Cosima Bucarelli – Non È Cercare Nuove Terre Ma Avere Nuovi Occhi

Parte della mostra diffusa Hypermaremma, la scultura site-specific “Non È Cercare Nuove Terre Ma Avere Nuovi Occhi” diverrà parte integrante del paesaggio che la ospiterà, dissolvendo la distinzione tra cultura e natura.

Comunicato stampa

COSIMA BUCARELLI PORTA LA FIGURA MITOLOGICA DELLA SIRENA IN HYPERMAREMMA CON UNA SCULTURA CHE SI TRASFORMA CON IL PAESAGGIO
L’artista italo-svizzera unisce tradizione locale a temi di ecofemminismo in una scultura fatta in tufo che invita a riscoprire il passato per guardare al futuro.
Ansedonia, 19 settembre 2026

Cosima Bucarelli
, artista italo-svizzera multidisciplinare, parteciperà al museo diffuso della Maremma Toscana, Hypermaremma, con la sua scultura site-specifi c “Non È Cercare Nuove Terre Ma Avere Nuovi Occhi”.
Installata sull’acropoli del sito archeologico di Cosa, ad Ansedonia, in Toscana, tra le rovine dei templi dedicati a Giove, Giunone, Minerva, e la Mater Matuta, la scultura è composta da due parti in tufo, rame e “bombe di semi” per un’altezza massima di 2,6 m.
Ispirata alla sirena bicaudata nelle sue molteplici rielaborazioni – fi gura generativa, liminale e psicopompa – l’opera pone questa immagine mitologica in relazione con la storia della Maremma: un paesaggio sospeso tra cielo, terra e mare, attraversato da stratifi cazioni etrusche, romane e cristiane, nonché da memorie e persistenze pagane. Le forme alludono alle due code della sirena, che l’opera riattiva come elemento semi-astratto spesso omesso nelle successive trasformazioni della sua iconografi a, e a una costellazione di simboli cosmogonici (il serpente, il pesce, l’uccello, il fallo e la vulva) che evocano la vita come danza ciclica in continua rigenerazione.
La scultura mette in relazione antichità e contemporaneità attraverso il tufo, pietra vulcanica porosa impiegata in Etruria fi n dall’antichità, e il rame, lavorato fi n dalla tarda preistoria e ancora oggi essenziale alle infrastrutture elettriche e digitali. L’ossigeno, il sole e la pioggia muteranno progressivamente il colore del rame, mentre le forme di vita che si insedieranno nelle porosità del tufo ne trasformeranno la superfi cie.
Attraverso una performance verrà introdotto l’elemento dell’acqua che nutre il terreno in cui sono state interrate bombe di semi: sfere di argilla, compost e semi di fi ori, ispirate alla pratica di semina resa nota da Masanobu Fukuoka. Il gesto attiverà un dispositivo rituale che sposta l’attenzione dall’artefatto al paesaggio: una pratica di attenzione e cura, che rende visibile l’interdipendenza tra umani e ambiente.
Con il passare delle stagioni, la scultura diverrà parte integrante del paesaggio che la ospiterà, dissolvendo la distinzione tra cultura e natura, come nelle Vie Cave etrusche e nelle cave da cui proviene il tufo: luoghi diversi, entrambi incisi dall’azione umana, che il tempo, gli elementi e la vegetazione tornano lentamente ad abitare senza cancellarne la memoria.
Come parte della collaborazione con Hypermaremma, alcune sculture precedentemente create da Cosima Bucarelli sono state fotografate all’interno della casa dell’artista Gaetano Pompa, che ha vissuto a pochi metri dal parco archeologico.

“La collaborazione con Hypermaremma è nata da una passione condivisa per la magia e i misteri della Maremma, fra i quali la casa di Gaetano Pompa occupa un posto speciale,” dice
Cosima Bucarelli
. “La sirena bicaudata, interpretata anche da Pompa, si è introdotta nella mia ricerca come un bisbiglio sempre più insistente.”
Cosima Bucarelli
continua: “Seguendola, ho esplorato terre conosciute con nuovi occhi e sono discesa nel passato – personale e collettivo – alla ricerca di quella parte rimossa di noi stessi, insieme animale e spirituale, necessaria per interrogare e ricomporre la frattura tra natura e cultura.”
Contemporaneamente a Hypermaremma, Cosima Bucarelli esporrà la sua opera “First and Failed Attempt at Being a Plant” alla mostra JOY dello studio East Quay a Watchet, Regno Unito, e parteciperà al programma di ricerca Alternative Ecologies (ALT-ECO) con l’Institute of Postnatural Studies di Madrid. Dall'estate del 2026 fa parte dello studio Kindred Studios di Londra.
“Ciò che amo del lavoro di Cosima è quanto sia strano e sorprendente. Sembra un portale verso un altro mondo: non riesco a dire dove inizi o fi nisca, né nella sua forma fi sica né attraverso l'elemento performativo che vi apporta. L'opera non si stabilizza mai in un unico stato, il che risulta profondamente vero e stranamente rassicurante,” dice
Adam Greenhalgh, COO di Kindred Studios