Un giornale è un po’ come un condominio. Riunioni, inquilini storici, ospiti temporanei e tante, tante storie. La similitudine ce l’ha suggerita l’opera che figura sulla copertina del nuovo Artribune Magazine: il dipinto di Pierluigi Scandiuzzi, intitolato Art tribù e realizzato appositamente per questo numero, raffigura il citofono del suo condominio immaginario, abitato da spazi indipendenti, artisti, conoscenti, amici.
La pluralità come valore
La pluralità degli argomenti e delle chiavi di lettura del presente è sempre stata una forza di questo giornale e continuerà ad esserlo: ciascun inquilino del nostro palazzo porta con sé un punto di vista differente, un aspetto ogni volta diverso su quello di cui scriviamo, che in una parola possiamo chiamare “cultura”. Una parola che non è poi soltanto una parola, ma mille: cultura è orgoglio e linfa; è professione, confessione e passione; è industria e investimento, per chi ha uno sguardo lungimirante e affettuoso verso il nostro Paese. Nonostante tutte queste differenti accezioni, in questo numero – come in quelli passati e in quelli futuri – abbiamo deciso di porre al servizio della cultura quello che ci riesce meglio: raccontare al di là delle convenzioni.
I contenuti del nuovo Artribune Magazine
In questo nuovo Artribune Magazine troverete affondi sulla maggiore kermesse d’arte contemporanea globale, la Biennale di Venezia, con le nostre opinioni sulla mostra e sui padiglioni nazionali, e con una intervista al team curatoriale che ha portato a termine il lavoro di Koyo Kouoh. Abbiamo poi raccolto voci e casi studio su come il videogioco GTA (e in particolare il suo quinto capitolo) ha influenzato la produzione degli artisti contemporanei negli ultimi decenni, in attesa dell’uscita di GTA VI, prevista a novembre videogioco. Chi cerca consigli di viaggio, come sempre con un taglio culturale e sostenibile, potrà leggere i nostri itinerari a Tolosa e nelle Fiandre. Non mancano poi racconti fotografici del nostro territorio (il nuovo appuntamento con la rubrica Giro d’Italia ci porta a Matera) e approfondimenti sul panorama emergente, da sempre al centro delle nostre attenzioni: per la rubrica Studio Visit, risponde alle nostre domande il pittore Roberto de Pinto, mentre per Osservatorio Residenze dialoghiamo con Francesca Ciampa di ExtrArtis, residenza per artisti a Sorrento. E dato che l’estate si avvicina al suo apice, abbiamo selezionato alcuni libri da portare sotto l’ombrellone. Chi ama le letture illustrate può invece sbirciare a pagina 88: troverà un fumetto inedito di Lise e Talami, realizzato appositamente per il nostro magazine. Chiude il numero una serie di opinioni sul ruolo delle mostre, sulla (carente) internazionalità dei musei italiani, sulle crisi dell’arte contemporanea, sulla malagestione dei luoghi storici della Capitale, sull’arte immersiva, sul turismo invasivo. E sul nostro sport nazionale: non certo il calcio, come dimostrano i mondiali tutt’ora in corso, ma l’autolesionismo culturale.

Le Grandi Mostre su Artribune Magazine
Ad arricchire Artribune Magazine c’è l’inserto Grandi Mostre, dedicato agli eventi espositivi di maggior richiamo in Italia e, dal 2025, anche all’estero. Un osservatorio privilegiato sulle esposizioni che stanno ridefinendo il panorama museale internazionale, arricchito da interviste e approfondimenti esclusivi.
Il numero 53 si apre con la riscoperta dell’opera di Mariuccia Secol al Muzeum Susch, in Svizzera, pioniera del femminismo italiano, alla quale è dedicata anche la cover della rivista. Non mancano approfondimenti sui protagonisti dell’arte internazionale, da Jasper Johns al Guggenheim Bilbao a Lee Miller al Musée d’Art Moderne di Parigi, passando per il dialogo tra Italia e Spagna nel Gotico Mediterraneo al Museo del Prado, a Madrid.
Le grandi mostre in Italia si raccontano su Artribune Magazine
Oltre alle mostre internazionali, Grandi Mostre continua la sua ricognizione nei progetti espositivi italiani, passando per la grande antologica che il MAXXI L’Aquila dedica ad Ai Weiwei, i percorsi della Fondazione Prada di Milano con Cao Fei e Hito Steyerl e il grande progetto espositivo dedicato a Mark Rothko negli spazi di Palazzo Strozzi a Firenze. A contraddistinguere la rivista sono anche gli approfondimenti dedicati agli addetti ai lavori che promuovono, organizzano e valorizzano i grandi eventi espositivi. Per questo numero, nella rubrica “Dietro le grandi mostre“, interviene il gallerista Angelo Enrico, protagonista di alcune delle più importanti collaborazioni con istituzioni italiane e straniere.
Per un lettore-portinaia
Chiudiamo con un invito al lettore: in questo grande condominio che è Artribune, non si limiti a vestire i panni di un passante curiosone, o di un dirimpettaio voyeur, bensì quelli della portinaia impicciona, che di questo palazzo sa molto di più degli stessi inquilini. E che soprattutto non smette di commentare e dire la sua: perché dai nostri lettori non ci aspettiamo altro che un confronto attivo e serrato.
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