Gli artisti e il cinema: piccola guida in 5 film, in attesa di Final Portrait di Stanley Tucci

In attesa che arrivi in sala il film Final Portrait diretto da Stanley Tucci, una piccola guida di cinque film distribuiti negli anni 2000 che raccontano i grandi artisti, a spasso tra le epoche

La ragazza con l'orecchino di perla
La ragazza con l’orecchino di perla

Il cinema da sempre racconta storie di grandi artisti e più recentemente ha mostrato come lo spazio “museo” sia diventato un luogo imprescindibile per la nostra società. Dall’8 febbraio arriva in Italia, distribuita da Bim, la storia di un artista poliedrico, Alberto Giacometti, pittore e scultore. Nel film si offre un’immagine inedita dell’uomo in un preciso momento della sua vita, sviscerando le vicende della profonda amicizia che lo legò allo scrittore statunitense James Lord. Il film è Final Portrait, presentato con enorme successo alla scorsa edizione della Berlinale. Dietro la macchina da presa un immenso talento, Stanley Tucci. Artribune, in attesa che esca al cinema Final Portrait, ha selezionato cinque film che raccontano la vita degli artisti, non senza qualche sorpresa.

– Margherita Bordino

1. TURNER, UN PICCOLO GIOIELLO

Turner

Turner è un piccolo gioiello del cinema dedicato ai grandi artisti. Il film, presentato in Concorso al Festival di Cannes del 2014, ha alla regia Mike Leigh, mentre il protagonista è Timothy Spall. “Il movimento del quale Turner fu il leader venne definito del ‘Sublime’”, afferma Spall in un’intervista. “Il sublime non era qualcosa di meraviglioso, di perfetto, ma l’unione della bellezza con ciò che vi è, nella natura, di terrificante. La meraviglia insieme all’orrore: ecco il mondo pittorico di Turner”. Eccentrico e non amato dal pubblico all’epoca della release, il film Turner mette in evidenza un profilo privato e drammatico di un uomo che attraverso il mare e il tramonto trova la migliore forma di comunicazione.

2. IL FILM SVEDESE

The Square

The Square è il recentissimo, divertente, intelligente film che ironizza sull’arte e sulla nostra società. Palma d’Oro del 70esimo Festival di Cannes, diretto dal regista svedese (Ruben Östlund) che già nel 2014 con Forza Maggiore ha chiarito bene la sua posizione sul forte squilibrio antropologico e culturale che vive la società contemporanea, The Square è una installazione, un quadrato posto fuori da un museo. Il quadrato in questione è delimitato da un perimetro illuminato al neon. Al suo interno tutti godono degli stessi diritti e doveri. Un simbolo di importante riflessione ma anche una storia che vede protagonista un uomo che ci rappresenta tutti. Vittima di un equivoco iniziale – il furto del cellulare – si presta alla possibilità offerta dal regista a ogni spettatore: “entrare” nel quadrato, prendere parte al gioco e cogliere il più personale significato della storia.

3. ANDY WARHOL AL CINEMA

Factory Girl

Factory Girl è un film del 2006 di George Hickenlooper, la favola triste che racconta l’universo di Andy Warhol. Un film eclettico, dal look patinato e vintage, da molti stato considerato come offensivo verso l’artista. Factory Girl è un ritratto d’epoca e di costume, la costruzione inedita di un personaggio stravagante e a volte eccessivo e delle persone che hanno reso grande la sua arte e la sua cifra stilistica. Il protagonista di Factory Girl è un artista vulnerabile, ma capace anche di un’empatia forte e totale. A vestire i panni di Andy Warhol è Guy Pearce.

4. LA STORIA DI MARGARET KEANE

Big Eyes

Big Eyes è un film a firma di Tim Burton. Ambientato a San Francisco, racconta la storia di Margaret Keane, artista americana che negli anni ’60 ha fatto molto parlare di sé. “Se le sue opere non fossero di buon livello, non piacerebbero a così tante persone”, questo pensava e diceva di lei Andy Warhol. Particolare e complessa la storia di Margaret Keane, si concentra in quello che era il suo tratto distintivo: bambini con grandi occhi. La vicenda della Keane è legata alla figura del marito Walter che per diverso tempo dichiarò sua la paternità dei penetranti ritratti enigmatici, nati invece dalla creatività di Margaret. “Sono molte le ragioni per cui volevamo trarne un film”, hanno spiegato gli sceneggiatori. “Tanto per cominciare Margaret ci sembrava un ottimo personaggio femminile, che in qualche modo incarnava lo spirito del nascente movimento femminista. All’inizio del film è una qualsiasi casalinga degli anni ’50, che fa tutto per il marito. Nel corso della storia, però, imparerà ad affermare se stessa”.

5. LA RAGAZZA CON L’ORECCHINO DI PERLA

La ragazza con l’orecchino di perla

Girl with a Pearl Earring di Peter Webber è un raffinato film dai colori barocchi del 2003. Nell’Olanda della seconda metà del XVII secolo, la giovane Griet si trova a prestare servizio nella casa del maestro Johannes Vermeer. Le loro differenze culturali e sociali vengono superate dalla particolare predisposizione della ragazza nei confronti dell’arte. Lei diventa così la sua musa ispiratrice nonché la modella per un ritratto che rimarrà icona della pittura fiamminga. Nasce così il dipinto “La ragazza con l’orecchino di perla” che dà il titolo al film stesso. La storia toglie il respiro per la sua armonia e gelida bellezza. Del cast fanno parte Colin Firth e Scarlett Johansson.

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.