Annunciati i vincitori dei Leoni d’Oro e d’Argento alla Biennale di Venezia per la Musica 2026

Un pioniere dell’improvvisazione e della sperimentazione vocale e strumentale e una compositrice e organista, attiva nell’ambito della musica elettroacustica e sperimentale, sono i vincitori degli ambiti riconoscimenti in consegna il prossimo ottobre

Sono il compositore e performer giapponese Keiji Haino, poeta del rumore, e la compositrice e organista canadese Sarah Davachi, attenta all’ibridazione innovativa di linguaggi elettronici e acustici, i vincitori della Biennale Musica 2026: vincono, rispettivamente, il Leone d’Oro – che l’anno scorso è andato a un’altra figura storica come Meredith Monk – e il Leone d’Argento. La decisione è del Consiglio di Amministrazione della Biennale di Venezia, che ha accolto la proposta che Caterina Barbieri, direttrice del settore Musica, ha presentato per il70. Festival Internazionale di Musica Contemporanea della Biennale di Venezia, in scena dal 10 al 24 ottobre 2026.

Keiji Haino: Leone d’Oro alla carriera 2026

Keiji Haino (Chiba, 1952) è una storica figura cantautorale e chitarristica giapponese legata alla musica sperimentale fatta di rock, noise e drone music. Ispirato dal teatro di Antonin Artaud e da gruppi musicali come i Doors, Haino inizia la sua carriera negli Anni Settanta militando nel gruppo di rock psichedelico Lost Aaraaff e raggiunge la notorietà con il trio Fushitsusha. L’album solista Watashi Dake/Only Me (1981) segna una tappa fondamentale della sua carriera: con voce e chitarra crea improvvisazioni di straordinaria intensità emotiva. Ha collaborato, tra gli altri, con Tatsuya Yoshida/RuinsMasami Akita/MerzbowTony ConradJohn ZornThurston Moore, oltre che con artisti visivi come Christian Marclay e Cameron Jamie. In oltre cinquant’anni di attività, Haino ha utilizzato ogni tipo di strumento — chitarra, voce, batteria, elettronica, percussioni, sintetizzatori, ghironda e strumenti della tradizione popolare — creando un genere nuovo e inimitabile, che ridefinisce i confini tra musica colta e pratiche underground, e che fonde noise, blues e free jazz in un linguaggio unico. Gli è stato conferito il Leone d’Oro alla Carriera per “la natura irripetibile delle sue performance, si legge nella motivazione, “che vive dell’interazione sempre diversa tra suono, corpo e spazio, eleva la musica a un atto incarnato di libertà e presenza assolute. In questo orizzonte, l’opera di Keiji Haino invita l’ascoltatore a rinnovare la propria capacità di stupore di fronte alla forza rivelatrice e rivoluzionaria del suono”.

Annunciati i vincitori dei Leoni d’Oro e d’Argento alla Biennale di Venezia per la Musica 2026
Keiji Haino ph Kazuyuki Funaki

Sarah Davachi: Leone d’Argento 2026

Sarah Davachi (Calgary, 1987) è compositrice e organista, attiva nell’ambito della musica elettroacustica e sperimentale. Ha lavorato al National Music Centre, con sede a Calgary, dal 2007 al 2017, dove ha svolto attività di formazione, ha sviluppato contenuti e ha archiviato dati relativi a strumenti musicali e attrezzature di registrazione. Consegue una laurea in filosofia presso l’Università di Calgary nel 2010, un master in Electronic music and recording media al Mills College di Oakland, California, nel 2012 e un dottorato in musicologia presso la UCLA (con una tesi su timbro, fenomenologia e organologia critica) nel 2025. Vive a Los Angeles, California. Fra le sue registrazioni, si ricordano: Let Night Come on Bells End the Day, registrato con un Mellotron e un organo elettronico (Recital, 2018), Gave in Rest, un lavoro più orchestrato ispirato alle cattedrali e alla musica antica (Ba Da Bing, 2018), Cantus, Descant, un album incentrato sull’organo (Late Music, 2020). Proprio nel 2020 fonda Late Music, un’etichetta all’interno della divisione di partner label della Warp Records. Le è stato conferito il Leone d’Argento per aver “costruito nel corso di oltre un decennio e mezzo un corpus di opere che esplora con attenzione e rigore le intime articolazioni del timbro e del tempo, ridefinendo l’esperienza dell’ascolto attraverso una pratica che unisce ricerca storica, fenomenologia della percezione e sperimentazione elettroacustica. Le sue composizioni, spesso fondate su durate estese e sistemi di accordatura naturale, rendono percepibili le minime variazioni di tessitura, intonazione e complessità armonica, portando in primo piano fenomeni psicoacustici e processi di graduale trasformazione timbrica. L’opera di Davachi si colloca in un territorio in cui convergono le strutture del minimalismo, le concezioni intervallari e affettive della musica antica, e le pratiche sperimentali di produzione in studio, spesso incentrate sull’uso di strumentazione elettronica analogica e dell’organo a canne”.

Annunciati i vincitori dei Leoni d’Oro e d’Argento alla Biennale di Venezia per la Musica 2026
Sarah Davachi

La Cerimonia di Premiazione dei Leoni Biennale Musica 2026

La cerimonia di consegna del Leone d’Oro e quella del Leone d’Argento della Biennale Musica avrà luogo nel corso del 70. Festival Internazionale di Musica Contemporanea (10-24 ottobre). Keiji Haino sarà protagonista con una delle sue speciali esibizioni dal vivo, presentata in prima mondiale a Venezia, e con la presentazione del documentario sulla sua carriera diretto da Kazuhiro Shirao, per la prima volta proiettato al di fuori del Giappone. Sarah Davachi, invece, presenterà la prima mondiale di un nuovo lavoro per ensemble acustico.

Claudia Giraud

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Claudia Giraud

Claudia Giraud

Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate…

Scopri di più