Arte, impresa e territorio. La Galleria BPER si racconta con una serie podcast
Tre episodi (realizzati da Artribune) ripercorrono la storia, le strategie e le nuove prospettive della corporate collection di BPER Banca, tra patrimonio storico, arte contemporanea, innovazione digitale e nuovi presìdi culturali
Che cosa può avere in comune una banca con un museo? La domanda, apparentemente provocatoria, è il punto di partenza dei tre podcast realizzati da Artribune in collaborazione con La Galleria BPER, la corporate collection di BPER Banca. Un percorso in tre episodi che attraversa la storia e il patrimonio della collezione, ma soprattutto si interroga sul ruolo che oggi una collezione d’impresa può assumere all’interno della società. Oltre 10mila opere inventariate costituiscono un patrimonio articolato in nuclei territoriali e oggi sempre più accessibile attraverso mostre, attività educative, collaborazioni istituzionali e strumenti digitali. Una vocazione che prenderà forma con l’apertura del nuovo Polo Culturale dell’Aquila atteso per il 3 settembre, e il 6 ottobre a Ferrara. A dar voce alla storia e agli obiettivi futuri della Galleria BPER è Sabrina Bianchi, Responsabile del Patrimonio Culturale di BPER Banca. Di seguito una breve introduzione dei podcast.
La Galleria BPER: dalla collezione d’impresa a un progetto culturale diffuso
Il primo episodio parte dall’apparente distanza tra arte e mondo bancario, per ricostruire le origini del collezionismo d’impresa e arrivare alla nascita de La Galleria BPER. La storia della collezione affonda le proprie radici alla fine degli Anni Cinquanta, quando l’allora Banca Popolare di Modena iniziò ad acquistare opere per gli ambienti istituzionali. Quello che nasceva come un insieme di opere destinate agli spazi della banca si è progressivamente trasformato in un patrimonio molto più ampio, cresciuto insieme all’espansione territoriale di BPER. Dal nucleo emiliano-romagnolo, fortemente legato alla tradizione rinascimentale e barocca, la collezione si è infatti estesa attraverso successive acquisizioni e integrazioni. Dal 2017 questo patrimonio viene organizzato e valorizzato attraverso La Galleria BPER, e oggi trova una traduzione concreta anche nell’articolazione delle sedi storiche di Modena, Genova, Brescia e Milano, a cui si affiancano i nuovi poli.
Il primo nuovo tassello sarà il Polo Culturale dell’Aquila, ospitato nello storico Palazzo Farinosi Branconi, dedicato alla collezione permanente e al dialogo con la storia artistica e culturale abruzzese.
Dalla valorizzazione del contemporaneo ai nuovi luoghi della cultura
Il secondo podcast sposta l’attenzione dalla storia della collezione alle modalità con cui il patrimonio viene oggi attivato e condiviso. Mostre, talk, visite guidate, laboratori e percorsi per le scuole diventano strumenti per avvicinare pubblici differenti all’arte, mentre il contemporaneo entra progressivamente nella collezione attraverso acquisizioni, collaborazioni e progetti dedicati anche alla valorizzazione del talento femminile. Un esempio è il BPER Prize, realizzato in collaborazione con Arte Fiera e assegnato nel 2026 a Silvia Giambrone. Ma la dimensione territoriale resta centrale: ogni sede sviluppa una propria identità, mettendo in relazione il patrimonio della banca con il contesto nel quale si trova. Un principio che sarà particolarmente evidente anche nel prossimo appuntamento di Ferrara, dove il 6 ottobre verrà inaugurato il nuovo polo culturale negli spazi di Palazzo Barbantini-Koch. In occasione dell’apertura sarà presentata la mostra VANITAS. Fiori e simboli, da Hayez a Casorati, realizzata in collaborazione con Il Sole 24 ORE Cultura, che proporrà un dialogo tra opere della Collezione BPER e importanti prestiti intorno ai temi della natura morta e del simbolismo nella pittura italiana tra Otto e Novecento. Anche Modena conferma la vocazione della Galleria a costruire percorsi capaci di mettere in relazione il patrimonio e la ricerca contemporanea, ne è un esempio CAOS χάος. Spazi e poetiche dell’arte informale, a cura di Daniela Ferrari, nell’ambito della XXVI edizione di festivalfilosofia dedicata al caos (e visibile dal 18 settembre 2026 al 7 febbraio 2027). A partire dalle opere della corporate collection BPER e da un nucleo di prestiti provenienti da musei, fondazioni e collezioni pubbliche e private, la mostra riunirà lavori di artisti come Carla Accardi, Afro, Renato Birolli, Alberto Burri, Giuseppe Capogrossi, Lucio Fontana, Gastone Novelli, Antonio Sanfilippo, Giuseppe Santomaso, Emilio Scanavino, Tancredi, Giulio Turcato ed Emilio Vedova.
Il digitale nel futuro della Galleria BPER
Il terzo e ultimo episodio guarda al futuro e affronta il rapporto tra arte, tecnologia e accessibilità. Per una collezione distribuita in numerosi territori, il digitale rappresenta la possibilità di superare i limiti fisici delle singole sedi e raggiungere nuovi pubblici. Social network, piattaforme online, QR code, realtà aumentata e strumenti di intelligenza artificiale diventano strumenti complementari per raccontare le opere e ampliare l’esperienza di visita. Tra i progetti più significativi c’è la digitalizzazione dell’archivio storico di Modena, realizzata insieme all’Università di Modena e Reggio Emilia, con una parte dei contenuti già accessibile attraverso la piattaforma Lodovico, oltre al lavoro in corso sulla digitalizzazione delle opere della collezione.
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