Martin Parr – Ironia & Amore: istruzioni per una vita felice

Informazioni Evento

Luogo
SPAZIO VARESINA 204
Milano Certosa District, Via Varesina, Milano, MI, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

Da martedì a domenica dalle ore 10.00 alle ore 19.00 (ultimo ingresso ore 18:00)

Aperture straordinarie

7 dicembre 2026

28 dicembre 2026

4 gennaio 2027

Chiusure straordinarie

24 dicembre 2026

25 dicembre 2026

31 dicembre 2026

1° gennaio 2027

Giorni infrasettimanali con prezzo festivo

8 dicembre 2026

6 gennaio 2027

Biglietti

Intero € 12,00 da martedì a venerdì / € 14,00 weekend e festivi

Ridotto bambini 6 - 12 anni € 5 da martedì a venerdì / € 6 weekend e festivi

Artisti
Martin Parr
Curatori
Arianna Rinaldo
Uffici stampa
DAVIS & CO
Generi
fotografia, personale

Un’occasione, per tornare a confrontarsi con lo sguardo del grande fotografo britannico, che osservava la vita quotidiana, i suoi rituali e le sue contraddizioni attraverso uno sguardo di geniale ironia.

Comunicato stampa

Martin Parr. Ironia & Amore: istruzioni per una vita felice, a cura di Arianna Rinaldo, riporta a Milano lo sguardo ironico, curioso e profondamente umano di uno dei più noti fotografi della sua generazione. Dal 15 ottobre 2026 al 28 febbraio 2027, allo Spazio Varesina 204, nel cuore del Milano Certosa District, la mostra invita a rileggere il lavoro di Parr attraverso due parole che ne hanno accompagnato la ricerca fotografica e il rapporto con il mondo: ironia e amore. Un binomio che diventa anche una possibile chiave per guardare alla vita e alle sue contraddizioni, con leggerezza e partecipazione.

Prodotta e organizzata da Varesina 204, da un progetto di Monstrum e YourPictureditor, la mostra presenta 70 fotografie realizzate nell'arco di oltre trent'anni, tra la fine del Novecento e l'inizio del nuovo millennio. Il percorso attraversa alcuni dei temi più ricorrenti nella ricerca di Parr, dalla rappresentazione del tempo libero alla dimensione privata delle relazioni, fino a un gioco di autorappresentazione in cui il fotografo stesso entra nell'inquadratura.

Il primo nucleo conduce il visitatore nei luoghi in cui le persone sembrano concedersi una parentesi dalla quotidianità: spiagge, località turistiche, piste da sci, monumenti e mete affollate da viaggiatori. Dalle spiagge di Benidorm alle piste della Svizzera, dalle piramidi d'Egitto a quelle Maya in Messico, Parr osserva il modo in cui uomini e donne abitano il tempo libero, costruendo una sorta di geografia universale delle vacanze. Accanto ai turisti di ogni parte del mondo ritornano gli inglesi, presenza costante nella sua fotografia, colti nei loro gesti quotidiani, nelle abitudini e nelle eccentricità.

Le immagini provengono da alcuni dei suoi progetti e libri più celebri, tra cui Common Sense, Sign of the Times e The Last Resort. È qui che emerge con particolare evidenza uno degli aspetti più caratteristici della fotografia di Parr: la capacità di trasformare l'osservazione di una scena apparentemente ordinaria in un'immagine capace di raccontare, attraverso un dettaglio, un gesto o un comportamento, qualcosa di più ampio sulla società.

Dalla dimensione collettiva si passa quindi a quella più intima. Una seconda sezione è dedicata all'amore, osservato nelle sue diverse forme e, ancora una volta, attraverso l'umorismo del fotografo. Al centro è la serie Bored Couples, nella quale Parr ritrae coppie alle prese con una quotidianità in cui la complicità sembra essersi consumata. Tra queste immagini compaiono anche fotografie dello stesso Parr insieme alla moglie, in un gioco che coinvolge direttamente il fotografo nel mondo che ha sempre osservato.

Intorno alle coppie annoiate prende forma, per contrasto, una sorta di celebrazione dell'amore popolare e sentimentale: baci, abbracci, cuori, dolci e oggetti dall'estetica volutamente kitsch compongono un universo in cui il romanticismo diventa spettacolo, rituale e immagine condivisa. Anche qui Parr non giudica i propri soggetti, ma li osserva con quella combinazione di distanza e partecipazione che rende il suo sguardo immediatamente riconoscibile.

A chiudere il percorso sono gli ‘autoritratti’: fotografie dallo stile kitsch che Parr si è fatto scattare in diversi luoghi e situazioni, spesso come un normale turista davanti a un monumento, o in uno studio fotografico scenografico o semplicemente in un Photo Booth a tematica turistica. Dopo aver trascorso una vita dietro la macchina fotografica, Parr si mette così dall'altra parte dell'obiettivo e diventa a sua volta uno dei personaggi delle proprie immagini. Un ultimo rovesciamento di prospettiva che restituisce, con ironia, la dimensione personale di uno sguardo costruito per tutta la carriera sull'osservazione degli altri. La stessa possibilità sarà offerta ai visitatori, che potranno a loro volta farsi fotografare in scenari ispirati a quelli delle immagini di Parr, trasformandosi per qualche istante nei protagonisti della mostra.

L’esposizione non propone dunque una lettura cronologica dell'opera di Martin Parr, ma un percorso costruito intorno a ciò che più profondamente attraversa il suo lavoro: la curiosità per gli esseri umani, il piacere dell'osservazione e la capacità di trovare, nelle situazioni più comuni, qualcosa di inatteso. È una fotografia che non ha bisogno di grandi eventi per raccontare il mondo: le bastano una spiaggia affollata, una coppia, un turista, un gesto quotidiano. E, naturalmente, un po' di ironia.

Martin Parr

Martin Parr (Epsom, Surrey, 1952 – Bristol, 2025) ha attraversato oltre cinquant'anni di storia della fotografia, lasciando un'impronta profonda sulla fotografia documentaria contemporanea. Il suo interesse nasce durante l'infanzia, incoraggiato dal nonno George Parr, fotografo amatoriale. Tra il 1970 e il 1973 studia fotografia al Manchester Polytechnic.

Nel 1994 entra a far parte dell’Agenzia Magnum, di cui è Presidente dal 2013 al 2017. Nel 2013 viene nominato visiting professor di fotografia presso la University of Ulster. Alla sua attività di fotografo affianca quella di curatore, dirigendo il festival di fotografia di Arles nel 2004 e la Brighton Bienniale nel 2010.

Il suo lavoro è presente nelle collezioni di importanti istituzioni internazionali, tra cui Tate, Centre Pompidou e Museum of Modern Art di New York. Nel 2019 la National Portrait Gallery di Londra gli dedica la grande mostra Only Human.

Nel 1999 Parr entra nel Guinness World Records grazie alla mostra Common Sense, presentata contemporaneamente in 41 gallerie di tutto il mondo il 1° aprile e successivamente, tra marzo e maggio, in 44 sedi complessive.

Nel 2021 viene insignito del titolo di CBE (Commander of the Order of the British Empire). Nel 2024 riceve il Lifetime Achievement Award dal La Gacilly-Baden Photo Festival e viene riconosciuto come membro della International Photography Hall of Fame.

Nel 2017 fonda a Bristol la Martin Parr Foundation, istituzione dedicata alla conservazione e alla valorizzazione della fotografia britannica e del suo patrimonio fotografico.

I biglietti sono acquistabili su www.getyourguide.com, www.happyticket.it, www.ticketmaster.it, www.ticketone.it, www.vivaticket.com.