Notte al museo a Milano. Il weekend musicale di Hangar Bicocca e Fondazione Prada. Le foto

Due delle istituzioni culturali più in voga a Milano hanno aperto le porte alla musica: all’Hangar, un progetto sonoro di Mark Fell ispirato alla mostra in corso; da Prada il secondo episodio del ciclo di concerti in tre atti

Pirelli HangarBicocca, ph.Lorenzo_Palmieri
Pirelli HangarBicocca, ph.Lorenzo_Palmieri

È stato un weekend all’insegna della musica sperimentale in due tra le istituzioni culturali più attive a Milano in questo momento. Pirelli HangarBicocca, nel corso di un paio di giorni di festival, ha presentato Against Method, un progetto di Mark Fell (Rotherham, 1966) ispirato alla mostra di Sheela Gowda, Remains, ancora in corso fino al 15 settembre 2019. Per Prada, invece, si è trattato del secondo appuntamento del programma musicale in tre atti, I Want to Like You But I Find It Difficult, negli spazi esterni della Fondazione: un tentativo di esplorare una pluralità di generi e linguaggi musicali ospitando artisti internazionali.

HANGAR BICOCCA

A cura di Pedro Rocha, Against Method è il progetto che l’artista Mark Fell ha portato a Milano il 13 e il 14 giugno che comprendeva una serie di concerti, un’installazione sonora e un talk. Mark Fell, artista di fama mondiale che vive e lavora a Rotherdham (UK), da anni porta avanti la sua ricerca sulle subculture legate alla musica elettronica, al cinema sperimentale, alla filosofia contemporanea e al pensiero politico radicale. Against Method, titolo tratto dall’omonimo libro del filosofo della scienza austriaco Paul Feyerabend (1975), è un progetto ispirato alla mostra di Sheela Gowda Remains, ora negli spazi di Hangar Bicocca. La connessione con il lavoro di Gowda – la sua attenzione per la disposizione e la materialità degli oggetti, il rapporto da lei creato tra i manufatti e la loro configurazione fisica – ha determinato la struttura di Against Method e il modo in cui è stato distribuito l’evento fuori e dentro gli spazi espositivi.

Il programma è stato diviso nelle due giornate di mercoledì 13 e giovedì 14 giugno. Durante la prima serata, hanno collaborato artisti appartenenti alla tradizione Carnatica della musica classica indiana e artisti la cui opera esplora le implicazioni di tale tradizione. Durante questi anni di ricerca, infatti, Mark Fell si è focalizzato molto sull’India, conducendo due viaggi di ricerca e numerosi progetti artistici, scoprendo come la loro musica abbia una struttura speciale, che non si basa su una partitura in senso stretto, si presenta piuttosto come un processo di dispiegamento e ripiegamento degli elementi che la costituiscono. Così l’artista ha tradotto la sua esperienza in un evento focalizzato sull’interazione tra sistemi diversi e sul loro ruolo nei contesti musicali extra-indiani, chiamando la violinista Nandini Muthuswamy; i DrummingGrupo de Percussão, che hanno eseguito Intra, una composizione di Fell stesso; il compositore Nakul Krishnamurthy; il musicista elettronico Rian Treanor in collaborazione con il ricercatore e compositore Jan Hendrickse ai fiati. È cambiato l’approccio nella seconda serata, dove Fell ha presentato una sua nuova composizione disseminando all’interno della mostra di Sheela Gowda un collage di suoni e musica. All’esecuzione hanno partecipato Jan Hendrickse, il violoncellista Sandro Mussida e il percussionista iraniano Mohammad Reza Mortazavi e si è conclusa con la performance della vocalist sperimentale Sofia Jernberg.

FONDAZIONE PRADA

Tutta un’altra musica da Fondazione Prada. È tornato il programma di eventi musicali I Want To Like You But I Find It Difficult con la seconda puntata del 2019, a cura di Craig Richards. Venerdì 14 giugno – la prima è stata giovedì 16 maggio, mentre la prossima data è prevista per il 27 settembre 2019 – la Fondazione si è accesa straordinariamente dalle 19 alle 24 ospitando artisti di fama internazionale. Negli spazi esterni del complesso firmato OMA un grande evento che ha incluso performance dal vivo di Biosphere – nome d’arte dell’artista norvegese Geir Jenssen – del percussionista italiano Andrea Belfi – colui che aprirà le date del tour europeo di Thom Yorke – della giapponese Object Blue che ha portato un progetto di reinterpretazione della musica di Craig Richards attraverso l’introduzione di una live performance, dove ha inserito sulla techno e sull’elettronica nuove particolari sonorità. Previsti per la data di settembre artisti del calibro di Floating Points, Ben UFO e Colleen. Un progetto incredibile che riconferma Fondazione Prada tra le istituzioni italiane più attente alla compenetrazione tra le discipline e allo sperimentalismo, grazie alla dedizione verso gli eventi musicali stimolanti per la città di Milano.

-Bianca Felicori

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Bianca Felicori
Bianca Felicori è architetto junior e studentessa del corso di Laurea Magistrale in Architettura e Disegno Urbano presso il Politecnico di Milano. Inizia il suo percorso nella redazione di Domus insieme all’ex direttore Nicola Di Battista, correlatore della sua tesi di laurea triennale “L’occhio dell’arte in Domus” dedicata al rapporto tra la disciplina artistica e quella architettonica, con il contributo di Mimmo Paladino. Dopo l’esperienza all’interno della redazione, partecipa attivamente agli eventi dedicati all’architettura in Italia - Salone Internazionale del Mobile e Biennale di Venezia. Nata a Bologna e residente a Milano, è oggi redattrice di Artribune e si occupa di architettura e arti visive.