Shirin Neshat presenta il nuovo film. L’intervista all’artista e regista

Dal sessismo al misticismo iraniano, passando per uso dei media, interazione col pubblico e ispirazioni dal mondo. Intercettata al Madre per la prima napoletana del suo film, in tour da fine ottobre, Shirin Neshat si racconta in questa video intervista.

La sua voce è come i silenzi nei suoi film. Ipnotica, delicata, una finestra spalancata verso un’intensità contemplativa.  L’abbiamo incontrata al Madre dove è stata invitata per presentare – preceduta da un omaggio musicale e poetico del cantautore e attore Raiz e del giornalista e scrittore Gianni Valentino – il suo nuovo film, Looking for Oum Kulthum, in tour in Italia da fine ottobre, passando per Torino e per Roma, nell’ambito di Videocittà, e in molte altre città italiane, realizzato in collaborazione con Shoja Azari e in co-produzione con In Between Art Film e VIVO Film.

L’INTERVISTA

Shirin Neshat (Qazvin, 1957), Leone d’argento nel 2009 alla Mostra del Cinema di Venezia, dialoga con Artribune e racconta i segreti della cifra inconfondibile della sua arte, fatta di lentezza icastica e lunghe pause di musicale potenza osservativa. E non a caso l’antichissima attitudine mistica iraniana torna al centro delle sue parole: per l’artista, “riflessione non significa depressione, o tristezza, ma è un modo per fare pace con il mondo, e vedere il buono e il cattivo, l’oscurità e la bellezza”.  Le stesse ombre e luci, tra discriminazione, forza rigeneratrice di riscatto e ossessione di fama, che il suo ultimo lavoro rivela nella vita di Oum Kulthum, una delle più celebri cantanti egiziane di ogni tempo. Che il padre addirittura travestiva da maschio, da piccola, pur di permetterle di cantare sulla scena, in un mondo in cui la voce delle donne era silenziata. E così, la chiacchierata scivola anche su cosa significhi parlare di femminismo in arte, e – ancora oltre – su come si possa esprimere poesia senza sdolcinatezza, o su come il transfer del pubblico modifichi il messaggio creativo. Senza dimenticare di indagare il peculiare rapporto tra fotografia e video nella prassi quotidiana dell’autrice, e che tipo di relazione instauri coi luoghi in cui transita o vive, come Napoli e New York. Scopritelo dalla viva voce di Shirin Neshat, nella nostra videointervista…

– Diana Gianquitto

Evento correlato
Nome eventoShirin Neshat - Looking for Oum Kulthum
Vernissage28/10/2018 ore 18
Duratadal 28/10/2018 al 28/10/2018
AutoreShirin Neshat
Generecinema
Spazio espositivoMADRE - MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA DONNAREGINA
IndirizzoVia Settembrini 79, 80139 - Napoli - Campania
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Diana Gianquitto
Sono un critico, curatore e docente d’arte contemporanea, ma prima di tutto sono un “addetto ai lavori” desideroso di trasmettere, a chi dentro questi “lavori” non è, la mia grande passione e gioia per tutto ciò che è creatività contemporanea. Collaboro stabilmente con Artribune dal suo nascere, dopo aver militato fino al 2011 in Exibart. Curo rassegne, incontri, mostre, corsi, workshops e seminari in collaborazione, tra gli altri, con il Pan – Palazzo delle Arti Napoli, il Forum Universale delle Culture 2010, la Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Accademia di Belle Arti di Napoli, l’Università Parthenope e le gallerie Overfoto e Al Blu Di Prussia. Sono da anni ideatrice, curatrice e docente di corsi e laboratori di avvicinamento all’arte contemporanea in numerosi enti culturali, condotti secondo una metodica sperimentale da me ideata che sintetizzo sotto il label di CCrEAA - Comprensione CReativa e Empatico Ascolto dell'Arte e che mira a promuovere un ascolto empatico dell’arte allo scopo di una sua comprensione, comunicazione, divulgazione e veicolazione più profonda e incisiva. La mia ricerca è orientata in particolare verso le forme espressive legate alle tecnologie digitali, all’immateriale, alla luce e all'evanescenza, a un’evocazione di tipo organico, a una ricognizione olistica del senso antropico ed esistenziale capace di armonizzare indagine estetica, sensoriale, cognitiva, emotiva e relazionale. [ph: Giuliana Calomino (particolare)]