Il film “Il traditore” di Marco Bellocchio in copertina sul Morandini 2020

La Zanichelli è pronta all’uscita del nuovo Morandini, storico dizionario dei film e delle serie tv. Per il 2020 il film copertina è Il traditore di Marco Bellocchio, a cui vanno anche 4 stelle. Si tratta a tutti gli effetti del film italiano dell’anno, che dal Festival di Cannes ha rappresentato il nostro Paese in tutto il mondo

Morandini 2020 - dettaglio
Morandini 2020 - dettaglio

Ci sono tradizioni e tradizioni, e nel mondo dell’entertainment italiano alcune vanno assolutamente rispettate. Per questo motivo non poteva mancare il Morandini 2020, ovvero la storica guida per appassionati e non alle produzioni cinematografiche e televisive. Nuova edizione, nuovo anno e quindi nuova immagine. In copertina finisce il migliore film italiano dell’anno precedente, del 2019, e non poteva che essere Il traditore di Marco Bellocchio. Si tratta del film designato dall’Anica per provare la corsa agli Oscar, e seppur non sia riuscito a piazzarsi tra le nomination dei film stranieri, Il traditore resta il migliore film italiano del 2019. Lo abbiamo visto in anteprima mondiale al Festival di Cannes, dove era in Concorso, e lo abbiamo seguito nel suo percorso in Italia e nel mondo. Un film fondamentale sia per la filmografia di Bellocchio sia per il percorso artistico di Pierfrancesco Favino che interpreta il protagonista, Buscetta. In occasione del lancio del Morandini 2020 Zanichelli, in collaborazione con il Cinemino di Milano lancia un’avvincente sfida invitando tutti gli appassionati cinefili a scegliere il proprio film e la propria serie tv preferita tra una selezione di 32 film e 16 serie tv prodotti in Italia negli ultimi 2 anni. Attraverso un contest sulla pagina ufficiale Facebook di Zanichelli, il pubblico è chiamato ad esprimere la propria preferenza. Il film e la serie tv che si aggiudicheranno la finale saranno premiati con un evento esclusivo il prossimo 27 febbraio al Cinemino.

Morandini 2020
Morandini 2020

4 STELLE A IL TRADITORE

Il Morandini 2020 dà al film di Marco Bellocchio ben 4 stelle. Un punteggio e un riconoscimento di tutta importanza nel segmento cinema e nella sua industria. Premiato con 7 Nastri d’Argento e un Globo d’Oro, Il traditore è un “un’opera politica, civile, di denuncia sociale dove (…) l’Autore documenta i fatti con una precisione, una puntualità e un’asciuttezza di linguaggio e di immagini davvero ammirevoli”, si legge nel Morandini. Pierfrancesco Favino, attore incredibile e dalla strepitosa capacità di mutamento fisico e vocale, si distingue ne Il traditore proprio per la sua poliedricità, per la sua padronanza con il personaggio e con il ruolo forte e decisivo affidato. Sicuramente sentiremo parlare di lui e di questo film anche ai prossimi David di Donatello! Il traditore è Tommaso Buscetta, il primo pentito di Mafia conosciuto anche come il “boss dei due mondi”. In questo film tutto il peso del racconto è proprio sulle spalle di questo personaggio e del suo interprete. Bellocchio è un maestro indiscusso ma qui è stato aiutato anche da una scrittura a sei mani (Ludovica Rampoldi, Francesco Piccolo e Valia Santella) minuziosa, dettagliata e umana.

IL MORANDINI 2020 E GLI ALTRI FILM

Il Morandini 2020 (16.500 opere censite nella versione cartacea, 27.000 in quella digitale, dal 1902 all’estate del 2019), promuove altri film celebri della passata stagione cinematografica: 4 stelle vanno anche a Domani è un altro giorno di Simone Spada, con Valerio Mastandrea e Marco Giallini. “È una commedia drammatica esistenziale di forte impatto emotivo, che offre leggerezza, ma mai in modo superficiale, diversi spunti di riflessione”. Mentre a Il primo re di Matteo Rovere da 3 stelle. Un film che per Rovere è stato esercizio stilistico e scenico per potere proseguire con il suo sogno, farne una serie tv. Il film è una ricostruzione in proto latino della nascita di Roma e del duello tra i due fratelli, Romolo e Remo, interpretati da Alessandro Borghi e Alessio Lapice. “Spudorato, coraggioso, brutale, ambizioso”, si legge nella guida. Lo stesso punteggio va a Dafne di Federico Bondi, film intenso che racconta di un padre e di una figlia, quest’ultima affetta dalla sindrome di down. Un racconto cinematografico che ha debuttato alla Berlinale e che non ha lasciato indifferente la stampa italiana soprattutto per il talento della sua protagonista. Si affianca a questo film Il Grande Spirito di Sergio Rubini, in cui lui e Rocco Papaleo vivono una avventura sui tetti. Un’avventura tra “vagabondi” e che fa riflettere sul rispetto verso gli altri. Si legge nel Morandini: “una dichiarazione d’amore per le proprie radici contaminate da un discutibile progresso”.

NON SOLO CINEMA ANCHE SERIE TV

Il Morandini 2020 dedica un’ampia appendice anche alle serie tv italiane ed estere e in questa edizione raccoglie oltre 1100 titoli. Una menzione speciale va inevitabilmente al “nostro” Commissario Montalbano che da 13 stagioni intrattiene il pubblico italiano con le rocambolesche avventure del Commissario Salvo Montalbano, e come si legge: “dall’ottima penna di Andrea Camilleri, la serie più tipicamente italiana e insieme meglio riuscita che sia mai stata realizzata nel Belpaese, con un Luca Zingaretti di una bravura raramente vista in Italia e così perfetto per il personaggio da dare l’impressione che i libri siano stati scritti per lui”. Tra le altre serie a cui il Morandini attribuisce un enorme merito ci sono: Gomorra, riconosciuta in tutto il mondo per il suo taglio cinematografico e per i suoi personaggi ormai iconici, per la sua suspense tra complotti, sparatorie e tradimenti; e L’amica geniale, anch’essa serie internazionale che si rifà all’omonimo libro di Elena Ferrante, di cui vedremo a febbraio 2020 la seconda stagione. Bocciata invece Baby, il teen drama tutto italiano firmato Netflix e liberamente ispirato allo scandalo romano delle baby squillo dei Parioli. Una serie che migliora nella seconda stagione ma nonostante ciò resta colma di grandissimi difetti principalmente in sceneggiatura.

Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.