Ritorno in Amazzonia: Werner Herzog dirigerà la serie tv Fordlandia

Gli ingredienti per un prodotto di successo ci sono tutti. Un regista di culto, una storia affascinante (e vera) e uno sceneggiatore talentuoso. Fordlandia è il titolo della nuova serie tv diretta da Werner Herzog

Werner Herzog
Werner Herzog

La storia di un fallimento epocale, tanto grande quanto poco conosciuto. Fordlandia, progetto brasiliano dell’industriale Henry Ford iniziato nel 1928 e durato appena sei anni, era una cittadina americana trapiantata nel bel mezzo della foresta amazzonica. Lo scopo del magnate americano dell’automobile era quello di garantirsi un approvvigionamento diretto e a basso costo di gomma, una materia prima indispensabile per le sue fabbriche. Ai lavoratori furono imposti uno stile di vita restrittivo, cibo e case di ispirazione americana, e condizioni di lavoro massacranti, portando abbastanza rapidamente al sorgere di rivolte e al conseguente fallimento del progetto. La storia, raccontata nei dettagli dal libro The Rise and Fall of Henry Ford’s Forgotten Jungle City di Greg Grandin (2009) diventerà presto una serie televisiva, diretta dal regista tedesco Werner Herzog, che la produce insieme ad Ashok Amritraj di Hyde Park Entertainment e Addison Mehr e Priya Amritraj in veste di co-produttori. Un altro gigante lavorerà alla sceneggiatura: il compito di riadattare la storia per la televisione è stato infatti affidato a Christopher Wilkinson, già candidato all’Oscar per la sceneggiatura di Nixon. Gli intrighi del potere, diretto nel 1995 da Oliver Stone.

DA FITZCARRALDO A FORDLANDIA

“Fordlandia è un’incredibile storia vera, e siamo entusiasti di lavorare con Werner, uno dei cineasti più iconici del mondo, e con Chris, uno sceneggiatore eccezionale. La storia di un tycoon dotato di potere assoluto che impone al mondo la sua visione dell’America è estremamente rilevante al giorno d’oggi”, ha dichiarato ai giornalisti Amritraj, inserendo un chiaro riferimento alla figura di Donald Trump e alla sua politica aggressiva e nazionalista. Per Werner Herzog si tratta della terza avventura nel mondo del piccolo schermo, dopo le serie On Death Row (2012-2013) e Filmstunde (1991-1992). Ma l’aspetto più interessante di questo nuovo progetto risiede altrove e sicuramente non sarà sfuggito ai fan del regista bavarese: uno dei suoi capolavori, il controverso e monumentale Fitzcarraldo (1981) era ambientato anch’esso nella foresta amazzonica, dove uno spiritato Brian Sweene Fitzgerald, interpretato da Klaus Kinski e ispirato alla figura storica di Carlos Fermín Fitzcarrald, barone dell’impero del caucciù, sognava di costruire il più grande teatro d’opera del mondo.

– Valentina Tanni

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.