Orestiadi, in Sicilia la 37esima edizione del festival nel ricordo del terremoto del Belìce

Inaugurerà il prossimo 7 luglio il festival dedicato alle arti performative fondato nel 1981 da Ludovico Corrao per far risorgere Gibellina dal terremoto attraverso la cultura. E quest’anno la kermesse ripropone il primo testo rappresentato 37 anni fa con Emilio Isgrò

Sopra di me il diluvio, Compagnia Enzo Cosimi, ph. Stefania Mazzara 2016
Sopra di me il diluvio, Compagnia Enzo Cosimi, ph. Stefania Mazzara 2016

Sarà all’insegna del ricordo la 37esima edizione delle Orestiadi, il festival dedicato alle arti performative che ogni anno si svolge a Gibellina, nel Belìce, in Sicilia. Nella suggestiva cornice del Baglio di Stefano e del Cretto di Burri, la manifestazione – che negli anni hanno visto la presenza di artisti, attori, registi del calibro di Bob Wilson, Peter Stein, Thierry Salmon, Emir Kusturica, Eimuntas Nekrosius, Philip Glasse e Goran Bregovic – sarà dedicata al ricordo del terremoto che, 50 anni fa, colpì 14 comuni della Valle del Belìce, segnandone profondamente l’assetto geografico e le dinamiche storiche. 1968, niente fu più come prima è il titolo dell’edizione 2018 del festival che, con la direzione artistica di Alfio Scuderi, si terrà tra il 7 luglio e l’11 agosto.

Baglio di Stefano, Gibellina, ph. Luca Savettiere
Baglio di Stefano, Gibellina, ph. Luca Savettiere

UN FESTIVAL NATO PER RISCATTARE IL TERRITORIO

Nato 37 anni fa dalla volontà di Ludovico Corrao, il festival deve il suo nome all’Orestea di Eschilo, tragedia in cui il tema della volontà di riscatto viene trasposto al destino di Gibellina, città colpita dal terremoto che ha tentato, anche attraverso la cultura, di risollevare le proprie sorti. Per celebrare la rifondazione della città, Ludovico Corrao riproponeva la recita dell’Orestea nel “siciliano poetico” ideato da Emilio Isgrò: un messaggio di rinascita culturale per tutti i popoli minacciati dai sismi della storia e dai non meno potenti terremoti di civiltà operati dalla guerra. Quella del 2018 sarà dunque un’edizione all’insegna del ricordo, con la partecipazione di artisti quali Alessandro Haber, Stefano Accorsi, Marco Baliani, Silvia Ajelli, Emilio Isgrò, Francesca Benedetti, Paolo Briguglia, Filippo Luna, Vincenzo Pirrotta, Claudio Gioè e Leo Gullotta che, attraverso i temi della memoria, del racconto, della storia, guideranno il pubblico nei cinquant’anni dal terremoto del 1968, con spettacoli, progetti e performance che si susseguiranno nell’arco di un mese. “In questi luoghi così particolari, in una ricorrenza così unica, nascerà il nostro Festival 2018, un’edizione straordinaria, che conferma le Orestiadi, non solo come contenitore di spettacoli di qualità, ma come soggetto creativo, Festival che diviene artisticamente produttivo, nel suo immaginare percorsi, costruire produzioni, stimolare idee”, spiega Alfio Scuderi. “I cinquant’anni che ci separano dal 1968 saranno una guida, un filo rosso, per il nostro Festival, ricorderemo così il drammatico terremoto del 1968 che rase al suolo la città, ma ricorderemo anche il travaglio politico e sociale di quegli anni, quello che per l’Europa fu un terremoto culturale”.

Fratto X di Rezzamastrella, 2013
Fratto X di Rezzamastrella, 2013

L’EDIZIONE 2018 E L’ARTE CONTEMPORANEA

La Lunga Notte del contemporaneo è il grande evento d’apertura che sabato 7 luglio vedrà protagonisti Alessandro Haber e Mario Bellavista, Gianni Gebbia e Giovanni Scarcella, Igor Scalisi Palminteri e Angelo Sicurella, la Compagnia Franco Scaldati, con quattro performance inedite, immaginate e costruite per Gibellina: Beat, Gold, 300 Grammi e Il corpo nostro è simile ad un guardino. l’8 luglio sarà la volta di Giocando con Orlando – Assolo, riadattamento dall’Orlando Furioso diretto da Marco Baliani e interpretato da Stefano Accorsi. Sarà di scena il 15 luglio Emilio Isgrò con La Gibella del martirio, primo testo rappresentato alle Orestiadi che sarà letto dal suo autore e da Francesca Benedetti, protagonista della prima messa in scena, con le musiche originali di Vincenzo Pennisi. Il programma delle Orestiadi si completa inoltre con le iniziative legate alle arti visive a cura del Museo delle Trame Mediterranee, visitabili durante il festival: Trasversalità dello spazio, fino al 13 luglio, in collaborazione con l’Università dei Paesi Baschi, e Growing a Language, fino al 2 settembre, una proposta transdisciplinare di Collective Intelligence, collettivo di artisti attivi in Finlandia, in Germania e a Palermo che parteciperà inoltre al programma collaterale 5x5x5 nell’ambito di Manifesta. Il progetto comprende una mostra, una serie di performances e una residenza artistica a Gibellina e nel territorio circostante, ed è realizzato con il sostegno di Arts Promotion Centre Finland, Myymälä2 galleria di Arte Contemporanea a Helsinki, il patrocinio dell’Ambasciata di Finlandia a Roma e il Comune di Gibellina.

– Desirée Maida

Gibellina (TP) // dal 7 luglio all’11 agosto
Festival delle Orestiadi
Baglio di Stefano – Cretto
www.fondazioneorestiadi.it

Dati correlati
AutoriEmilio Isgrò, Stefano Accorsi
Spazio espositivoFONDAZIONE ORESTIADI
IndirizzoBaglio Di Stefano - Gibellina - Sicilia
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.