Può il cattivo umore tramutarsi performance? Bad Mood pervade MAMbo e Live Arts Week a Bologna

Nell’ambito di Live Arts Week, l’artista estone Krõõt Juurak porta al MAMbo di Bologna la performance Bad Mood. E lo spirito dell’azione pervade tutto lo staff del Museo…

MAMbo
MAMbo

È in corso a Bologna, fino a sabato 21 aprile 2018, Live Arts Week. La rassegna, ormai giunta alla settima edizione, mette il punto sulla performing arts e le ricerche sperimentali. A cura di Xing, l’evento è nato nel 2012 dalla fusione di due appuntamenti, Netmage – International Live Media Festival e F.I.S.Co. – Festival Internazionale sullo Spettacolo Contemporaneo, organizzati a Bologna dal 2000 al 2011. Il fulcro della manifestazione 2018 è negli spazi della Ex GAM, lo spazio che per anni ha ospitato la Galleria d’Arte Moderna che si trova di fronte alla Fiera di Bologna, affacciandosi su Piazza della Costituzione. Il programma, come già annunciato, si allarga ad altre sedi:il vicinissimo Padiglione de L’Esprit Nouveau, i più centrali MAMbo, galleria P420, Localedue, Galleriapiù, Tripla e Galleria de’ Foscherari.

BAD MOOD

Al MAMbo, nell’ambito della manifestazione, è in corso un progetto curioso, a firma dell’artista Krõõt Juurak, performer di Tallin che vive e lavora a Vienna. L’artista e coreografa estone lavora su quella che definisce una “condizione performativa”, un umore. Ci racconta: “una performance può essere molto meno di ciò che comunemente intendiamo utilizzando questo termine. Mi piace che il significato della parola performance si riferisca anche a cose semplici, come quando si usa dire “la performance di una automobile” o “la performance di un business”. La performance è in questo caso qualcosa che sta accadendo, è già in atto; mi interessa una performance che sia più un ‘essere’ che un ‘fare’ o un ‘agire’. Un umore può essere effimero ma tuttavia è reale, un umore è reale quanto un’istituzione. Trattando l’umore come materiale cerco di tenere bene a mente che le cose che chiamiamo effimere, persone, stati d’animo, performance, sono in realtà al centro delle istituzioni”. Ma in che cosa consiste questo Bad Mood? L’umore viene offerto come opera d’arte: focolaio di potenziale contagio, il Cattivo Umore può diffondersi e includere chiunque, in questo caso entra nel museo, coinvolgendo il suo staff e lo sguardo del pubblico come ‘condizione performativa’. Bad Mood, concepito dall’artista nel 2014 all’interno del De Appel Curatorial Program – per un’esposizione priva di uno specifico spazio espositivo e senza budget intitolata Three Artists Walk into a Bar -, sta accompagnando tutta la durata del festival.

Bad Mood by Lorenzo Balbi
Bad Mood by Lorenzo Balbi

IL BAD MOOD COGLIE TUTTI

A performare sono tutti: i referenti della reception e della accoglienza del museo, il Presidente dell’Istituzione Bologna Musei, il Direttore Artistico del MAMbo – come vedete nello screenshot – l’assistente alla Direzione Artistica, l’ufficio stampa, il barman, chi si occupa delle relazioni esterne, il responsabile del dipartimento educativo e altri volontari casuali. “Abbiamo invitato Kroot Juurak in diverse occasioni a Bologna perchè ci interessa il suo approccio ‘gassoso’ e obliquo alla performatività”, spiega Silvia Fanti, alle redini del festival. “Il Bad Mood, per esistere, ha bisogno di essere dichiarato come condizione. Aleggia. Non è banalmente uno sgarbo relazionale, ma un’alterazione della ‘normalità’, per quanto anche la normalità sia un costume sociale. Esiste negli occhi di chi guarda. È un sospetto. Dove sta? In cosa si rivela? Può essere anche liberatorio per chi lo ‘performa’, e qui entriamo nella dimensione del contesto. Performato all’interno di un’istituzione può avere una grande potenza”.

FORZARE I LIMITI CON LA PERFORMANCE

MAMbo e l’Istituzione Musei di Bologna hanno accolto la proposta di Xing di indossare il Bad Mood durante Live Arts Week con interesse e auto-ironia. Cosa accade? Provate a chiedere al desk. Libertà massima di esprimere opinioni… Per Xing è un’occasione di sondare la possibilità di estensione della performance. A questa sollecitazione Juurak ha risposto offrendo il proprio stato d’animo come opera, rimanendo per tutta la durata della mostra in un mood vagamente negativo.  Oggi le istruzioni della performance sono in vendita per collezionisti e istituzioni d’arte che affrontano con spirito auto-ironico l’immaterialità della performance, esponendosi alla fragilità (relazionale e d’immagine) di un possibile bad mood”. Abbiamo provato a chiedere anche a Lorenzo Balbi, direttore del MAMbo, cosa ne pensava, che però ci ha risposto in pieno Bad Mood. Al pubblico non resta che sperimentare questa condizione, sperando però che non duri per sempre…

Santa Nastro

www.liveartsweek.it
www.xing.it

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.