La galleria d’arte Giovanni Bonelli apre un nuovo spazio a Milano: “Ecco perché abbiamo deciso di investire sul quartiere Corvetto”
Bonelli lascia la sede storica a Isola e va al Corvetto, e inaugura con una mostra punk che apre al dialogo tra maestri storicizzati e autori contemporanei. Si parte da Mattia Moreni
La galleria Giovanni Bonelli inaugura ufficialmente un nuovo capitolo della sua storia: non si allontana da Milano, ma si trasferisce dalla sede storica di Isola al quartiere Corvetto, in Via Arcivescovo Romilli 20. “L’esigenza era quella di trovare uno spazio che potesse sostituire il nostro, dove sapevamo che non ci sarebbe stato rinnovato il contratto”, spiega Bonelli. Il nuovo spazio, molto luminoso e di metratura simile al precedente, include anche un ambiente al piano inferiore a cui si accede dall’esterno.
Corvetto come nuova destinazione dell’arte milanese
Sono diverse ormai le gallerie che scelgono Corvetto: “Abbiamo cercato di capire quale potesse essere una zona in cui investire, che avesse grandi prospettive: abbiamo individuato Corvetto, un luogo vicino a Galleria Milano, non lontano da Fondazione Prada e dai spazi nuovi di Viafarini, e abbiamo come dirimpettaia la galleria Veda”, continua Bonelli. “È una scommessa: crediamo diventerà una direttrice significativa per l’arte“.
Maestri storicizzati e autori contemporanei da Giovanni Bonelli
La mostra inaugurale avvia un programma che mette in dialogo maestri storicizzati e autori contemporanei. “È una nostra caratteristica, quella di lavorare con gli artisti giovani e più recenti e insieme tornare ai maestri: l’abbiamo fatto già con Novelli, Tancredi e così via”. Il primo maestro è Mattia Moreni (1920–1999) tra i personaggi più radicali e anticonformisti dell’arte europea del Novecento. Il progetto, che nasce dalla collaborazione con le due organizzazioni che hanno in carico la promozione della sua eredità artistica (cioè Associazione Mattia e Archivio Mattia Moreni), arriva a valle delle cinque mostre su di lui aperte in Romagna lo scorso novembre e di quella al MAMbo di Bologna.
Di Moreni, anticipa Bonelli, sarà approfondita specialmente l’ultima fase artistica, quella dedicata alle contaminazioni con l’umanoide: il risultato è The Future Will Be Weird, un’esposizione caustica, post-profetica e punk che celebra la libertà dell’arte come forma necessaria di resistenza.
Gli artisti contemporanei in dialogo con l’ultimo Moreni
Bonelli ha scelto insieme al curatore della mostra, Denis Isaia, una costellazione di artisti di generazioni e stili differenti: sono stati coinvolti Vedovamazzei, Nicola Samorì, Vera Portatadino, Alessandro Pessoli, Giovanni Morbin, Enrico Minguzzi, Pesce Khete, Gelitin, Silvia Dal Dosso, Cult of Magic, Pierpaolo Campanini, Giovanni Blanco. “Tutti hanno avuto un rapporto di studio, di affetto e grande rispetto con Moreni: il mondo della critica e dei giovani artisti guarda a lui con interesse, soprattutto all’ultimo periodo”, chiosa Bonelli. “Moreni deve essere proiettato in questo secolo, anche attraverso gli occhi di artisti che con lui condividono spunti, interessi e, in alcuni casi, persino le origini romagnole“.
Giulia Giaume
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