Festa del Cinema di Roma 2019. Tra star maschili e ritratti femminili

Giocosa e adolescente, la Festa del Cinema si presenta al grande pubblico e lo fa in splendida forma. Da Bill Murray e Martin Scorsese, da Cristina Comencini a Viola Davis il red carpet dell’Auditorium Parco della Musica di Roma è quasi pronto a ospitare tante star (dal 17 al 27 ottobre 2019).

Honey Boy , STILL
Honey Boy , STILL

Se Antonio Monda, direttore artistico della manifestazione, sostiene che la Festa è donna ci pensa Laura Delli Colli, Presidente della Fondazione Cinema per Roma, a sottolineare i percorsi al femminile previsti in calendario, seppur alla presenza di una maggior numero di volti maschili dell’entertainment internazionale. La Festa del Cinema, che compie 14 anni, è in una notevole fase di definizione. Gli Incontri Ravvicinati hanno la meglio (Bill Murray, Viola Davis, Fanny Ardant, Olivier Assayas, Ethan Coen, Benicio Del Toro, Bret Easton Ellis, Ron Howard, Kore–Eda Hirokazu, Edward Norton, Bertrand Tavernier, John Travolta e Jia Zhangke) ma la ricerca di film in festival importanti e non facili da raggiungere continua ininterrotta (tra questi i festival di Toronto e San Sebastián).  Punta di diamante di questa edizione della Festa è inevitabilmente The Irishman di Martin Scorsese, anche se non va per nulla sottovalutato il film evento di Downton Abbey che negli Stati Uniti ha battuto al box office “Ad Astra” con Brad Pitt. Facciamo una panoramica sul programma attraverso quei film che non devono perdersi tra gli eventi più pop. 

SGUARDI AL FEMMINILE

I vari profili femminili cui fa riferimento Laura Delli Colli riguardano le donne dei film della Festa. C’è Antigone di Sophie Deraspe che già dal titolo stesso ci ricollega alla letteratura classica. Antigone è qui una giovane che si rifugia a Montreal dopo la morte dei genitori. Con lei ci sono i fratelli e la nonna. Una ragazza ammirevole, che tiene unita la famiglia. Quando uno dei fratelli viene ucciso dalla polizia la sua vita cambia inevitabilmente, ha quasi un tracollo ed è qui che la legge dell’uomo entra in scena sostituendosi alla giustizia. C’è The Farewell di Lulu Wang che fa fare un viaggio dagli Usa alla Cina. Billi torna nel suo Paese d’origine e trova la nonna molto malata. I familiari si riuniscono per lei da varie parti del mondo e tra consuetudini familiari viene fuori la storia di un popolo totalmente diverso da come lo immaginiamo e una serie di valori che troppo spesso dimentichiamo: come i legami profondi che resistono a spazio e tempo. E poi c’è Judy di Rupert Goold. Non è un nome a caso. Si tratta della storia di Judy Garland che nel 1968 arriva a Londra a trent’anni dalla fama avuta con Il mago di Oz. Il ritratto di una donna di spettacolo fragile e indifesa, ossessionata dalla sua infanzia e dalla Hollywood di quei tempi. 

Judy, Still
Judy, Still

FAMIGLIA, STORIA E FORMAZIONE

Tra i temi cari dei film della 14esima Festa del Cinema ci sono la famiglia, la storia e la formazione. Film che hanno per protagonisti persone con un vissuto comune, alcune delle quali diventate stelle brillanti. Da non perdere sicuramente è Fete de famille di Cedric Kahn.  Siamo in Francia, in un film francese che vede la famiglia riunita per un festeggiamento. In questo caso però c’è la figliol prodiga che torna dopo diverso tempo e porta prima scompiglio e solo dopo armonia. Tra i titoli più attesi e in questa direzione, c’è Honey Boy di Alma Har’el, anche qui è la storia personale di un attore ad arricchire la finzione. Un film che mostra il valore assoluto dell’arte che può salvare la vita, alleggerire le ferite e di come l’immaginazione non sia altro che una forma di speranza; e c’è anche Pavarotti di Ron Howard. Con questo film molta italianità potrebbe essere elogiata. Un documentario che racconta la vita del “tenore del popolo” attraverso un modo classico di narrazione: immagini di repertorio, foto del passato, interviste. Il ritratto di un uomo che conquistato e calcato i palcoscenici più importanti del mondo e il cui talento è da tutti, da sempre e per sempre, riconosciuto. 

APPUNTAMENTI DI GENERE

Alla Festa del Cinema di Roma sono attesi anche film di genere e tra questi da segnalare ci sono Scary stories to tell in the dark e La belle époque.  Scary stories to tell in the dark di André Øvredal è un horror che ha tutte le premesse per essere un gran bel film, votato dalla nota testata americana Rotten Tomatoes quattro stelline su cinque. È un film prodotto dal caro Guillermo Del Toro che ci catapulta negli Usa del 1968, anno di disordini urbani e grandi cambiamenti. Qui una ragazza porta nel reale storie spaventose scritte in un libro che ha superato i confini del tempo e a finire dentro questa voragine di racconti è un gruppo di ragazzi proprio la notte più terrificante dell’anno, la notte di Halloween. La belle époque, diretto da Nicolas Bedos, è una gran bella commedia, di gusto, e la abbiamo già ammirata allo scorso Festival di Cannes. Quale è il giorno più bello della nostra vita? Se ci chiedessero di riviverlo cosa faremmo? In questo caso Victor, reticente alla tecnologia del nostro tempo, sceglie di fare un salto indietro di ben 40 anni e di rivivere il giorno in cui ha incontrato la donna della sua vita. Questi sono solo alcuni dei film che la 14esima Festa del Cinema di Roma propone in programma. Poi ci sono i tanti omaggi a Piero Tosi, Carlo Vanzina, Gillo Pontecorvo, Franco Zeffirelli, Turi Ferro, Luciano Salce, Andrea Camilleri e Ugo Gregoretti. A questi ultimi è dedicato un documentario realizzato con l’aiuto delle due figlie, Ugo & Andrea, scherzi, battute, ricordi, note biografiche e autobiografiche, pensieri profondi narrati con divertito distacco, molta ironia e consapevole condivisione. 

-Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.