Assegnati gli Oscar del 2026. Ecco tutti i premi

Paul Thomas Anderson è il vincitore di questa edizione, accanto a lui fanno festa anche gli attori Michael B. Jordan e Jessie Buckley. Non sono mancati i discorsi politici con Jimmy Kimmel e Javier Bardem

La novantottesima edizione degli Academy Awards si è chiusa con un’impressione piuttosto chiara: quest’anno Hollywood ha scelto di guardare in faccia il proprio tempo. Un tempo fatto di tensioni politiche, conflitti, libertà di parola messe in discussione e identità culturali che tornano al centro del racconto cinematografico. Non sorprende, allora, che a dominare la serata sia stato Una battaglia dopo l’altra, il film di Paul Thomas Anderson che è uscito dal Dolby Theatre come il vero vincitore della notte.

Oscar 2026: un palcoscenico per O’ Brien e Kimmel per dar spazio alla politica

La cerimonia condotta da Conan O’Brien è stata relativamente snella, quasi trattenuta rispetto agli eccessi di altre annate. Un equilibrio curioso: spettacolo quanto basta, ma soprattutto spazio alle parole – e talvolta alle frecciate. O’Brien e Jimmy Kimmel hanno giocato su un registro ironico ma non innocuo, infilando battute sugli Epstein files, su Donald Trump e sulla libertà di parola negli Stati Uniti. Quando Kimmel è salito sul palco per consegnare il premio al miglior cortometraggio documentario – All the Empty Rooms, dedicato alle sparatorie nelle scuole – ha commentato: “Alcuni paesi non hanno libertà di parola. Io non posso dire quali. Limitiamoci alla Corea del Nord e alla CBS”. Una battuta che ha strappato risate ma che, come spesso accade in queste occasioni, portava con sé un sottotesto politico piuttosto esplicito.

Assegnati gli Oscar del 2026. Ecco tutti i premi
Paul Thomas Anderson

Oscar 2025: la miglior regia a Paul Thomas Anderson

La serata ha trovato il suo centro simbolico quando Zendaya e Robert Pattinson – nelle nostre sale dal 1 aprile con The drama – hanno annunciato il premio per la miglior regia. La statuetta è andata a Paul Thomas Anderson. Nel suo discorso il regista ha scelto toni quasi timidi, lontani dalla retorica celebrativa: ha parlato del dubbio che accompagna ogni autore – “lo merito oppure no?” – e della fiducia come motore del cinema. Un’idea semplice ma potente: il cinema come lavoro collettivo, costruito su relazioni, rischio e fiducia reciproca.

Oscar 2025: il miglior film “Una battaglia dopo l’altra”

Il trionfo del film si è completato alla fine della serata, quando Nicole Kidman ed Ewan McGregor sono tornati insieme sul palco a venticinque anni da Moulin Rouge. La loro piccola reunion musicale – sulle note di All You Need Is Love – ha fatto da preludio all’annuncio del miglior film. Quando è stato pronunciato il titolo Una battaglia dopo l’altra, il cast del film è salito sul palco tra gli applausi più convinti della serata. La vittoria ha il sapore di una fotografia dell’America contemporanea: un Paese diviso, attraversato da conflitti culturali e politici che il cinema prova a raccontare senza semplificazioni.

Oscar 2025: miglior attore protagonista 

Tra i momenti più forti della notte c’è stata anche la vittoria di Michael B. Jordan, premiato come miglior attore protagonista per il doppio ruolo dei gemelli Smoke e Stack nell’horror antirazzista I peccatori di Ryan Coogler. Il suo discorso è stato uno dei più sentiti: Jordan ha ricordato gli attori afroamericani che hanno aperto la strada prima di lui – Sidney Poitier, Denzel Washington, Jamie Foxx, Forest Whitaker e Will Smith – e ha citato Halle Berry, ancora oggi l’unica donna afroamericana ad aver vinto l’Oscar come miglior attrice protagonista. Un discorso che ha riportato al centro la storia di Hollywood e le sue lunghe battaglie per la rappresentazione.

Assegnati gli Oscar del 2026. Ecco tutti i premi
I peccatori

Jessie Buckley è la migliore attrice protagonista agli Oscar 2026

Sul fronte delle interpretazioni femminili, la statuetta è andata a Jessie Buckley per Hamnet. A consegnare il premio è stata Mickey Madison, vincitrice dello scorso anno con Anora. Buckley ha parlato con emozione della regista Chloé Zhao, della sua famiglia – “mezza Irlanda è qui stasera” – e della figlia di otto mesi, che probabilmente stava dormendo mentre la madre era sul palco degli Oscar. Il discorso si è chiuso con una dedica alle madri, proprio nel giorno della festa della mamma nel Regno Unito: “Allo splendido caos che è il cuore di una madre”.

