Bright Festival in corso a Firenze: la manifestazione all’insegna delle arti digitali

The Student Hotel e Stazione Leopolda ospitano la prima edizione dell’ultimo nato tra i festival fiorentini. Tra musica elettrica, performing art e lighting design, spazio anche alla formazione per i professionisti del settore.

Courtesy Bright Festival
Courtesy Bright Festival

A una prima lettura, “destagionalizzazione” e “delocalizzazione dei flussi turistici” possono apparire come concetti riservati agli addetti del settore. Nel caso di Bright Festival entrambe le espressioni diventano funzionali al racconto della genesi di una kermesse che si appresta a esordire sulla scena culturale fiorentina. La Camera di Commercio di Firenze, insieme ad altre istituzioni e ad alcuni soggetti privati attivi in città, ha intrapreso un’azione mirata per selezionare e supportare iniziative – di natura musicale, culturale o legale al turismo enogastronomico – da calendarizzare durante la cosiddetta “bassa stagione”, sia nell’area comunale, sia nei comuni della città metropolitana fiorentina. Il bando per l’accesso a questo specifico cofinanziamento è stato assegnato a Bright Festival, manifestazione cui è stato riconosciuto il merito di aver sviluppato una proposta nell’ambito delle digital arts, che proverà a sanare la carenza nel palinsesto cittadino di tre ambiti in espansione, come la musica elettrica, le arti performative e il lighting design.

2 SEDI, 80 ORE DI EVENTI E MUSICA ELETTRONICA, 55 OSPITI

Con la direzione artistica di Claudio Caciolli – capofila del team di under 30 del quale fanno parte anche Teresa Balestrieri, Gianpaolo Dei, Luciano Dagostini e Jany Martelli – ed esplicitamente ispirato “ai modelli internazionali che hanno l’obiettivo di creare un momento d’incontro e di rappresentare un punto di riferimento su tre pilastri della rivoluzione digitale” – ovvero, musica elettrica; performing art; lighting design – Bright Festival sperimenta la formula della doppia sede e della tripartizione del programma secondo fasce orarie. Fino al 23 febbraio, infatti, gli spazi di TSH Collab e Florence Out Of Ordinary (FOOO), allo Student Hotel Firenze, e la Stazione Leopolda, ospiteranno talks, masterclass, performance, live set, lecture, installazioni interattive, videomapping, workshop. Robusta la sezione formativa, che comprende lezioni frontali tradizionali, dimostrazioni tenute da esperti e altre iniziative in larga parte ad accesso gratuito, previa prenotazione. Tra gli oltre cinquanta ospiti attesi in città per l’evento si segnalano Derrick May, “padre fondatore della musica dance elettronica di Detroit”; Big Fish, producer della squadra di Manuel Agnelli a X Factor e di Fabri Fibra; la dj boliviana Iva, tra le più apprezzate dell’America Latina.

Courtesy Bright Festival
Courtesy Bright Festival

LA STAZIONE LEOPOLDA “INVASA” DALLA NEBBIA

La dismessa stazione ferroviaria fiorentina sarà eccezionalmente avvolta dalla nebbia in occasione del festival, che in questa sede proporrà un grande show di lighting e sound design. All’interno dell’Area Expo, allestita sempre alla Leopolda, saranno presentate anche Kepler-406B, l’installazione interattiva con cui Roberto Fazio rileva e descrive in tempo reale il transito di tutti gli esopianeti scoperti fin qui noti; Countdown di Luca Agnani, con i suoi giochi di luce e musica che si confrontano con la dimensione architettonica; Pinball, il videomapping di Gianluca Del Gobbo che riporterà in auge il classico flipper, in una maxi versione di 5 metri; The Frame, l’opera immersiva di MouFactory, che attraverso la luce definirà il confine tra interno ed esterno, tra pieno e vuoto. Per Tommaso Sacchi, Capo segreteria Assessorato alla Cultura del Comune di Firenze, Bright Festival nasce da “un’idea virtuosa, quella di confrontare la città e la sua storia, la sua straordinaria eredità, con i linguaggi del contemporaneo. A giudicare dal cartellone, se non altro sulla carta, credo che ci sia buona aspettativa e che si possa ritenere di avercela fatta. Il policentrismo del Festival è assolutamente sensato e, a fine mandato possiamo dirlo, il policentrismo è stato una sorta di leit motiv che abbiamo sempre portato, anche con Estate Fiorentina.”

-Valentina Silvestrini

https://www.brightfestival.com/

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Valentina Silvestrini
Architetto con specializzazione in allestimento e museografia, si è formata presso l’Università La Sapienza e la Scuola Normale Superiore di Pisa, dove ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia". Ha intrapreso il proprio percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi.​ ​È stata assistente alla progettazione di mostre presso lo studio “Il Laboratorio srl” (Roma, 2004/2007); ha svolto un internship all’ufficio Eventi Speciali di Pitti Immagine srl (Firenze, 2008). All’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero (Roma, 2008/2010) ha ricoperto il ruolo di assistente alla progettazione di layout espositivi e alla direzione lavori, recandosi in centri espositivi ​in Giappone, Russia e Germania. ​Ha curato il coordinamento eventi e ​la​​​ comunicazione​ della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura (Perugia, 2011)​.​ ​​​​​Ha scritto e scrive per ​Abitare, ​abitare.it, ​domusweb.it, ​Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa e Cosebelle Magazine, di cui è caporedattrice design.​ ​Dal 2012 collabora con Artribune​.​

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