Tra rap, indie ed elettronica: ecco la classifica dei migliori album ascoltati nel 2018

Proseguono le nostre classifiche di fine anno con il meglio del meglio. Ecco cosa ci è piaciuto di più, se parliamo di musica e migliori uscite discografiche, nel corso di questo 2018 che sta per finire. Voi cosa ne pensate?

Ecco la classifica degli 11 top sonori dell’anno secondo la redazione musicale di Artribune: 10 dischi (+1) tra tanto rap, indie e cantautorato italiano, l’elettronica sperimentale di Aphex Twin e un omaggio dei Nine Inch Nails a Black Star di David Bowie, con un discorso ex aequo per il comune concept radiofonico di Autechre e Vince Staples. Dalla colonna sonora di Thom Yorke per Suspiria di Luca Guadagnino al ritorno dei Nu Guinea, duo jazz/funk campano di nascita, ma berlinese di adozione, con l’album Nuova Napoli, una lunga stagione si è conclusa e la ripercorriamo per voi.

1. COLLE DER FOMENTO – ADVERSUS

Adversus, cover

Finalmente il 16 novembre i Colle der Fomento hanno fatto uscire il tanto atteso album Adversus. Forse hanno aspettato, ma non importa: il risultato è un disco senza tempo, 14 tracce di sano rap italiano. (Bianca Felicori)

2. CALCUTTA – EVERGREEN

Calcutta, Evergreen

Sarebbe ipocrita non mettere Evergreen tra i dischi che più hanno segnato la scena musicale italiana nel 2018. Qui non si tratta di gusti, Calcutta ormai incendia gli stadi e con questo disco traccia inevitabilmente una sorte in ascesa. (Bianca Felicori)

3. APHEX TWIN – COLLAPSE EP

Aphex Twin, Collapse

Come non citare Aphex Twin, quest’anno protagonista indiscusso sotto la Mole del Club To Club Festival? Il nuovo EP, uscito il 14 settembre 2018, è stato addirittura preannunciato con le apparizioni del suo logo sui muri di Londra e Torino. (Bianca Felicori)

4. BAUSTELLE – L’AMORE E LA VIOLENZA VOL. 2

Baustelle, l’amore e la violenza volume 2

Tornando al “Made in Italy”, quest’anno è uscito il sequel del disco L’amore e la Violenza dei Baustelle. Se il primo parlava di guerra, il secondo parla d’amore, demolendo gli stereotipi, ma con una visione sentimentalmente drammatica di esso. (Bianca Felicori)

5. THOM YORKE – SUSPIRIA

Suspiria, cover

Thom Yorke e Luca Guadagnino insieme per il nuovo film Suspiria. Il frontman dei Radiohead e il famoso regista italiano hanno lavorato sulla soundtrack del remake del film di Dario Argento del 1977. Che dire… capolavoro. (Bianca Felicori)

6. AUTECHRE, VINCE STAPLES E LA RADIO

Cover art for the album NTS Sessions 1 4 by Autechre, Warp Records

Non essendo possibile aggiungere altro, rispetto a quanto già detto, sulla sostanza, una riflessione sul formato di NTS Sessions (Warp Music) di Autechre. La sessione radiofonica esalta al massimo grado quello che potremmo definire interplay tra alieni. E allora durante i 480 minuti di musica, uno si trova anche a riflettere su cose come l’algoritmo e l’improvvisazione, la programmazione e l’esecuzione. Anche in FM! (Def Jam) di Vince Staples, il concept è la radio, in particolare le stazioni radio e il loro accavallarsi. Oltre a un distillato purissimo della sua arte (22 minuti di cui non butti via niente), ci sono, in sottofondo e in controluce, tutti i programmi che si ascoltano nella Los Angeles del rapper che meglio di tutti sta ereditando la lezione della West Coast e del G-Funk. Forse la radio diventerà il nuovo (vecchio) formato? (Vincenzo Santarcangelo)

7. NINE INCH NAILS – BAD WITCH

Nine Inch Nails, Bad witch

Nonostante sia passato un po’ in sordina, il nono album in studio dei Nine Inch Nails si presenta come un disco esplosivo e rumoroso capace di avvicinare al tempo stesso sia un pubblico affezionato alle sonorità storiche della band statunitense, sia ascoltatori di generi completamente diversi. Ultimo capitolo di una trilogia di EP nata nel 2016 con il sincopato Not The Actual Events, e autoprodotta attraverso la label indipendente The Null Corporation, Bad Witch oscilla tra atmosfere dark noise e sperimentali accenni jazzistici che strizzano l’occhio anche a una pietra miliare della musica contemporanea come Kid A (EMI, Parlophone, Capitol Records, 2000) dei Radiohead. Travolgente la traccia God Break Down the Door che, insieme alla conclusiva Over and Out, rappresenta un affettuoso rimando a Black Star (Columbia Records), il memorabile testamento prodotto nel 2016 dallo storico amico di Trent Reznor: David Bowie. (Valerio Veneruso)

