Cinque film per festeggiare i 90 anni di Clint Eastwood

Musa per Sergio Leone e per Don Siegel. Attore e regista che ha raccontato la realtà attraverso la finzione passando dalla guerra al carcere, dal romanticismo assoluto al pugilato, Clint Eastwood compie 90 anni ma pensa già al prossimo film.

Per un pugno di dollari
Per un pugno di dollari

Attore, regista, produttore e musicista. Clint Eastwood compie 90 anni e dopo essere stato l’icona degli spaghetti western di Sergio Leone è diventato una vera e propria leggenda di Hollywood. E pensare che negli anni ’50, imitando nell’andatura il suo idolo Gary Cooper, riuscì a emergere con piccole parti in B-Movies fino ad essere scelto come protagonista della serie tv Gli uomini della prateria. Il successivo sodalizio con Sergio Leone gli portò la fama e inconsapevolmente, in quanto accettò la parte anche per far contenta la prima moglie. Sergio Leone da questo film, e per tutta la trilogia, impose al suo personaggio un cappello e un sigaro toscano e grazie a questi accessori nacque la sua fortuna nella storia del western. Negli anni ’70 la serie dedicata all’Ispettore Callaghan, diretta da Don Siegel regalò a Clint Eastwood una nuova popolarità che nel frattempo fondò la sua compagnia di produzione, la Malpaso. Solo negli anni ‘90 arrivarono le grandi soddisfazioni. Nel 1993 con Gli spietati giunse la gloria dell’Oscar con due statuette e tantissime nomination. Due anni dopo conquistò l’Oscar alla carriera e poi altri due premi per Mystic River e Million Dollar Baby. Nel 2008 grazie a Gran Torino il regista è finalmente riconosciuto come uno dei diamanti del cinema americano. Festeggiamo Clint Eastwood, il buono con la faccia da duro, attraverso cinque film che lo vedono partecipe come attore o come regista.

PER UN PUGNO DI DOLLARI

Per un pugno di dollari
Per un pugno di dollari

Da una intervista del 1985 rilasciata a Rolling Stone si legge il motivo per cui Eastwood inizia la collaborazione con il cineasta italiano Sergio Leone: “a quel tempo avevo fatto Rawhide per circa cinque anni. L’agenzia mi chiamò e mi chiese se fossi interessato a fare un western in Italia e in Spagna. Io risposi, ‘Non particolarmente’, dopo aver recitato nella serie ero stanco del western. A quel punto mi dissero, ‘Perché non dai un’occhiata veloce al copione?’, a quel punto ero curioso, per cui lo lessi e capii subito il legame Yojimbo, un film di Kurosawa che mi era piaciuto moltissimo. Quando lo avevo visto qualche anno prima avevo pensato ‘Hey, questo è davvero un film western’. Pensai, nessuno negli Stati Uniti avrebbe avuto il fegato di fare un film del genere e quando vidi un copione così coraggioso pensai, ‘Grandioso!’”. Per un pugno di dollari è il momento di vera consacrazione di questo straordinario artista come attore mondiale.

FUGA DA ALCATRAZ

 

Fuga da Alcatraz
Fuga da Alcatraz

L’undici giugno 1962 tre reclusi evasero dalla terribile prigione-fortezza di Alcatraz. Nessuno era mai riuscito a portare a buon fine una fuga, in ventisei anni di funzionamento della casa di pena. La collaborazione con Don Siegel è stata molto importante per la carriera di Eastwood. Fuga da Alcatraz è di per sé un film fondamentale nel suo percorso. Un film tratto dal reale che Eastwood ripercorre spesso nei suoi film anche da regista. Il personaggio che Eastwood interpreta in questo film è forse quello per lui stesso più iconico. Un film fondamentale per il cinema americano che inizia negli anni ‘70 a dare grande spazio sul grande schermo al genere carcerario incentrando il racconto non tanto sulla violenza quanto sulla suspense e sulla tensione da vero thriller.

I PONTI DI MADISON COUNTY

I ponti di Madison County
I ponti di Madison County

Nel caldo torrido dello Iowa dell’estate del 1965, Robert Kincaid, fotografo di mezza età del National Geographic, giunge a una vecchia fattoria in mezzo ai campi per chiedere indicazioni sui ponti di Madison County, che egli dovrà fotografare. Conosce così Francesca Johnson, donna di casa e madre di due figli, una quarantenne italiana un po’ dimessa e rassegnata. Complice l’assenza del marito e dei figli, partiti per una fiera del bestiame, i due fanno amicizia e in breve il loro incontro si trasforma in un’autentica e profonda passione. Qui Clint Eastwood è anche regista e come attore è affiancato dalla straordinaria Meryl Streep. Un’alchimia tra i due attori e i due personaggi sorprendente in quello che è il film più romantico che vede partecipe Eastwood. Un film fatto di piccole emozioni, di grande passione e di sguardi profondi, quasi alla western pur indagando e navigando un genere cinematografico del tutto differente.

MILLION DOLLAR BABY

Million dollar baby
Million dollar baby

La trentenne Maggie Fitzgerald irrompe nella vita dell’anziano manager di pugilato Frankie Dunn, un uomo duro e senza illusioni. L’energia vitale della donna riesce a contagiare il riluttante Frankie, in quanto lei vuole ad ogni costo diventare campionessa di pugilato. Non più tanto giovane per quello sport violento, Maggie ha una spinta interiore capace di travolgere ogni resistenza. Frankie vede in lei, pur senza ammetterlo, la figlia che non vede ormai da troppi anni. Inizia così il loro sodalizio, che comprende la totale dedizione della donna per quell’uomo che sembra essere l’ultimo legame tra lei e il resto del mondo. Million Dollar Baby è il capolavoro assoluto di Clint Eastwood. Film singolare per l’intera storia del cinema. Il regista Eastwood, qui anche attore e affiancato da Hilary Swank, parla di sentimenti, di coraggio e di paura e lo fa con un pudore talmente intenso ed essenziale da raggiungere e trascinare qualsiasi spettatore.

GRAN TORINO

Gran Torino
Gran Torino

Un veterano della guerra in Korea, Walt Kowalski comincia a correggere il suo vicino, il teenager Hmong, dopo che questi ha cercato di rubare la sua Gran Torino del 1972. Clint Eastwood con Gran Torino si cimenta con stile in un campo complesso e minato, quello della reticenza verso l’altro, dell’odio per il diverso. Un film assolutamente indelebile. L’ultimo in cui Eastwood veste i panni dell’attore e per cui non credeva potesse esserci un grande successo di botteghino. “Non mi aspetto mai niente. Sono sempre stupito del motivo per cui qualcuno va al cinema o perché non va al cinema. Qualunque film tu faccia, lo fai perché speri che qualcuno voglia vederlo, ma non lo sai mai. Quando è uscito, ha ricevuto belle recensioni, ma ciò non significa sempre necessariamente una cosa. Ma poi, quando il pubblico ha iniziato ad apprezzare il film, ho detto: ‘Bene. Sarà un successo’”.

-Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.