Il Teatro dell’opera di Barcellona riapre con un’ode alla natura dell’artista Eugenio Ampudia

Il Gran Teatre del Liceu di Barcellona apre la stagione d’opera 2020-21 con un progetto dell’artista Eugenio Ampudia: un concerto per la natura eseguito per un pubblico non di esseri umani, ma composto da 1292 piante.

Concierto para el Bioceno, Teatro dell’opera di Barcellona
Concierto para el Bioceno, Teatro dell’opera di Barcellona

Una platea immobile ha accolto nel pomeriggio del 22 giugno 2020 il quartetto d’archi UceLi al Liceu, il teatro dell’opera di Barcellona, che ha aperto la stagione d’opera 2020-2021 con un messaggio simbolico al mondo. Nessun applauso ha accompagnato l’ingresso dei musicisti, che hanno invece salutato con un inchino la prima messa in scena dalla fine della quarantena. Per una volta, lo spettacolo è degli artisti: insieme a loro, che performeranno Crisantemi, elegia per quartetto d’archi di Giacomo Puccini, non ci sono spettatori, ma 1292 piante comodamente appoggiate sulle poltroncine di velluto. È il Concierto para el Bioceno, il Concerto per il Biocene, l’ultima opera concettuale dell’artista spagnolo Eugenio Ampudia in collaborazione con la Galleria Max Estrella e con la commissione di Blanca de la Torre.

CHI È L’ARTISTA EUGENIO AMPUDIA

L’artista, famoso per le sue sculture cinetiche (A Glorious Accident, 2020) e site specific (Infierno Comodo, San Pietro in Montorio, 2018) e già avvezzo a sperimentazioni in luoghi deputati alla musica (Donde Dormir, 2014), torna a far riflettere sui temi di narrazione e auto-narrazione umana. La domanda che Ampudia sembra porsi ricorda un indovinello filosofico: se noi non popoliamo il mondo, questo è veramente vuoto? “Mentre eravamo rintanati nelle nostre case, la natura si è fatta avanti per occupare gli spazi che abbiamo ceduto, e lo ha fatto secondo il proprio ritmo”. Per gli otto minuti di elegia musicale, infatti, felci e sanseverie “ascoltano” con pazienza: la stessa con la quale hanno reclamato gli spazi antropocentrici durante la pandemia. Quell’insistenza vitale che ha riportato le tartarughe a nidificare sulle spiagge indiane e l’erba a invadere le città vibra nella sala del Liceu, echeggiando in ogni vaso e su ogni foglia. Ora che il mondo è stato costretto a fermarsi, osservando dalla finestra l’aria più pulita e le coste piene di pesci, la natura ha ritrovato la propria voce.

Concierto para el Bioceno, Teatro dell’opera di Barcellona
Concierto para el Bioceno, Teatro dell’opera di Barcellona

CONCIERTO PARA EL BIOCENO: GLI ESSERI UMANI SONO ESCLUSI

Durante questi mesi sono entrato in una maggiore intimità con le piante e la natura”, ha spiegato Ampudia, che nel suo progetto ha introdotto elementi vegetali negli spazi che ancora restano preclusi alla natura, escludendo invece uomini e donne, che hanno potuto fruire lo spettacolo solo in remoto. “Gli esseri umani”, ha commentato il direttore artistico Victor Garcia de Gomar, “sono diventati gli spettatori della loro stessa cronaca sociale”, lasciando trasparire con queste parole un nuovo ruolo protagonista per la natura. A cominciare dalle 1292 piante della platea che non torneranno in serra, ma andranno invece nelle case di altrettanti operatori sanitari della città, dono simbolico per i sacrifici affrontati in questi mesi.

– Giulia Giaume

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Giulia Giaume
Appassionata di cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli teatrali, mostre di arte figurativa e contemporanea. Avvicinatasi al giornalismo culturale con un corso sulla critica teatrale e cinematografica del maestro Daniel Rosenthal, cerca con ogni mezzo di replicare per iscritto la meraviglia che suscita in lei ogni manifestazione del genio umano. Laureata in Lettere, sta scrivendo la tesi di Scienze Storiche sulle aggregazioni sociali nate con le nuove forme abitative del secondo dopoguerra milanese, mentre conclude il master di giornalismo alla scuola Walter Tobagi. Scrive recensioni per Satisfiction e coltiva il suo senso del bello sul blog personale Cinquesensi.