Post punk a Vasto. I 40 anni dei PiL al Siren Festival: il report

La band nata dalle ceneri dei Sex Pistols, capitanata dal suo ex leader Jonny Lydon, ha fatto tappa in Abruzzo all’interno del lungo tour per i quarant’anni dalla nascita. Noi c’eravamo e ve la raccontiamo.

Siren Festival 2018. PiL. Photo Francesco Marini
Siren Festival 2018. PiL. Photo Francesco Marini

Il Siren Festival di Vasto non è solo musica, è anche una magnifica venue che attira ogni anno in questa località affacciata sul mare d’Abruzzo sempre più visitatori. Un festival dedicato all’indie music, ma dalle proposte eclettiche che sta diventando un appuntamento fisso dell’estate del centro Italia. Si inizia il giovedì con i dj set alla Siren Beach di Vasto Marina; il venerdì ci si scalda nei palchi sparsi nel centro storico del borgo, con i suoi caratteristici vicoli; il sabato è il giorno della deflagrazione in cui si esibiscono i nomi più importanti; la domenica è decompressione, hang over da musica, e ci si gode il concerto organizzato all’interno di una chiesa: il duomo di Vasto, intitolato a San Giuseppe, dall’antica facciata medievale con il portale ed il rosone trecenteschi. Tutto finisce per pranzo e si torna nel pomeriggio alla Siren Beach. Di questi quattro giorni vi raccontiamo il sabato che ha visto come headliner i Public Image LtD (PiL), preceduti da tanti altri artisti di rilievo. Ecco le nostre impressioni su questa giornata.

LA SERATA CLOU

Sabato 28 luglio siamo entrati nel clou del festival di Vasto, nei giorni del Siren edizione 2018. Da giovedì 26 a domenica 29 sui quattro palchi del centro storico – supportati dallo stage alla marina – ha preso vita il festival dedicato all’indie music che da cinque anni ormai è un’istituzione in Abruzzo. E per un evento che sta diventando istituzione non potevano che chiamare un gruppo come i Public Image Ltd nati nel ’78 dalle ceneri dei Sex Pistols, pronti a dar vita a un post punk venato da sonorità new wave.
Le danze si aprono alle 19 circa e sul palco di Porta San Pietro, con il suo bellissimo affaccio sulla costa abruzzese, si esibiscono diversi artisti emergenti che accompagnano l’andamento del sole con generi e proposte differenti: si inizia con la freschezza del noise pop del trio norvegese Spielbergs e si termina con le atmosfere malinconiche di Mèsa, quando la luna dipinge una scia di luce sull’Adriatico.
Nei Giardini d’Avalos, il palco è tutto per il compositore brasiliano Rodrigo Amarante. Il sole è calato e la gente si lascia andare alla dolcezza della notte e delle note di Amarante che canta in portoghese e francese su una chitarra nostalgica come la sua voce. L’attenzione è massima, il silenzio assoluto, nonostante il pubblico abbia riempito la venue tanto da impedire l’accesso ai ritardatari.
A Piazza del Popolo si entra nel vivo della serata con i dEUS. Tom Barman aveva già dato prova della sua divina mania nella scorsa edizione del festival quando – alla serata inaugurale del venerdì – si era esibito con i Taxiwars, un gruppo assolutamente fuori dal comune e difficilmente classificabile, composto da una sezione ritmica ineccepibile e un sax folle. I dEUS, gruppo storico di Barman, non sono da meno: tante influenze confluiscono nella loro musica così che ogni album costruisce un mondo proprio. Aprono il live con If you don’t get what you want e proseguono con la granitica The Architect, dove l’elettronica Anni Novanta innalza un ritmo quasi funky. Il pubblico si scalda e si assiepa sotto il palco alla vista dei componenti che, allineati affianco a Barman, cantano il ritornello. Il frontman conserva la sua magnetica presenza mentre si muove sul palco fra il basso poderoso di Alan Gevaert e il violino di Klaas Janzoons che smorza la naturale ruvidezza di una chitarra post rock.
La sensualità vibra nell’aria con Quatre mains, prosegue con le poetiche dissonanze alla Pixies di Instant Street e culmina con il vibrante effetto dell’ebow nel riff che accompagna l’intera Bad Timing, prima traccia di Pocket Revolution del 2005, un brano che è divenuto un classico della band.