8. THE PRODIGY – NO TOURISTS

The Prodigy, No Tourists

Sicuramente No Tourists non è un capolavoro, ma rimane comunque una bella sorpresa per chi oramai aveva smesso di aspettarsi qualcosa di valido dai Prodigy. A tre anni di distanza dal poco convincente The day is my enemy, la band britannica ci riprova sfornando questa volta un lavoro inaspettato che riscatta decisamente una partita cominciata più di venticinque anni fa. Anticipato dal singolo Need Some1, l’intero album si alterna tra consolidate sonorità big beat e dubstep, attingendo spesso da quelle atmosfere old school che hanno reso indimenticabili dei dischi come Experience (XL Recordings, 1992) o The Fat of the Land (XL Recordings, 1997). Agguerrite e vorticose Light Up the Sky, We Live Forever e la terzultima Boom Boom Tap che, tra ritmi drum and bass e reminiscenze grime, risulta essere un omaggio alla musica made in UK. (Valerio Veneruso)

9. NU GUINEA – NUOVA NAPOLI

Nu Guinea, Nuova Napoli

Quell’inesauribile fucina creativa che è la dimora della sirena Partenope, ritrova nei Nu Guinea l’ennesima conferma di una città che è sempre in grado di reinventarsi proponendo qualcosa di fresco che, al tempo stesso, non volta mai le spalle ai secolari insegnamenti di una tradizione musicale così inestricabilmente radicata all’interno della sua cultura. Campani di nascita, ma berlinesi di adozione, Massimo Di Lena e Lucio Acquilina sono così riusciti a produrre un album sapiente: tanto ricco e stratificato quanto diretto ed essenziale, capace di condurre l’ascoltatore all’interno di un viaggio fatto di suggestioni esotiche e incredibilmente vicine allo stesso tempo. Tra sonorità jazz/funk e contaminazioni proprie della disco anni ’70 e ’80, Nuova Napoli (NG Records) riesce ad evocare la vitalità dei vicoli partenopei e dell’energica movida che spesso li caratterizza creando una immaginaria sorta di reunion che vede dei mostri sacri come Herbie Hancock, Teresa De Sio, James Senese e Tullio De Piscopo dividersi lo stesso ideale palco/dance floor. Magistrali le canzoni Ddoje Facce, Je Vulesse e Parev’ ajere. (Valerio Veneruso)

10. JOHN COLTRANE – BEST DIRECTION AT ONCE: THE LOST ALBUM

John Coltrane, Best direction at once: The lost album

Cosa si può oramai aggiungere su di un compositore così leggendario come John Coltrane? Poco e niente se non che nel marzo del 1963 il quartetto di Coltrane, formato da talenti incredibili quali McCoy Tyner, Jimmy Garrison ed Elvin Jones, incise negli studi Van Gelder un album che è rimasto inedito fin quando la statunitense Impulse! Records non è riuscita a contattare i familiari del grande sassofonista americano recuperando questa gemma preziosa. Sette tracce che riportano piacevolmente alla mente sapori e melodie che solo un autore come John Coltrane è stato in grado di richiamare. (Valerio Veneruso)

11. KAMASI WASHINGTON – HEAVEN AND EARTH

Kamasi Washington, Heaven and Earth

Continua l’ascesa del giovane compositore californiano Kamasi Washington che prosegue il suo percorso caricando sempre di più le sue spalle di una responsabilità non indifferente. Diviso in due dischi e costituito in totale da sedici brani, Heaven & Earth (Young Turks), seguito lo scorso giugno dall’EP inaspettato The Choice, si presenta come un’opera monumentale che contribuisce ad accrescere la fama di questo talentuoso sassofonista. Tenuto insieme dalla maestria, tra i vari, di musicisti superlativi quali i fratelli Bruner, Ronald Jr. alla batteria e Stephan Lee “Thundercat” al basso, l’intero album riesce ad estendere ancora di più i confini del jazz contemporaneo facendo convergere nella carismatica figura di Washington personaggi mitologici del calibro di Pharoah Sanders, Ennio Morricone, Ornette Coleman e Sun Ra. Sublime la presenza dei cori in brani come One of One, The Space Travelers Lullaby e Street Fighter Mas. (Valerio Veneruso)

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