Sta nascendo il primo atlante italiano dei live club. Ecco come partecipare

Si chiama “Spazi che suonano” la prima mappatura italiana degli spazi di musica dal vivo, promossa da Arci: uno strumento utile alla rappresentanza istituzionale. Per incidere sulle politiche di supporto alla filiera

Cosa significa per un live club avere rappresentanza istituzionale? Vuol dire avere una voce comune a livello locale, nazionale ed europeo per tutelare e valorizzare i propri spazi di musica dal vivo. Ma perché succeda è necessaria una mappatura dettagliata per potersi rendere conto del numero di locali attivi in Italia. È quanto stanno cercando di fare Arci, l’associazione di categoria di spazi di musica dal vivo KeepOn LIVE e Assomusica con il loro questionario denominato Spazi che suonano, finalizzato a realizzare il primo atlante italiano dei live club.

La prima mappatura italiana del live club

La prima mappatura italiana del live club è un segnale necessario che tenta di definire una scena fondamentale per la crescita e la circuitazione della musica dal vivo nel nostro Paese”, dice Marco Trulli, responsabile “Cultura e Giovani” di Arci Nazionale. “I live club svolgono un ruolo di promozione culturale sui territori che spesso rappresenta l’unica possibilità di accesso alla musica dal vivo. Con i risultati della mappatura avremo finalmente i primi dati per comprendere numeri e criticità del settore, con l’obiettivo di rafforzare il nostro comune lavoro di richiesta di politiche di sostegno ai live club, pensando anche a quanto la scena nazionale sia diseguale e a come far crescere nuove realtà dove la musica non esiste”.

Come funziona la mappatura

Per partecipare alla mappatura è possibile compilare il questionario disponibile sul sito che indaga 5 aree: informazioni generali sugli enti gestori degli spazi e sulle strutture disponibili negli spazi; funzioni che il Live Club svolge al di là della programmazione di musica dal vivo; quanti eventi lo spazio organizza, quanti progetti musicali si esibiscono, quanti spettatori partecipano; una panoramica su lavoratori e collaboratori coinvolti nelle attività del locale; indicazioni indicative sui bilanci e sulle aree principali di spesa e di entrata rispetto all’attività di musica dal vivo. Possono partecipare locali con una zona palco ed impianto audio “permanenti”, con una programmazione composta da almeno il 50% da musica dal vivo (di cui almeno il 70% costituito da progetti musicali originali), e che siano votati alla promozione del patrimonio culturale del territorio d’appartenenza. Tutti i dati raccolti saranno trattati in maniera anonima: solo lo staff delle tre reti (KeepOn LIVE, Assomusica, Arci) potrà risalire a chi ha compilato i questionari.

Casi di mappatura dei club in Europa

A livello nazionale, i dati raccolti (anche economici) confluiranno in un report aggregato, utile a descrivere il settore in modo chiaro, con l’obiettivo di comprendere meglio come questi spazi funzionano e si sostengono nel tempo. Alcuni dati saranno anche inseriti nel report annuale di Live DMA – rete europea per i live club di cui KeepOn LIVE è membro, come spiega il suo presidente, Davide Fabbri: “Esperienze simili a livello europeo dimostrano quanto un lavoro strutturato sui dati possa incidere concretamente sulle politiche culturali: nel Regno Unito, ad esempio, Music Venue Trust utilizza da anni la raccolta sistematica di informazioni sui club per dialogare con le istituzioni, attivare misure di sostegno dedicate e rafforzare il riconoscimento pubblico del ruolo sociale ed economico di questi spazi”. Maggiore sarà la partecipazione dei live club, “veri e propri presìdi strategici per lo sviluppo del settore musicale e per la crescita delle comunità”, come riconosce Carlo Parodi, presidente di Assomusica, maggiore sarà la credibilità dei risultati e la loro capacità di incidere sulle politiche di supporto alla filiera. C’è ancora tempo fino al 1 marzo per compilare il questionario.

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Claudia Giraud

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Claudia Giraud

Claudia Giraud

Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate…

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