Sarà l’Antico Vinaio a gestire il bar e il ristorante di Palazzo Strozzi a Firenze

La Fondazione Palazzo Strozzi rilancia il suo servizio di ristorazione affacciato sul cortile del ’400 ingaggiando il fenomeno fiorentino della focaccia (ma non vuole code)

L’Antico Vinaio entra nella ristorazione museale: dopo la conquista di Firenze (e di decine di città nel mondo, da Los Angeles a Dubai passando per Roma e Milano), il brand diventato celebre per le focacce farcite e le schiacciate andrà a gestire il bar ristorante di Palazzo Strozzi in una veste più curata, un po’ bistrot, senza l’asporto che li ha resi così popolari. L’annuncio ufficiale, anticipato dalla Nazione, arriverà nelle prossime settimane.

Il successo dell’Antico Vinaio

L’Antico Vinaio nasce come un classico vinaino fiorentino in Via dei Neri: alla fine degli Anni Ottanta la famiglia Mazzanti rileva il locale portando focacce e schiacciate, salumi e formaggi: Il locale diventa nel 2014 il più recensito al mondo su TripAdvisor. Tommaso Mazzanti (classe 1990) entra nell’attività nel 2006, e la dirige dal 2016: con l’aiuto dei social l’Antico Vinaio diventa una meta cult di Firenze, procedendo a espandersi fino ad avere a56 punti vendita nel mondo (negli USA in collaborazione con Joe Bastianich). Il fatturato è cresciuto da 26 milioni nel 2022 a 62 milioni nel 2024, fino a raggiungere gli 80 milioni nel 2025.

Le polemiche per le code all’Antico Vinaio

Questo successo, e la folla di clienti che ne è seguita, ha portato le sue polemiche: le code di Via dei Neri sono diventate il simbolo dell’overtourism nel centro storico fiorentino. La strada è stata congestionata per anni, soprattutto prima della pandemia, di turisti che si accampavano dovunque.

Il rilancio dello spazio di ristorazione di Palazzo Strozzi

La Fondazione Strozzi, che in questi giorni ha registrato il suo record assoluto di presenze per la mostra su Mark Rothko, era alla ricerca di una proposta in grado di rilanciare lo spazio nel cortile quattrocentesco che fosse aperto sia ai visitatori del museo sia alla città intera. La proposta della catena di ristorazione li ha convinti, ma dovrà essere garantito un livello più alto di quello solitamente offerto – addio a code chilometriche e accampamenti sul marciapiede – con servizio al tavolo e un menù vario.

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Redazione

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