Su Prime Video “Il visionario mondo di Louis Wain”: Benedict Cumberbatch è l’illustratore inglese

Inusuale biopic diretto da Will Sharpe, omaggia un altro irregolare del mondo dell’arte. Dopo Big Eyes e Ligabue ecco sullo schermo lo strambo artista vittoriano ossessionato dai gatti. Nel cast anche Toby Jones e Taika Waititi

Il visionario mondo di Louis Wain
Il visionario mondo di Louis Wain

La travagliata esistenza dell’artista, dagli esordi sulle pagine dei quotidiani all’inatteso successo minato da una precaria salute mentale. Louis Wain, con i suoi ritratti felini, è l’uomo che ha il merito di aver definitivamente sdoganato il gatto come animale domestico. A catturare lo spirito dello stravagante illustratore vissuto nella Londra vittoriana è il sempre ottimo ed efficacissimo l’attore Benedict Cumberbatch.

Il visionario mondo di Louis Wain
Il visionario mondo di Louis Wain

LOUIS WAIN, UN’ESISTENZA DIFFICILE TRA TALENTO E DEPRESSIONE

Dopo la morte del padre un giovane Louis Wain trova lavoro al The Illustrated London News, chiamato a provvedere al sostentamento delle sue cinque tiranniche sorelle. Per il giornale seguirà eventi e fiere campestri, mettendo alla prova il suo talento artistico nella riproduzione di animali di ogni tipo. Nel frattempo non rinuncia ai suoi tanti hobby – variegati quanto strampalati -, testimoni di una natura particolare e poliedrica: compone opere musicali, inventa macchine, elabora teorie, tira di boxe. Ma ciò in cui eccelle davvero resta il disegno. Impugnate le matite, il movimento in contemporanea e parallelo di entrambe le mani rivela creazioni di straordinaria precisione. A stravolgere la strana routine arriva l’amore per Emily, matura ed estrosa istitutrice assunta in casa per prendersi cura delle sorelle. Nonostante la loro unione sia socialmente inaccettabile, i due perdutamente innamorati scelgono di sposarsi e fuggire in un cottage fuori città. Ma l’idillio è destinato a vita breve perché presto Emily si scopre affetta da un brutto male. È a questo punto che nell’animo del povero Wain subentra una tristezza difficile da superare. Sulla tela, inconsolabile e segnato dal lutto, farà i conti con la sua malinconia. La ritrovata solitudine, infatti, segna l’inizio della fase più prolifica della sua produzione artistica: la raffigurazione degli amati gatti. Con l’arrivo in casa di Peter, gattino adottato dalla defunta moglie, il felino diventa l’oggetto esclusivo delle sue opere.

Il visionario mondo di Louis Wain
Il visionario mondo di Louis Wain

LOUIS WAIN E L’OSSESSIONE PER I GATTI

Dramma ma anche divertimento per una messinscena andersoniana coloratissima e piacevolmente kitsch. Il film di Will Sharpe racconta i tormenti e il genio di un artista eccentrico, marginale, brillante nel saper soffocare la propria inquietudine con un’arte gradevole e a prima vista spensierata. Inizialmente realistici, poi antropomorfi, grotteschi, infine surreali e psichedelici, per Wain i gattini non sono più un amabile conforto ma diventano motivo di profonda ossessione tanto da incrinare definitivamente una salute mentale già in bilico. Nel frattempo le sue creazioni risultano così adorabili da conquistare un pubblico incredibilmente vasto, masse di irresistibili mici approdano su biglietti di auguri, cartoline e libri per bambini.

Il visionario mondo di Louis Wain
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“IL VISIONARIO MONDO DI LOUIS WAIN”: LO STILE VISIVO DI UN BIOPIC AUDACE E CORAGGIOSO

Louis Wain era un individuo fuori dal comune. Curioso, maldestro, incapace di trarre guadagno dal proprio lavoro (e del denaro aveva disperatamente bisogno), addirittura ossessionato dall’elettricità che scorgeva in ogni dove. La sua sospetta schizofrenia – per la quale finì internato – è raccontata attraverso flashback allucinati, sequenze suggestive e immagini oniriche che arrivano a sfociare nel puro astrattismo. Le scelte creative, decisamente audaci, fanno de Il visionario mondo di Louis Wain un biopic ben lontano dai canoni del genere. Dall’universo pittorico riflesso nelle ambientazioni retrò, al registro ibrido che alterna battute a scene struggenti: tutto è studiato ad arte per una visione singolare quanto l’opera di Wain.

– Luca Graziani

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Luca Graziani
Classe 2001, romano. Scrivo e parlo in radio da quando ero al liceo. Ora anche tv. Ho sempre avuto due cose in testa: il cinema e il giornalismo, con l’ambizione di farne un mestiere. La mia prima volta a Venezia? Diciottenne, da appena dieci giorni, tra la stampa l’unico in circolazione. Poi Torino e Roma. Una volta ho fatto anche il giurato del David Giovani.