Sergi Barnils – La memòria de la pedra
MARCOROSSI artecontemporanea è lieta di presentare La memoria de la pedra, nuovo ciclo di opere di Sergi Barnils che inaugura nelle gallerie di Milano, Verona e Torino, dopo l’anteprima di Pietrasanta a luglio.
Comunicato stampa
MARCOROSSI artecontemporanea è lieta di presentare La memoria de la pedra, nuovo ciclo di opere di Sergi Barnils che inaugura nelle gallerie di Milano, Verona e Torino, dopo l’anteprima di Pietrasanta a luglio.
La mostra presenta pietre scolpite lavorate con la tecnica dell’encausto — la pittura a cera e fuoco di tradizione greca e romana — e incise con il segno inconfondibile di Barnils. Ogni sede ospita inoltre una grande tela dell’artista catalano, che offre una lettura più ampia del suo universo pittorico e permette di mettere in dialogo la dimensione scultorea delle pietre con la planarità della pittura.
Il titolo evoca il rapporto profondo che Barnils intrattiene con la materia: la pietra non è soltanto supporto, ma custode di memoria stratificata, di tempo sedimentato. Come nella precedente serie Pedra Cèlica, anche in questo nuovo ciclo la tecnica a encausto si adatta alle superfici porose del marmo, del granito, della lavagna e di altre pietre: la cera copre la materia, la sigilla, consegnandole una luminosità interiore irriproducibile con altri mezzi. Le pietre assumono una forte presenza oggettuale: accanto a forme frastagliate e irregolari, evocative di antichi reperti e frammenti della storia, compaiono in questo ciclo anche sagome geometriche — tondi, ovali, rettangoli, rombi — che introducono una tensione nuova tra il rigore della forma e l’imprevedibilità della materia.
I graffiti che solcano le superfici — segni primordiali, alfabeti visionari, tracce di una scrittura senza lingua — appartengono a un vocabolario visivo che Barnils ha elaborato e raffinato nel corso di quattro decenni. In La memoria de la pedra questi segni si caricano di una nuova tensione: incisi sulla pietra, sembrano emergere da una profondità geologica, come se la mano dell’artista avesse soltanto liberato ciò che la materia già conteneva.
Il progetto si configura così come una riflessione sulla permanenza e sulla fragilità: la pietra — tra i materiali più duraturi che l’uomo conosca — diventa il luogo in cui si depositano le intime riflessioni di Barnils sulla condizione umana, sul tempo, sulla celebrazione della vita in ogni sua forma.
Sergi Barnils
Nato a Barcellona nel 1954, Sergi Barnils si dedica pienamente alla pittura dagli anni Ottanta. Il suo linguaggio raggiunge nel tempo una piena maturità, evolvendo verso una sintesi dello spazio in cui il segno incisivo e raffinato dialoga con una cromia di forte radice mediterranea. Barnils perfeziona negli anni la tecnica a encausto, la pittura a cera e fuoco dei Greci e dei Romani, condensando nelle proprie immagini le sue riflessioni sulla condizione umana e il personale sentimento di celebrazione della vita. In anni recenti l’artista si è accostato alla scultura su pietra, espandendo il proprio alfabeto visivo alla tridimensionalità.