Alle sfilate di Parigi è andata in scena la forma più nobile della moda: quella tra arte e storia 

Per l’autunno inverno 2026 2027, le più grandi maison hanno presentato le loro collezioni di Haute Couture. Come sempre, c’entra anche l’arte 

L’appuntamento parigino con la settimana dell’Alta Moda è terminato giovedì 9 luglio, mettendo fine alla stagione degli show. Dalle sfilate floreali di Dior e Chanel alla prima volta di Pierpaolo Piccioli da Balenciaga: questa edizione della Haute Couture è stata ricca di novità. Abbiamo raccolto i momenti più significativi della Haute Couture Week, tra arte e storia, passato e presente.

Alle sfilate di Parigi è andata in scena la forma più nobile della moda: quella tra arte e storia 
Schiaparelli

Schiaparelli alla Haute Couture Week di Parigi

Come da tradizione, la settimana della Haute Couture si apre con Schiaparelli. La maison fondata da Elsa Schiaparelli continua a distinguersi per una visione creativa che sfida le convenzioni. La collezione The Abyss mette in evidenza tutta la maestria dell’atelier: bustier scolpiti che ridefiniscono la silhouette, volumi quasi alieni che richiamano l’estetica di Thierry Mugler degli anni Novanta, lavorazioni artigianali in pizzo, seta e lattice, oltre a elementi tridimensionali che rendono omaggio allo spirito surrealista della fondatrice italiana. Daniel Roseberry continua a mettere in dialogo tecniche tradizionali e innovazione tecnologica – lo dichiara personalmente a fine della sfilata. La collaborazione con laboratori specializzati nella lavorazione del silicone presso Parigi ha permesso di creare capi fluidi ma al tempo stesso fortemente strutturati, confermando la couture come terreno di sperimentazione e di creatività legata ad un’altissima attenzione al capo.

Dior alla Haute Couture Week di Parigi

Jonathan Anderson presenta al Musée Rodin la sua seconda collezione Haute Couture per Dior. Il designer irlandese rilegge i codici storici della maison attraverso una silhouette più ampia e morbida: il celebre New Look del 1947 sembra sciogliersi in volumi fluidi e stratificati. L’allestimento della sfilata evocava un bosco rigoglioso, popolato da fiori, alberi e vegetazione lussureggiante, da cui emergevano le modelle avvolte in look costruiti attraverso sfumature cromatiche e sovrapposizioni, come quelle di Lynda Benglis, una delle ispirazioni di Anderson per questa collezione. Non manca il riferimento all’arte contemporanea. Ispirandosi alle opere della Benglis, Anderson modella i tessuti fino a farli sembrare superfici metalliche o colate di lattice liquido. La femminilità immaginata dal designer resta profondamente legata alla tradizione Dior: elegante, raffinata e allo stesso tempo reinterpretata con uno sguardo contemporaneo.

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Dior

Chanel alla Haute Couture Week di Parigi

Pur rimanendo una delle poche grandi maison indipendenti del lusso, Chanel continua a esplorare il tema floreale che da diverse stagioni attraversa la moda internazionale. Per la collezione Haute Couture Autunno 2027, Matthieu Blazy si lascia ispirare alle fiabe. L’origine della collezione risiede in un volume di Charles Perrault ritrovato nella biblioteca di Gabrielle Chanel, nello storico appartamento di Rue Cambon 31. La sfilata racconta un universo fiabesco attraverso un linguaggio ironico e sofisticato: borse a forma di piccoli orsetti, galline, tacchi che ricordano un uovo e ricami floreali che sembrano nascere direttamente dal tessuto. L’immaginario delle fiabe attraversa l’intera collezione, arricchendo anche i dettagli più minuti e confermando la capacità della maison di trasformare l’haute couture in racconto. Blazy ammette che in questa collezione si era ispirato alle donne che indossano Chanel.

Alle sfilate di Parigi è andata in scena la forma più nobile della moda: quella tra arte e storia 
Chanel

Armani Privé alla Haute Couture Week di Parigi

Pochi minuti prima della sfilata, Silvana Armani osserva il moodboard della collezione Autunno 2027. Armani Privé rimane una delle pochissime maison italiane ancora protagoniste del calendario parigino dell’Alta Moda. La designer sceglie di proseguire con coerenza il linguaggio costruito da Giorgio Armani. I pantaloni, da sempre elemento fondamentale del guardaroba Armani, occupano un ruolo centrale anche in questa collezione.Il look d’apertura, caratterizzato da una giacca allungata impreziosita da cristalli color smeraldo, richiama alcune delle collezioni firmate Giorgio Armani nei primi Anni Dieci. L’intenzione è chiara: custodire il patrimonio estetico della maison italiana, mantenendo quell’equilibrio tra rigore, femminilità ed eleganza che ha reso riconoscibile Armani nel mondo. In una stagione segnata da debutti e cambi di direzione creativa, Armani Privé continua a parlare di eterea eleganza come ce lo ha insegnato il maestro deceduto.

Alle sfilate di Parigi è andata in scena la forma più nobile della moda: quella tra arte e storia 
Armani Privé

Balenciaga alla Haute Couture Week di Parigi

Pierpaolo Piccioli firma la sua prima collezione Haute Couture per Balenciaga, scegliendo di riallacciare il dialogo con il patrimonio della maison. Cristobal Balenciaga credeva che un couturier dovesse essere anche un architetto. È proprio questa dimensione scultorea che Piccioli decide di riportare al centro della collezione, come appunto quella di Demna negli anni recenti con il debutto nella Haute Couture qualche anno prima. Le silhouette tornano ampie e monumentali, costruite attraverso stratificazioni e gonne che sfiorano il pavimento. L’atelier dimostra ancora una volta il proprio savoir-faire nella lavorazione di pizzi, sete, cotoni ricamati e paillettes. La palette cromatica vivace richiama alcuni dei momenti più iconici del lavoro di Piccioli per Valentino, soprattutto il periodo del covid, pur rimanendo legata all’identità di Balenciaga. Come ha dichiarato lo stesso designer: “La couture riguarda ancora la relazione tra le persone e la conversazione con il corpo”. E la sua relazione è quella legata all’archivio e alla manualità delle sarte che lui ha portato con sé a fine della sfilata.

Vova Motrychuk

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