L’artwork dell’ultimo disco “Neverland” riporta uno scatto del fotografo americano Corey Olsen, legato all’estetica dell’usa e getta. Abbiamo incontrato il rapper e cantautore foggiano Mecna per farci raccontare il suo significato.

Classe 1987, Corrado Grilli, in arte Mecna, è uno di quei cantautori che negli ultimi dieci anni hanno raccontato una generazione. Celebri i tempi del collettivo Blue Nox, insieme a nomi come Ghemon, Kiave, Macro Marco e Hyst. A far svoltare la sua carriera è Disco Inverno (2012), il primo album da solista, che lo porta a vincere molti premi tra cui la Targa Giovani MEI 2.0 come Miglior Solista e lo speciale Premio Social, assegnato al giovane artista che fa il miglior uso dei social network. Poi arriva Laska nel 2015. Laska in ceco significa amore, il disco è una sorta di evoluzione del precedente, dalle sonorità malinconiche, che denuncia la difficoltà nella vita di un rapper di instaurare rapporti personali sinceri. Nel 2017 esce Lungomare Paranoia e Mecna entra nella top ten degli album più venduti in Italia. Nel 2018 esce il suo quarto album Blue Karaoke. Insomma di dischi ne ha fatti, senza mai perdere un colpo, ma nel 2019 arriva la sua consacrazione. Se ci eravamo abituati a considerarlo “colui che canta d’amore”, quest’anno ci ha dato una bella scossa con una proposta musicale fuori da ogni schema.
Neverland è l’ultimo disco di Mecna in collaborazione con il producer romano Sick Luke. Un duo inaspettato? Forse, ma se rimaniamo ancorati alla nostra comfort zone non potremmo mai sapere cosa può accadere, e Neverland ne è la prova. A collaborare con i due, Alessandro Cianci e Valerio Bulla, tra i featuring troviamo Marina, gli PSICOLOGI, Voodoo Kid, Ainè, CoCo, Luchè, Tedua e Generic Animal. Nella copertina del disco, un’opera dell’americano Corey Olsen, tra gli artisti preferiti di Corrado Grilli. Il fotografo del Maine, ora senior in fotografia alla School of Visual Arts di New York, ritrae una realtà patinata, alle volte insipida, alle volte incredibilmente finta, a tratti pop, a tratti profondamente malinconica. Per la copertina del disco, Mecna che, oltre a essere un rapper è un grafico molto quotato nella scena musicale, sceglie la foto di un dettaglio, un occhio di ragazzo dai capelli rossi che sta indossando una lente a contatto colorata: uno scatto che ha per l’artista molteplici collegamenti con il concept del disco.
Lo abbiamo incontrato per farci raccontare cosa si nasconde dietro la cover del suo ultimo album.

Partiamo dal titolo. Perché il disco si chiama Neverland? Cosa significa per te?
Il titolo è nato dopo il pezzo. È stata un’idea di Luke perché cercavamo entrambi un titolo che riassumesse l’idea del progetto, cioè un qualcosa di nuovo e sperimentale per entrambi. Neverland è un posto che non c’è, ha rimandi anche al mondo fiabesco, quindi ci è sembrato subito perfetto per esprimere il concetto dell’album.

Come bisogna interpretare la copertina in relazione al titolo?
Non credo ci sia un solo significato, io stesso quando l’ho scelta ho pensato: wow, vuol dire questo, ma anche quest’altro, può sembrare anche così, ecc. Rappresenta la co-presenza di due elementi simili ma diversi, come appunto possiamo essere io e Luke. Due lenti di colore diverso, come a voler dire: ascolta questo disco e ci troverai due visioni che però convivono, due modi di approccio che però si trovano a fare forza comune.

Mecna & Sick Luke. Photo Mattia Guolo
Mecna & Sick Luke. Photo Mattia Guolo

Perché proprio Corey Olsen? E perché proprio questa foto?
Seguo Corey Olsen da un po’, e mentre facevo brainstorming per la copertina ho trovato questa immagine e ho pensato: è lei. Ho contattato subito il suo agente e insieme a Universal abbiamo trovato un accordo per farcela concedere. Fino a qualche mese fa mai avrei pensato di andare su Internet e scegliere una foto che mi piace come copertina di un disco così importante, e mai l’avrei detto sinceramente, visto che sono uno che le studia e se le fa da sé le foto per le copertine. Però ci ho pensato un attimo e mi sono detto che era perfetta, e che non importava se era già stata scattata (per un magazine mi pare): doveva essere la copertina del disco. E Corey alla fine si è preso bene perché questi americani hanno un cuore tenero.

Una realtà migliore quale sarebbe?
Questo disco, questa musica, il nostro modo di farla. Per quanto continuino a uscire dischi per cui la gente grida al miracolo, credo che Neverland si contraddistingua per qualità e coesione, pur essendo un progetto molto eterogeneo. La mano di Sick Luke ha aiutato anche me a portare il mio stile anche ad altri ascoltatori e viceversa. Ci siamo “prestati” a vicenda il pubblico ed è stata una cosa super stimolante per entrambi. Aver dimostrato che due artisti così diversi sulla carta possano creare qualcosa di così sincero e genuino è una bella realtà secondo me.

È la title track il brano che meglio incarna il senso di Neverland? A quale sei più affezionato?
Credo che sia proprio tutto il viaggio che esprima il senso di Neverland, però sicuramente la title track dà una bella mano. Il pezzo a cui sono più affezionato forse è “:(“  perché chiude tutto con un fiocco, è un pezzo leggero ma denso di significato, apparentemente triste appunto, ma in realtà super positivo, uno dei più positivi che abbia fatto [ride].

Bianca Felicori

https://www.mecnamusic.com/

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Bianca Felicori
Bianca Felicori è architetto junior e studentessa del corso di Laurea Magistrale in Architettura e Disegno Urbano presso il Politecnico di Milano. Inizia il suo percorso nella redazione di Domus insieme all’ex direttore Nicola Di Battista, correlatore della sua tesi di laurea triennale “L’occhio dell’arte in Domus” dedicata al rapporto tra la disciplina artistica e quella architettonica, con il contributo di Mimmo Paladino. Dopo l’esperienza all’interno della redazione, partecipa attivamente agli eventi dedicati all’architettura in Italia - Salone Internazionale del Mobile e Biennale di Venezia. Nata a Bologna e residente a Milano, è oggi redattrice di Artribune e si occupa di architettura e arti visive.