The Comeback: torna la serie con Lisa Kudrow nei panni di un’attrice “messa da parte”
A vent’anni dal debutto, la comedy torna con una terza stagione che guarda all’IA e al presente, e dimostra perché avevamo ancora bisogno di lei
Il ritorno di The Comeback non è solo una notizia televisiva: è un piccolo evento culturale, uno di quei revival che arrivano dopo anni di silenzio e che, proprio per questo, si portano addosso aspettative altissime. A 20 anni dal debutto, la comedy originale HBO torna con Lisa Kudrow che riprende il ruolo – candidato agli Emmy – dell’attrice Valerie Cherish, un’attrice di sitcom che ha raggiunto la notorietà grazie alla sitcom I’m It! per poi essere messa “da parte”. La terza e ultima stagione, creata da Michael Patrick King e la stessa Kudrow, ha debuttato su HBO Max in Italia lunedì 23 marzo, con otto episodi pubblicati settimanalmente fino al finale dell’11 maggio.
“The Comeback”. Un sequel nato per necessità
Ascoltando Kudrow e King, si ha la sensazione che questa nuova stagione non sia nata per nostalgia, ma per necessità: “È la stessa sensazione che c’era con la reality TV all’epoca”, racconta Kudrow, “una sorta di evento quasi di estinzione per la televisione sceneggiata. Ora quella sensazione c’è con l’intelligenza artificiale”. Non è solo Hollywood, però, a essere cambiata: è il mondo intero. King lo dice chiaramente: “Ci è sembrato che il livello di disperazione fosse simile a quello di Valerie nella prima stagione”. Non per colpa dell’IA, ma per un clima generale fatto di precarietà, insicurezza e identità professionali sempre più fragili.

“The Comeback” e la sfida dell’IA
Il finale della seconda stagione era considerato perfetto, quasi intoccabile. Ripartire da lì era un rischio evidente. “Serviva un’idea grande”, spiega Kudrow, “qualcosa come l’IA, la sfida definitiva per Valerie”. Ma la vera difficoltà era un’altra: come raccontare ancora una storia costruita sulle telecamere, quando oggi siamo noi stessi a vivere costantemente sotto osservazione? “Tutti stanno curando il proprio reality sui social”, dice l’attrice. “Le telecamere sono nelle nostre case”. La risposta della serie è stata moltiplicare gli sguardi: dalle dot cam agli iPhone, fino alle videocamere di sicurezza e a momenti più “cinematografici”, dove Valerie sembra finalmente esistere senza filtri. “Il rischio di questa stagione”, sottolinea King, “era proprio Valerie senza consapevolezza della camera”.
La terza stagione di “The Comeback” è provocatoria e attuale
E il rischio, in fondo, è la parola chiave di questo ritorno. “Avevamo bisogno di una chiave”, racconta ancora King. “Un’idea più grande del rischio stesso”. Quella scintilla è stata l’idea di Valerie protagonista del primo show multicamera scritto da un’intelligenza artificiale: abbastanza provocatoria, abbastanza attuale da giustificare tutto. Ma se la cornice è nuova, il cuore resta profondamente umano. Kudrow parla di Valerie con un affetto quasi protettivo: “È molto importante per me. È il lavoro di cui sono più orgogliosa, forse il migliore che abbia mai fatto”. E si sente. Perché Valerie non è mai stata solo una caricatura: è sempre stata un equilibrio fragile tra ingenuità, ostinazione e una forma tutta sua di resilienza.

La comicità come terapia contro la paura: “The Comeback”
Una resilienza che oggi suona ancora più attuale. “Le persone sono disperate di trovare e tenere un lavoro”, osserva King. “E con l’età inizi a chiederti: come appaio? Mi assumeranno?”. Domande che Valerie si pone da sempre, ma che oggi appartengono a molti. Anche il tono resta quello che ha reso la serie così unica: una commedia che nasce dal disagio. “La comicità viene dalla paura”, dice King senza girarci intorno. “Dall’inferno che stiamo vivendo”. Kudrow, invece, la vede come qualcosa di più essenziale: “Non c’è niente di meglio che far ridere. È terapeutico, è catartico”.
Dopo oltre dieci anni, Valerie Cherish torna quindi esattamente dove l’avevamo lasciata e, allo stesso tempo, in un mondo completamente diverso. Più incerto, più veloce, più spietato. Ma anche perfetto per lei. Perché se c’è una cosa che questa serie continua a dimostrare, è che Valerie non smette mai davvero di “tornare”. E, a quanto pare, non smettiamo nemmeno noi di averne bisogno.
Margherita Bordino
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