Torna a Firenze il Bright Festival. Tra arte digitale e musica elettronica

The Social Hub e Stazione Leopolda ospitano di nuovo il festival fiorentino di arti digitali che, dopo 3 edizioni in Germania, torna in Italia. Attività didattiche, espositive e di spettacolo. Il programma

Arte digitale, lighting design e musica elettronica sono di nuovo al centro del Bright Festival che torna a Firenze dopo tre anni di trasferta in Germania. Il fortunato progetto ispirato all’innovazione e al futuro, con spazio anche alla formazione per i professionisti del settore, riappare, infatti, sulla scena culturale fiorentina dal 28 al 30 aprile, diviso in 4 sezioni. E lo fa nuovamente fra le due sedi della Stazione Leopolda e di The Social Hub per “promuovere la creatività digitale attraverso attività formative, espositive e spettacoli realizzati in collaborazione con istituzioni, università, aziende, artisti e studi creativi da tutto il mondo”, spiegano gli organizzatori, un team di giovani professionisti appassionati di arti digitali composto da Claudio Caciolli, Teresa Balestrieri, Luciano D’Agostini, Gian Paolo Dei.

Bright Festival Art Antica Proietteria

Bright Festival Art Antica Proietteria

LA SEZIONE FORMATIVA E L’AREA ESPOSITIVA SULLE ARTI DIGITALI

Dal 2019, anno della sua nascita, si sono susseguite quattro edizioni ufficiali (una a Firenze, tre in Germania) e numerosi eventi in città internazionali come Madrid, Buenos Aires, Città del Messico, Lipsia, Barcelona, Edimburgo, Atene e Lione anche grazie alla preziosa collaborazione con il Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale. Ora il ritorno in Italia, con base la sede fiorentina di The Social Hub ad ospitare la corposa sezione formativa – 22 speaker, più di 10 Università e istituti di formazione coinvolti, 30 ore di incontri e workshop, per dare qualche numero – che comprende lezioni frontali tradizionali, dimostrazioni tenute da esperti e altre iniziative in larga parte ad accesso gratuito, previa prenotazione. Curata da Claudio Caciolli (Bright Festival) e da Stefano Fomasi (The Fake Factory), la sezione Bright Art offre, invece, alla Stazione Leopolda un percorso in cinque aree tematiche (immersiva, interattiva, multimedia, light art, realtà virtuale), 24 ore di eventi, spettacoli ed esperienze immersive, 32 artisti internazionali e studi creativi coinvolti e ben 16 installazioni digitali. Il tutto avvolto dalla magica atmosfera di una stazione ferroviaria del XIX secolo.

Bright Festival, CINEMA VR

Bright Festival, CINEMA VR

LA SEZIONE SPETTACOLO DI ARTE IMMERSIVA E DI MUSICA ELETTRONICA

Bright Festival presenta in esclusiva lo spettacolo di arte immersiva realizzato da 22 studi italiani di arte digitale: oltre 45 minuti di pura emozione avvolti dal fascino di proiezioni monumentali a 360° che avvolgeranno il pubblico tra spettacoli di immagini, suoni e ambientazioni digitali. Sarà, invece, il tempo di una sola notte, il 29 aprile sempre alla Stazione Leopolda, a scandire l’esibizione di alcuni dei producer più amati nell’ambito della musica elettronica.  Tra questi, per la prima volta a Firenze, i tedeschi Adana Twins e poi lo spagnolo Kid Simius con le sue live performance polistrumentali che spaziano tra musica house, ambient, elettronica, disco. Ci sarà anche la techno e la dub house di Markyz, dj di origine serba considerato uno degli artisti più promettenti della scena fiorentina, cha ha condiviso la consolle con maestri come Sven Väth e Nina Kraviz. Chiude il programma musicale Weg, artista italiano ma con base a Berlino. Ogni performance è accompagnata da un grande spettacolo visivo curato dalla visual artist Alice Felloni, preceduta dallo uno showcase di artisti digitali realizzato in collaborazione con Reasoned Art. Un’ulteriore sezione Bright Pro, spazio curato in collaborazione con Panasonic, conduce i partecipanti alla scoperta delle nuove tecnologie e opportunità dell’arte immersiva e delle mostre multimediali, accompagnati dagli addetti ai lavori del settore.

Claudia Giraud

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Claudia Giraud

Claudia Giraud

Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate…

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