La Svizzera celebra il grande artista Max Bill con una mostra a Chiasso
Fino al 12 luglio 2026 il m.a.x. museo di Chiasso dedica una mostra retrospettiva all’architetto, designer, pittore e intellettuale svizzero. Nel percorso si rivelano gli ideali insiti nell’astrazione di Max Bill
Fin dal titolo, La grammatica della bellezza, la monografica che il m.a.x. museo dedica a Max Bill (Winterthur, 1908 – Berlino, 1994) evidenzia la fusione di ordine e libertà, di metodo e inventiva che fu alla base della sua arte. È difficile per l’occhio odierno rinunciare all’associazione automatica tra contenuto e figura: l’astrazione viene per lo più vista come esercizio formale. Proprio per questo, un grande merito della mostra curata da Karin Gimmi e Nicoletta Ossanna Cavadini, oltre al taglio scientifico puntuale, è quello di far percepire concretamente il legame inestricabile tra forma e visione del mondo libertaria nella ricerca di Bill. Ciò avviene facendo ricorso a prove documentarie allestite in maniera suggestiva ma anche su un piano intuitivo, tramite un allestimento sobriamente “sinfonico” che restituisce l’idea di arte totale del grande pittore, architetto e designer.

La mostra su Max Bill al m.a.x. museo di Chiasso
Nella prima sala, gli anni di formazione vengono ricostruiti mantenendo sempre come traccia parallela l’influenza della Storia. Come in un’incubatrice dello stile maturo che verrà, vengono proposti esempi delle prime prove pittoriche: gli stili dei grandi nomi dell’arte da lui via via incontrati vengono introiettati e sublimati. E l’attenzione viene posta anche sulle esperienze di comunitarismo libertario da lui vissute. Tutto cambia con l’avvento della geometria. Nei disegni, nei dipinti, nelle incisioni e nelle sculture neocostruttiviste, la sua astrazione “democratica” dà vita a opere aperte, che interagiscono con l’ambiente e che idealmente superano i propri confini. Lo spazio delineato nei lavori è condiviso, comunitario, dialettico – come dimostrano anche i tratti di “morbidezza” insiti in tutte le sue costruzioni, anche quelle apparentemente più austere.
Max Bill tra arte, architettura e design
Nella seconda sala la parte documentaria verte in particolare su episodi decisivi come il Padiglione svizzero alla Triennale del 1936, mentre un importante nucleo di lavori da parete e di sculture evidenzia la maturazione definitiva dell’idea di forma come spazio assoluto di libertà, puro eppure implicato nel mondo. Nelle stanze successive – e si entra qui nel culmine della mostra – l’eclettismo di Bill viene poi dimostrato facendo dialogare le sue realizzazioni nel campo dell’architettura, del design e della pittura.
L’eclettico universo estetico di Max Bill in mostra a Chiasso
L’ampia selezione di dipinti che riempie queste sale, in particolare, consente di immergersi completamente nel suo universo estetico. Permutazioni, applicazioni estroverse della teoria del colore, meccanismi percettivi sono un territorio di esplorazione mai schematico o ripetitivo. Colpisce come, pur accostando tanti dipinti e creando una sorta di panorama pittorico, ogni singolo quadro rimanga un mondo in sé completo e indipendente, senza mai scadere nel banale effetto ottico.
Stefano Castelli
Chiasso // fino al 12 luglio 2026
Max bill (1908-1994): la grammatica della bellezza
M.A.X. MUSEO – Via Dante Alighieri, 6
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