Siren Festival 2018. dEUS. Photo Francesco Marini
Siren Festival 2018. dEUS. Photo Francesco Marini

GLI EREDI DEI SEX PISTOLS

Terminato il live il pubblico si riversa nel cortile di Palazzo d’Avalos dove, dopo la mancata esibizione degli inglesi Toy, salgono sul palco Adriano Viterbini e Cesare Petulicchio che nel 2007 danno vita ai Bud Spencer Blues Explosion. La nostalgica psichedelia dei Toy si baratta con il lisergico live del duo che si esibisce in formazione completa con basso e percussioni. Il live è un’autentica esplosione di suoni e luci, dove Viterbini si rivela nella sua verve di animale da palco e il concerto sfiora la performance. Una scarica di energia di un’ora senza esitazioni né pause che si chiude con il featuring di Davide Toffolo, voce e chitarra dei Tre Allegri Ragazzi Morti, con la sua immancabile maschera-teschio.
Toffolo sarà nelle prime file sotto il palco di Piazza del Popolo, così come Barman e Gevaert si godranno lo spettacolo dell’esibizione più attesa della serata, direttamente dal locale che si affaccia in piazza. Parliamo dei PiL o Public Image Ltd capitanati da Johnny Lydon – ex Johnny Rotten – una band che ha raccolto il più sovversivo spirito punk dei Sex Pistols (di cui Lydon era il frontman) coniugandolo alle incursioni della new wave che iniziava ad affacciarsi sulla scena.
Per i PiL, giovani e meno giovani si sono riversati a Vasto riempiendo la piazza. La band riprende l’attività nel 2009, dopo 17 anni di fermo, uscendo con due album ben accolti dalla critica e dal pubblico. Sul palco Johnny Lydon è un colosso e attesta nello spirito e nel fisico i quarant’anni di attività del gruppo. Canta quasi a fil di voce sciorinando atmosfere dark; davanti a sé un leggìo. Il repertorio è doom, Lydon trascina un punk quasi decadente supportato da strumenti non convenzionali come mandolino e contrabbasso elettrico. La band risveglia il pubblico con il mantra ipnotico e caustico di This is not a love song e lo fa strepitare con Rise che chiude il concerto, l’ultima propaggine di un punk che ha già detto l’indispensabile.

– Martina Lolli

https://sirenfest.com

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Nome eventoSiren Festival 2018
Vernissage26/07/2018
Duratadal 26/07/2018 al 29/07/2018
Generimusica, festival
Spazio espositivoMUSEI CIVICI DI PALAZZO D'AVALOS
IndirizzoPiazza R.v.pudente - Vasto - Abruzzo
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Martina Lolli
Curatrice e giornalista freelance nei settori di arte e musica. Dopo aver frequentato “La Sapienza” e l’Accademia di Brera (comunicazione e didattica per l'arte contemporanea) conclude la formazione con il corso per curatori CAMPO 14 alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Attualmente redattrice per Artribune e OUTsider magazine, si dedica a progetti in cui arte, musica e scrittura si contaminano creando cortocircuiti estetici e favorendo una sensibilità allargata. Ha curato "Quello che rimane", prima personale del collettivo minimalista Minus.log al Museolaboratorio di Città S.Angelo (Pescara, 2016); "Our generation. Pittura emergente in Italia" con A. Zimarino (XVIII Biennale dell'Arte di Penne, Pescara, 2015); "Formazioni della luccicanza" con C. Fiasca a Palazzo Parissi di Monteprandone (Ascoli Piceno, 2015); "INCODEC" con I. D'Alberto, G. De Cerchio e M. Sconci al MUSPAC di L'Aquila (2015). Ha contribuito alla pubblicazione del volume "CORPO estraneo/straniero" (ed. Verdone) dedicato alla storia della performance art in Abruzzo con un capitolo sulla città di Teramo.