Sanremo. Intervista a Livia Massaccesi la visual designer delle faccine-icone dei cantanti

Abbiamo incontrato la designer che ha realizzato le icone dei cantanti in gara al festival di Sanremo. Ci ha raccontato come è nata la collaborazione.

Le icone di Livia Massaccesi

Avete notato le faccine che accompagnano i cantanti al Festival di Sanremo, nell’edizione in corso condotta da Claudio Baglioni? Sicuramente sì, sono piuttosto divertenti e colorate e sintetizzano in maniera ineccepibile i connotati più rappresentativi dei concorrenti in gara, da sole salvano una edizione non proprio esaltante dal punto di vista prettamente grafico. Da una più “semplice”, per modo di dire, Loredana Bertè a Simone Cristicchi, fino all’alternativo Achille Lauro, le faccine-icona, che potete vedere riassunte nella nostra fotogallery, non mancano mai quando gli interpreti vengono presentati prima della loro performance. Ma chi le ha realizzate? La creatrice è una designer romana, Livia Massaccesi. A inizio febbraio postava in maniera sibillina sul proprio profilo Facebook “Oggi succede una cosa molto importante per me, purtroppo però hanno inventato gli accordi di riservatezza. Ne riparliamo stasera”, alludendo certamente alla propria partecipazione artistica alla kermesse musicale più attesa, contesa, amata-odiata del Paese.

CHI È LIVIA MASSACCESI

34 anni, romana, la Massaccesi ha studiato moda e design. La sua specializzazione è nella grafica editoriale, attività che ha sviluppato in numerose collaborazioni con le maggiori case editrici italiane. La musica è da sempre la sua passione, sviluppata nel progettone, culminante con Sanremo, dei Ritratti (nato nel 2008). Nel 2015 ha aperto il suo studio che prosegue nel lavoro sull’editoria, ma si occupa anche di scenografia, art direction, videoclip e così via. La abbiamo intervistata e le abbiamo chiesto di raccontarci come è nata la collaborazione con il Festival di Sanremo. 

Come è nata la collaborazione con il Festival di Sanremo?
Grazie a Duccio Forzano, il regista, che conosceva il mio lavoro e il mio progetto sui ritratti che porto avanti da tempo. Ho cominciato con il racconto della scena musicale indipendente romana, ritraendo personaggi come Calcutta, Tommaso Paradiso & Thegiornalisti, Lucio Leoni e così via. Personaggi di una scena in quel momento piccola, ma in grande movimento. Dopodiché ho sviluppato un progetto sugli autori classici, fino ad oggi, quando Duccio ha pensato che il mio lavoro potesse essere interessante per accompagnare il corredo iconografico del Festival. Per la parte grafica e di animazione invece ci hanno pensato loro…

Loredana Berté courtesy Livia Massaccesi
Loredana Berté courtesy Livia Massaccesi

Come ha lavorato? Ha incontrato direttamente gli artisti?
No, in realtà. C’è stata una prima fase di studio delle immagini già disponibili degli artisti. Naturalmente non mi sono limitata solo alle fotografie perché a me serve cogliere le espressioni, i caratteri salienti; dunque ho approfondito anche lo studio dei video che mostrano il soggetto in movimento: non sempre infatti le foto corrispondono e sono una base realistica da cui partire. A ridosso ci siamo assicurati che il mio studio corrispondesse all’immagine, in termini di stile, che l’artista portava al Festival.

Ad esempio i capelli blu della Berté?
Ad esempio.

Quale è stato il personaggio che le ha dato più soddisfazione?
Achille Lauro. È un volto veramente interessante, ricco di elementi caratteristici. Inoltre è la prima volta che ritraggo un soggetto con tanti tatuaggi sul volto. Consideri che il disegno nella mia tecnica è piatto e la profondità nell’immagine finale si perde. Pertanto è stato stimolante ragionare sul tatuaggio che invece richiede profondità nella mia pratica.

E il più difficile?
Daniele Silvestri.
Non perché non abbia un volto interessante, ma perché è molto caratterizzato dal sorriso e dall’espressività del volto. E queste componenti, poi bloccate nella piattezza del disegno un po’ perdono.

Livia Massaccesi
Livia Massaccesi

Quali sono i suoi progetti futuri?
Lavoro come visual designer e mi occupo di Art Direction per molti progetti musicali, ma anche per settori diversi. Al momento sto lavorando su un bel progetto personale: un libro sull’evoluzione della figura femminile nel ‘900, anche qui visto attraverso la tecnica dei ritratti. Qui li utilizzo per portare tutto all’essenziale e mostrare le evoluzioni che ci sono state da allora ad oggi.

Quindi un progetto che ha a che vedere con la moda, anche?
La moda è un settore cui sono molto legata anche per formazione (ho studiato in una Accademia di Moda). Mi appassiona molto capire come ci mostriamo: nel libro sto sviluppando uno studio sui volti e l’abbigliamento per far capire come ci comunichiamo, come ci componiamo, come scegliamo di mostrarci e come tutto questo si collega all’evoluzione della storia e della società. Ma non posso dirvi di più, è ancora molto top secret!

Santa Nastro

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.