QUANDO IL CALCOLO VA IN CRISI

Ebbene, in Borriello e Buttà il numero, il calcolo che dà la proporzione, è invece (e felicemente) un punto di crisi. Nell’interpretazione coreografica di Borriello non vi è nessun effetto di sospensione del tempo, né di sublimazione trascendente, ma un mondano precipitato direttamente nello spazio e dentro il tempo della storia. Come in un continuo porre problemi e provare a risolverli in termini soltanto scenici. Da qui le entrate e le uscite dallo spazio, le aperture continue di linee e nuovi perimetri, i cambi di scarpe e di abito anche pieni di pudore, e le attese indocili e nervose, su di un irrequieto sgabello che replica quello della pianista, e sul quale gesti si ripetono senza alcun vero compimento. È la forza dell’infinito nulla.

Vignale Monferrato Festival 2018. Adriana Borriello & Gilda Buttà, Duo Goldberg
Vignale Monferrato Festival 2018. Adriana Borriello & Gilda Buttà, Duo Goldberg

BACH INTERPRETATO

Niente a che vedere con le forme morbide, circolari e anarchiche delle mitiche Goldberg Variations di Steve Paxton del 1986 (in forte, troppa consonanza con le scelte esecutive di Glenn Gould). E nemmeno niente a che vedere con le architetture di energia delle Solo Goldberg Improvisations di Virgilio Sieni (2001) o, peggio, con le geometrie un po’ da geometra della versione di Heinz Spoerli (1992), vista e rivista in Scala. Casomai occorre ricostruire tutta un’altra genealogia, partendo da Air and Variations di William Dollar per il Ballet Caravan (1938, arrangiate e orchestrate da Nicholas Nabokov), in cui le variazioni sono cucite addosso ai sei interpreti già alla ricerca di un molteplice senza centro; se non, più di recente, allo straordinario lavoro di Laurent Chétouane (ma sulla Passione di Giovanni) che nel suo orizzontale e comunitario Bach| Passion | Johannes (2014) ha restituito questa musica indicibile alla voce proprio di tutti.
Borriello scompone le voci della partitura in una rigorosa mise-en-space mentre è il corpo a scegliere quale voce mettere in fuga, quale linea visualizzare. Non di rado la troviamo sincronizzata a seguire quella meno principale, più nascosta, la linea di basso, appunto, come a voler sottolineare l’assenza di ogni gerarchia, per restituire l’esperienza della musica in uno spazio di umanità anche difficile ma proprio perché senza contropartita: unico scambio possibile al servizio del dono.

– Stefano Tomassini

http://www.piemontedalvivo.it/vignale-monferrato-festival/

Evento correlato
Nome eventoVignale Monferrato Festival 2018
Vernissage22/06/2018
Duratadal 22/06/2018 al 21/07/2018
Generidanza, festival
Spazio espositivoPIAZZA DEL POPOLO
IndirizzoPiazza del Popolo - Vignale Monferrato - Piemonte
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Stefano Tomassini
Stefano Tomassini è ricercatore presso l’Università Iuav di Venezia e insegna all’Università della Svizzera Italiana. È consulente per la danza di LuganoInScena al LAC. Nel 2008-2009 è stato Fulbright-Schuman Research Scholar; nel 2010 Scholar-in-Residence all’archivio del Jacob’s Pillow Dance Festival (Lee, Mass.) e, nel 2011, Assistant Research Scholar all’Italian Academy for Advanced Studies in America della Columbia University (NYC). Fa parte della giuria per le Giornate della Danza Svizzera 2019.