Caso Fenice sempre più odioso: dopo le dimissioni del consigliere Tortato, il Ministro Giuli lo sostituisce con un attivista del SÌ al referendum

Il nuovo consigliere d’indirizzo della Fondazione è un professore e avvocato senza esperienza in campo musicale, però molto schierato per il SÌ al prossimo Referendum sulla giustizia. Si fa propaganda sulla pelle di una delle più importanti istituzioni italiane?

L’aveva detto Alessandro Tortato, consigliere d’indirizzo della Fondazione Teatro La Fenice, quando ha rassegnato le sue dimissioni a seguito della conferma della nomina di Beatrice Venezi a direttrice musicale del prestigioso teatro veneziano: È evidente che la questione si è fatta meramente politica e che, di conseguenza, non c’è alcun bisogno di avere un musicista tra i consiglieri“. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli l’ha preso in parola, e ha scelto al suo posto l’avvocato Antonio Forza.

L’avvocato Antonio Forza prende il posto di Alessandro Tortato come consigliere d’indirizzo

Iscritto all’Ordine degli Avvocati di Venezia dal 1975, Forza è professore a contratto presso l’Università degli Studi di Padova, dove è anche docente del Master di Psicopatologia e Neuropsicologia Forense. Un profilo molto diverso da Tortato, pluridiplomato in pianoforte e in composizione al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia e in direzione d’orchestra al Conservatorio Casella dell’Aquila, direttore di numerose orchestre, tra cui quelle dell’Accademia di San Giorgio di Venezia e dell’ORV – Orchestra Regionale Filarmonia Veneta. È professore di Teoria, Ritmica e Percezione Musicale al Conservatorio di Venezia, ed è laureato sia in Scienze Politiche sia in Storia. Era stato nominato consigliere alla Fenice a gennaio 2025 dallo stesso Ministero della Cultura.

L’apice della polemica contro la nomina di Beatrice Venezi a direttrice musicale 

Appurata la differenza dei curricula, diventa inevitabile chiedersi perché Giuli abbia scelto proprio Forza per sostituire Tortato, allontanatosi dalla carica pro bono al culmine di mesi di polemiche e proteste dei lavoratori del teatro contro la nomina della direttrice musicale, ratificata definitivamente il 10 marzo dal Consiglio di indirizzo del teatro e dal presidente Luigi Brugnaro (sindaco di Venezia) e difesa a spada tratta dal sovrintendente Nicola Colabianchi. Una motivazione potrebbe essere che Forza si è espresso per il sì al referendum giustizia tanto caro al governo.

Il governo fa campagna per il sì sulla pelle di uno dei più importanti teatri italiani

Con la sua adesione agli eventi di Forza Italia per il SÌ al referendum, Antonio Forza sembrerebbe dunque una pedina squisitamente politica inserita a forza in uno spazio della cultura eccellente ma oggi in aperto conflitto con le dirigenze locali e nazionali. Già vicino agli ambienti di governo della città – aveva difeso l’ex assessore regionale Renato Chisso, arrestato per corruzione per lo scandalo Mose – Forza arriva in un momento di grande tensione a Venezia, soprattutto con l’aggravarsi di ora in ora del conflitto tra governo e Fondazione Biennale per la partecipazione della Russia alla prossima Biennale d’Arte.

Giulia Giaume

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Giulia Giaume

Giulia Giaume

Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo…

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