A Torino grande mostra su Antonio Bazzi detto il Sodoma: un genio del Rinascimento da scoprire
Fino al 6 settembre 2026 al Museo Accorsi-Ometto il pittore vercellese che lavorò tra Roma e Siena è protagonista di una mostra che lo segue dagli esordi all’affermazione. Grazie a numerosi confronti, emerge l’estro di Antonio Bazzi detto Sodoma
Pure essendo una mostra di studio, ricca di documenti e di ricostruzioni, quella dedicata al Sodoma (Vercelli, 1477 – Siena, 1549) al Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto di Torino è assai affascinante anche per un pubblico più ampio rispetto a quello specialistico. Curata da Serena D’Italia, Luca Mana e Vittorio Natale, propone soprattutto gli anni di formazione del pittore vercellese, che nel corso del tempo viaggia tra Lombardia, Veneto, Toscana, Lazio, dove gli viene commissionato il soffitto della Stanza della Segnatura in Vaticano. Sono passati quasi ottant’anni dall’ultima retrospettiva dedicata ad Antonio Bazzi detto il Sodoma, retrospettiva che si tenne tra Vercelli e Siena nel 1950. Il manifesto pubblicitario di quest’ultima è stato creato da un giovane Armando Testa ed è proposto in mostra.
Il giovane Sodoma nella mostra del Museo Accorsi-Ometto
Il sottotitolo della mostra, accompagnata da un catalogo edito da Dario Cimorelli, Alla conquista del Rinascimento, è fedele a quanto proposto. La preziosa rassegna è dedicata alla formazione e alla produzione iniziale del pittore, che a tredici anni viene inviato a bottega da Giovanni Martino Spanzotti. È in mostra il documento con cui il padre di Giovanni prende accordi sul mantenimento del figlio che si trasferisce dal maestro a Casale Monferrato.

Un pittore tutto da scoprire in mostra a Torino
La rassegna, composta da una cinquantina di opere, propone anche dipinti, medaglie e oggetti che hanno contribuito alla formazione del giovane pittore. Tante sono le esperienze da lui maturate in quegli anni, esperienze che hanno contribuito a sviluppare il linguaggio originale per cui il Sodoma è conosciuto. Le opere in mostra sono in buona parte presentate per la prima volta, molte di esse provengono da collezioni private altre da musei regionali, ma non mancano le provenienze prestigiose quali l’Accademia Carrara di Bergamo, la Pinacoteca di Brera di Milano, il Musée Jacquemart-André di Parigi, la Galleria Borghese, i Musei Vaticani e la Pinacoteca Capitolina di Roma, la Biblioteca Reale, la Galleria Sabauda, i Musei Reali, Palazzo Madama e la Pinacoteca dell’Accademia Albertina di Torino.

Il percorso espositivo della mostra dedicata al Sodoma
La mostra, che si apre con il toccante Ecce Homo (circa 1510-ante 1516), è divisa in sette sezioni. Nella prima sezione, oltre alle opere dello Spanzotti sono anche quelle degli artisti conosciuti nella sua bottega. La rassegna prosegue con il lavoro del giovanissimo Bazzi accanto a quelli del giovane Defendente Ferrari, anch’esso in bottega. Viene, quindi, presentata una recente attribuzione al Sodoma, la Sacra Famiglia con san Giovanni Battista e un angelo, di collezione privata. Di grande interesse gli artisti incontrati nella Milano leonardesca dove il giovane pittore arriva: da Bernardo Zenale al Maestro della Pala Sforzesca (che è forse da identificarsi con Giovanni Angelo Mirofoli da Seregno) a Giovanni Antonio Boltraffio. Stupendo il Compianto sul Cristo morto del 1500-1503 di un Sodoma poco più che ventenne.

Il Rinascimento interpretato dal Sodoma tra Roma e Siena
La mostra si sviluppa con il Rinascimento dell’Italia centrale. Sono qui due opere del Pinturicchio, artista a cui Sodoma guardò con particolare attenzione mentre si trovava a Roma: un affresco staccato di collezione privata raffigurante Gesù Bambino benedicente , che si suppone provenga dagli appartamenti Borgia in Vaticano, e di un tondo con la Sacra Famiglia appartenente alla Pinacoteca Nazionale di Siena. Sono in mostra anche due poco comuni Pietà che arrivano dalla Confraternita di Santa Maria dell’Orto e dalla collezione romana Patrizi di Montoro. Interessante anche la parte sugli scambi culturali tra il Piemonte, che guarda a Oltralpe, e il centro Italia con Macrino d’Alba e Gaudenzio Ferrari. La mostra chiude con le opere della maturità di un artista che a tutto diritto va collocato tra le personalità più particolari del Rinascimento italiano.
Angela Madesani
Torino // fino al 6 settembre 2026
Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento
MUSEO ACCORSI-OMETTO – Via Po, 55
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