La scimmia nuda. Gabbani vince Sanremo citando Desmond Morris, l’ultimo dei surrealisti

La scimmia nuda balla? No, dipinge. Si nasconderebbe un riferimento al saggio del 1976 di Desmond Morris, etologo, zoologo e artista, nella canzone vincitrice di Sanremo. Morris aveva realizzato nel 1967 una mostra di opere e disegni fatti da scimpanzé

Francesco Gabbani sul palco di Sanremo

Si è concluso da pochi giorni il festival di Sanremo e mezz’Italia canticchiano Occidentali’s Karma, la canzone vincitrice di Francesco Gabbani. Il pezzo è già diventato un tormentone, ma ha anche fatto molto discutere il pubblico e gli opinionisti. A bocce ferme, però, sono emersi nuovi dettagli sul testo: i fan avrebbero infatti svelato il mistero che si celerebbe dietro al motivetto, all’apparenza leggero, ma invece con un contenuto più enigmatico e tutto da analizzare. La scimmia nuda, più volte menzionata all’interno del ritornello, è infatti una citazione del libro omonimo (The Naked Ape), di Desmond Morris, scritto nel 1967: un saggio che avrebbe sconvolto e rivoluzionato la nostra percezione sull’essere umano, trattando la sua evoluzione dalla preistoria ad oggi alla pari di quella di un primate. Da quel momento in poi si cominciò a parlare di diretta discendenza tra uomo e scimmia.

LA SCIMMIA DI MORRIS

Nato nel 1928 Morris, zoologo ed etologo inglese, è però anche un artista. Attratto dalla concretezza della scienza nella sua professione principale, è invece affascinato dalle atmosfere surrealiste nell’arte. La sua prima mostra personale risale al 1948, mentre negli anni ’70 dà vita all’opera The Arena, parte di una serie realizzata a Oxford, oggi acquisita dalla Tate, nella quale l’artista costruisce paesaggi irreali e biomorfi, cifra caratteristica del suo dipingere. Nel 1957 cura all’Institute of Contemporary Art di Londra una stravagante mostra di opere realizzate da scimpanzé, molto amata da Picasso. In un’intervista a Melanie Coles, il curatore avrebbe commentato: “Painting by Chimpanzees è stata importante, perché ha rappresentato il primo momento in cui zoologia e arti visive hanno convissuto insieme”. Dieci anni più tardi Morris diventerà direttore dell’ICA. Era il più giovane dei surrealisti, quasi un adolescente quando si “unì” al gruppo: oggi è l’ultimo vivente del movimento, e ha quasi 90 anni. Chissà se la canzone di Gabbani gli piacerebbe. Certo un tocco di surreale non manca al cantautore carrarino.

– Santa Nastro

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.