Red Bull Music Academy: la musica mette le ali

Sempre più presente nel panorama dei grandi eventi musicali internazionali, la RBA è una strana organizzazione che combina musica e pubblicità. Quando lo sponsor si fa attore dell’evento, calandosi appieno nei topic musicali dei singoli Paesi, ecco un interessante intreccio tra produzione, comunicazione e diffusione internazionale.

L’Heineken patrocina il Festival Internacional de Benicássim in Spagna e il nostro Heineken Jammin di Milano. Jägermeister sostiene il V-Festival di Weston Park, il Sydney Festival e i festival itineranti hardcore Rockstar Mayhem e Jägermeister Music Tour. Bacardi sponsorizza l’Ibiza 123, la birra Miller l’Oxegen in Irlanda, e la lista di grandi eventi musicali patrocinati da note marca di bibite potrebbe continuare all’infinito.
All’interno del complesso sistema di consolidate strategie del found raising e della pubblicità, si ritrova l’antico connubio musica-bevande (alcoliche in primis). Concerti, tour, festival ed eventi musicali di ogni tipo, vivono ogni giorno a stretto contatto con le logiche di marketing di un  mercato delle bevande che, allineandosi solo tal volta a specifici target musicali, incontra interessanti nicchie dell’industria musicale.
In questo magma di eventi sponsorizzati da marche d’acqua, birre, rum e bibite gassate, spunta l’energy drink Red Bull, che costituisce un caso leggermente a parte, se non fosse che è entrato nell’industria musicale come solo certi alcolici hanno saputo fare. Una buona dose d’originalità nel branding del noto marchio austriaco spinse a osare l’emancipazione da un sistema di scambio lineare dello sponsoring, sicché nel 1998 Red Bull lanciò la sua personalissima Red Bull Music Academy.

Red Bull Music Academy Jamie XX 2012New York Four Tet Performance Red Bull Music Academy: la musica mette le ali

Red Bull Music Academy Jamie XX, New York 2012

Questa piattaforma itinerante ingloba ampia parte dello spettro musicale: bass, disco, elettronica, hip hop, jazz, afro/latin, pop, rock, soul/funk e techno. Un’accademia musicale privata, ben sponsorizzata, che si dedica a creare workshop internazionali, sessioni in studi di registrazione, conferenze, ma soprattutto a gestire un magazine musicale e a portare il suo palcoscenico in giro per il mondo con oltre 50 eventi all’anno, tra club e grandi festival come il Sónar, Mutek, Movement, Unsound, Club To Club, il Montreux Jazz e molti altri.
Tra le ultime novità della Red Bull Music Academy, il lancio avvenuto nel giugno dello scorso anno della RMA Radio, una radio online ricca di contenuti selezionati, dal disegno essenziale e di facile usabilità. Ma il perno di tutta questa complessa organizzazione resta pur sempre il grande evento annuale rivolto all’incontro tra musicisti emergenti e stakeholder vari della scena musicale.
Quest’anno la manifestazione ha scelto di spostare il suo quartiere generale, con base a Colonia, verso gli Stati Uniti. Da Berlino nel 1998 fino all’ultima edizione di Madrid, la RMA ne ha fatta di strada, e passando per Seattle, Cape Town, Londra, Roma, Barcellona e Sao Paulo, dal 28 aprile al 31 maggio tornerà a New York, dove mancava dal 2001. Come di consueto, due gruppi di 30 partecipanti selezionati tra musicisti, gruppi, cantanti, dj e strumentisti da tutto il continente saranno chiamati a due settimane di studio intenso, laboratori e performance al fianco di grandi celebrità del mondo della musica.

Red Bull Music Academy 2011 Madrid Red Bull Music Academy: la musica mette le ali

Red Bull Music Academy, Madrid 2011

Alcune sezioni della RBA hanno saputo arricchire l’ambiente soul, R&B e dub, con nomi giovani come Aloe Blacc, Andreya Triana e Jamie Woon. Jackmaster e il recentemente visto in Italia al Club To Clubdi Torino, Flying Lotus, hanno portato in giro l’elettronica RBA con due diversi modi di contaminare, più che di concepire, il suono elettronico.

Enrichetta Cardinale Ciccotti

www.redbullmusicacademy.com

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Enrichetta Cardinale Ciccotti

Enrichetta Cardinale Ciccotti

Enrichetta Cardinale Ciccotti (Napoli 1986, vive a Barcellona). Storica dell’arte, generazione erasmus. Per evitare la tanta agoniata sindrome post-erasmus ha fatto una serie di giri, ma dall'estero non è più tornata. Dopo le ricerche per tesi a Monaco di Baviera…

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