Hamnet
Hamnet

“A kpop Demon Hunters” trionfa nell’animazione 

Anche l’animazione ha trovato il suo spazio nella serata, con un premio che era nell’aria già da settimane. Il miglior film animato è andato a Kpop Demon Hunters, produzione americana che racconta l’universo del pop coreano attraverso una premessa surreale: tre star della musica che, lontano dai riflettori, sono in realtà cacciatrici di demoni. Nel ricevere la statuetta, la sceneggiatrice Maggie Kang ha sottolineato il valore culturale del progetto: “Mi spiace che ci abbiamo voluto così tanto per fare questo film. Le prossime generazioni potranno continuare”. Poi la dedica finale, semplice e diretta: “Questo premio è per la Corea”.

Assegnati gli Oscar del 2026. Ecco tutti i premi
Kpop Demon Hunters

Oscar 20256: miglior film internazionale “A Sentimental value”

Ma la notte degli Oscar, come spesso accade negli ultimi anni, è stata attraversata anche da momenti apertamente politici. Javier Bardem, presentando il premio per il miglior film internazionale insieme a Priyanka Chopra, ha detto senza mezzi termini: “No alla guerra e Palestina libera”. Il premio è andato a Sentimental Value di Joachim Trier, uno dei titoli più nominati della serata. Nel suo discorso il regista norvegese ha evocato lo scrittore James Baldwin e la responsabilità collettiva verso le nuove generazioni, invitando implicitamente a non sostenere leader politici che ignorino questo principio.

Assegnati gli Oscar del 2026. Ecco tutti i premi
Sentimental Value

Il documentario “Mr Nobody Against Putin” agli Oscar 2026

Anche il miglior documentario, Mr Nobody Against Putin, ha portato sul palco una testimonianza forte. I registi David Borenstein e Pavel Talankin – quest’ultimo russo, oggi in esilio in Europa – hanno parlato della perdita del proprio paese e di come l’autoritarismo si costruisca “attraverso mille piccoli gesti di complicità”. Il film racconta l’indottrinamento degli studenti russi, educati a diventare patrioti e futuri soldati. “Invece delle stelle cadenti cadono bombe e droni”, ha detto Talankin, lanciando un appello a fermare le guerre “in nome del futuro e dei nostri figli”.

Oscar 2025: un’edizione che parla al presente 

Se si guarda nel complesso a questa edizione degli Oscar, emerge una sensazione precisa: Hollywood e il cinema internazionale continuano a interrogarsi sul proprio ruolo nel mondo. I discorsi politici non sono più troppo presenti o incidenti isolati, sono parte integrante della cerimonia. Il cinema non pretende di cambiare la realtà, ma insiste nel raccontarla e nel discuterla pubblicamente. E forse è proprio questo il senso dell’edizione 2026: una serata in cui il cinema ha ricordato, ancora una volta, di essere non solo industria e spettacolo, ma anche un luogo dove il presente viene messo in scena, analizzato e – qualche volta – contestato. Una battaglia dopo l’altra, appunto.

Tutti i premi Oscar 2026

Miglior film: Una battaglia dopo l’altra 

Miglior regia: Paul Thomas Anderson per Una battaglia dopo l’altra 

Miglior attore protagonista: Michael B. Jordan per I peccatori 

Miglior attrice protagonista: Jessie Buckley per Hamnet – Nel nome del figlio

Miglior attore non protagonista: Sean Penn per Una battaglia dopo l’altra 

Miglior attrice non protagonista: Amy Madigan per Weapons 

Migliore sceneggiatura originale: Ryan Coogler per I peccatori 

Migliore sceneggiatura non originale: Paul Thomas Anderson per Una battaglia dopo l’altra 

Miglior film internazionale: Sentimental Value di Joachim Trier 

Miglior film d’animazione: Kpop Demon Hunters 

Miglior casting: Cassandra Kulukundis per Una battaglia dopo l’altra 

Migliore fotografia: Autumn Durald Arkapaw per I peccatori 

Miglior montaggio: Andy Jurgensen per Una battaglia dopo l’altra 

Migliore colonna sonora: Ludwig Göransson per I peccatori 

Migliore canzone originale: “Golden” dal film Kpop Demon Hunters (autori: Ejae, Mark Sonnenblick, Joong Gyu Kwak, Yu Han Lee, Hee Dong Nam, Jeong Hoon Seon e Teddy Park) 

Migliore scenografia: Tamara Deverell e Shane Vieau per Frankenstein 

Migliori costumi: Kate Hawley per Frankenstein 

Miglior trucco e acconciature: Mike Hill, Jordan Samuel e Cliona Furey per Frankenstein 

Margherita Bordino

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Margherita Bordino

Margherita Bordino

Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in…

Scopri di più