Arte contemporanea e tutela del patrimonio storico: a Ischia nasce Fondazione Mattera 

È con la mostra dedicata a Gabriele Mattera, artista e filantropo, che i suoi eredi oggi inaugurano la Fondazione volta a promuovere l’arte contemporanea e a continuare la grande operazione di riqualificazione con cui il Castello Aragonese è stato restituito alla collettività

“Era il 1979 quando nostro padre, Gabriele Mattera (Ischia,1929 – 2005), artista e filantropo, dopo aver continuato i lavori di ristrutturazione del Castello Aragonese di Ischia, intrapresi da suo padre, decise di mettere mano anche alla chiesa dell’Immacolata per adibirla alla presentazione di mostre d’arte contemporanea” raccontano i figli, Cristina e Nicola Mattera, oggi creatori della Fondazione Karin e Gabriele Mattera. Così, con una mostra di Giuseppe Santomaso, nel 1980, iniziò l’attività espositiva di quello che ancora oggi si può considerare il polo culturale attento al contemporaneo dell’isola e che, grazie all’istituzione della Fondazione, inaugura proprio con una grande retrospettiva dedicata al suo ideatore, una nuova e strutturata fase di vita.

Fondazione Karin e Gabriele Mattera, Castello Aragonese di Ischia, Foto © Marco Albanelli
Fondazione Karin e Gabriele Mattera, Castello Aragonese di Ischia, Foto © Marco Albanelli

La straordinaria operazione di recupero del Castello Aragonese di Ischia

In linea con la visione paterna, Cristina e Nicola perseguono la strabiliante operazione di tutela e recupero del Castello Aragonese che, sull’isolotto, si compone di storici edifici come il Palazzo Reale, il Convento, la chiesa dell’Immacolata, la Cattedrale dell’Assunta con l’annessa cripta gentilizia, e poi ancora il Carcere Borbonico, l’orto, il vigneto. Monumentale complesso di 56.000 mq, abbandonato all’incuria dopo l’Unità di Italia e acquistato all’asta nel 1912 dal nonno (padre di Gabriele Mattera) in stato di totale rovina e degrado, con l’idea visionaria di riportarlo agli antichi splendori.

Il progetto di Gabriele Mattera oggi proseguito dalla Fondazione Karin e Gabriele Mattera

Si tratta di un progetto di riqualificazione architettonica tutt’ora in corso” ci hanno raccontato “con cui, seguendo le orme di nostro padre, abbiamo restituito e stiamo restituendo – perché c’è tantissimo da fare – alla collettività questo bene prezioso, scrigno di testimonianze storiche che vanno dall’epoca classica all’Alto Medioevo, con gli affreschi nella cripta ancora in fase di studio e attribuzione, fino al Settecento, passando per il Rinascimento e il Barocco. Parallelamente portiamo avanti l’attività di produzione e promozione dell’arte contemporanea che, con la creazione della Fondazione, vogliamo sistematizzare a partire da questa mostra Gabriele Mattera, anacoreta e artista contemporaneo che rappresenta un doveroso tributo e atto di riconoscimento all’attività artistica di nostro padre”.

La mostra dedicata a Gabriele Mattera al Castello Aragonese di Ischia

Allestita negli spazi della Chiesa dell’Immacolata (mai consacrata) e in alcune sale del Convento riaperte per l’occasione, a cura di Jana Curcenco, la mostra si propone come un primo passo per far luce sull’attività pittorica di Gabriele Mattera che fu un artista versatile e multidisciplinare, autore di ceramiche, acquarelli, opere su carta. L’esposizione si snoda attorno al concetto di anacoreta nella filosofia di Pascal Quignard che ben rispecchia la poetica e la postura etica dell’artista, dedito all’isolamento inteso non come rifiuto del mondo ma come piena accettazione dello stesso in quanto oggetto di ricerca, studio e osservazione. Un’attitudine innata in Mattera e indissolubilmente legata alla vita nel castello, un microcosmo a parte, separato dal mondo e intimamente connesso alla natura in cui è immerso. Privilegiata e determinante condizione che, oltre a non impedire a Mattera di instaurare rapporti con l’esterno, coltivati anche grazie alla felice unione con la tedesca Karin Becker; gli permise di guardare il mondo con una singolare lucidità e di coglierne, in netto anticipo sui tempi, temi che solo oggi sono diventati attuali.

Le opere di Mattera in mostra al Castello Aragonese di Ischia

L’esposizione, costruita secondo un iter non tanto cronologico quanto compositivo e concettuale, si presenta dunque come un primo capitolo con cui si intende riportare lo sguardo sulla pittura più matura di Gabriele Mattera, dagli Anni ’60 in poi. Nella chiesa grandi tele dialogano tra loro. I dipinti del ciclo Tende, (1987- 1992), mettono in evidenza l’attenzione di Mattera per il colore, usato in maniera molto libera per trasmette l’idea di una natura potente, viva, inquieta, come a voler ribalta la canonica gerarchia tra uomo e paesaggio per cui il primo diventa la variabile e il secondo la costante. E la natura è ancora protagonista nella serie Uomini nella natura (1993 – 1999), con queste figure evanescenti ed eteree che, delineate nella materia cromatica da cui sono avvolte, rendono a pieno l’idea del rapporto endemico e preponderante con l’ambiente nel castello, dove non esiste alcuna separazione reale tra interno ed esterno.

Tutta la sensibilità di Mattera nella sua pittura essenziale e metafisica

Proseguendo si incontrano alcuni dipinti della serie I bagnanti, (1974 – 1985), in cui il celebre motivo viene declinato in un’accezione metafisica e drammatica che oggi ricorda inevitabilmente il dramma dei migranti ma che nell’opera di Mattera costituisce una critica ante litteram alla società del consumo, in riferimento al turismo superficiale e vacanziero sull’isola. Opere in cui colpisce l’assenza pressoché totale del mare che, declinando lo scenario in un’accezione canicolare, mettono in evidenza la sensibilità dell’artista, che in anticipo sui tempi aveva intuito l’importanza di vivere in armonia con la natura rispettando paesaggi e biodiversità.

Infine, nell’ultima sala, trovano posto gli Uomini in rosso (2000 – 2002), autoritratti essenziali e metaforici dal valore universale che, nella ieratica frontalità, richiamano Giacometti, per riaffermare la necessità di essere presenti nel qui e ora, senza distrazione e artificialità.
Dato il ruolo di primo piano rivestito da Gabriele Mattera nel recupero del polo culturale, un nucleo della mostra diventerà permanente, mentre la Chiesa dell’Immacolata da giugno accoglierà nuovi progetti espositivi, a partire da quello site specific di Julia Krahn che inaugurerà il 20 giugno e sarà visitabile fino al 30 settembre.

Ludovica Palmieri

Ischia // Fino al 20 giugno 2026 (e oltre)
Gabriele Mattera, anacoreta e artista contemporaneo
CASTELLO ARAGONESE DI ISCHIA
Scopri di più

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Ludovica Palmieri

Ludovica Palmieri

Ludovica Palmieri è nata a Napoli. Vive e lavora a Roma, dove ha conseguito il diploma di laurea magistrale con lode in Storia dell’Arte con un tesi sulla fortuna critica di Correggio nel Settecento presso la terza università. Subito dopo…

Scopri di più