Tutte le mostre in programma alla GAM di Torino per l’estate 2026
Il disegno novecentesco, le foto di Lisetta Carmi, le parole di Vincenzo Agnetti, i novant’anni di Giorgio Griffa: quattro affondi sulla storia dell’arte contemporanea italiana da non perdere alla GAM di Torino fino al 1° novembre
Nell’opera Predisporsi ad un capolavoro cosmico-astronomico, Eliseo Mattiacci esplora il rapporto tra le energie fisiche invisibili (forza di gravità, tempo e magnetismo) e l’universo tangibile, cercando di alleggerire la materia pesante grazie alla relazione tra elementi disegnati e allusi dalla pressione sulla carta. Sembrerebbe, così esposto presso la GAM di Torino, che il trittico di Mattiacci abbia ispirato l’intero complesso curatoriale a fondamento delle mostre per questa fortunata stagione che si chiuderà il 1° novembre 2026: proposte che raccolgono approfondimenti critici e selezioni ardimentose, sfidando e rinnovando l’abitudine canonica di esporre e commentare l’arte dall’Ottocento a oggi.

Il Novecento su carta alla GAM di Torino
Il progetto Quarta risonanza. Disegno, segno, tratto è il filo conduttore che definisce una costellazione di mostre, nuovo modello curatoriale per i musei e le gallerie che vogliono esporre opere su carta, raccogliendo in sé bozzetti, dipinti, incisioni e fotografie. Il segno coincide con il pensiero artistico manifestato su un supporto che richiama al diario intimo e al contempo allo spazio sociale; la carta diventa sottile luogo di autobiografismo e di intuizione, esibendo una gestualità originale tra idea ed esternazione. La funzione di soglia tra l’ipotesi e la concretizzazione, tra la maniera e lo sperimentalismo, che detiene il supporto cartaceo viene celebrata con Un altro Novecento. Opere su carta dalle Collezioni della GAM, a cura di Fabio Cafagna ed Elena Volpato, in cui convivono per la prima volta nella storia della Galleria Civica una moltitudine di opere su carta (oltre 600), provenienti dal fondo grafico del museo, di autori quali Pierre Bonnard, Henri Rousseau, Max Ernst, Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Paul Klee, Felice Casorati, Leonardo Bistolfi, Medardo Rosso, Giorgio Morandi, Filippo de Pisis, Lucio Fontana, Mario Sironi, Renato Guttuso, Carlo Levi, Mario Merz, Giuseppe Penone, Carol Rama e tanti altri. E la carta respira e si ravviva non solo attraverso ciò che si ammira, ma anche grazie alla sensibile scelta di impiegare fogli di sala per ognuna delle 21 sezioni, contestualizzando accuratamente ogni tavola; così come si riconosce il valore di ciò che la carta veicola pure in tema di critica d’arte, con la pubblicazione, per l’occasione, di un catalogo ragionato stampato dall’editore torinese Allemandi. La risonanza convive con virtuose interferenze: l’Intruso, mostra nella mostra, inserisce all’interno della ricchissima selezione i fogli “manomessi”, “guariti” e “silenziosi” di Pesce Khete, pittore romano invitato a dialogare con la monumentale massa novecentesca, restituendo uno “stato della ricerca” attuale nella teoria del disegno e in generale dell’opera su carta.

La mostra su Vincenzo Agnetti alla GAM di Torino
Di nuovo di segno si tratta con la mostra Vincenzo Agnetti. Oggi è un secolo, a cura di Chiara Bertola e Virginia Lupo, che nelle stanze adiacenti la Videoteca celebra il centenario della nascita dell’artista concettuale collaborando con l’Archivio a lui dedicato. Un lavoro calibrato d’archivio, appunto: la selezione delle opere profila una stagione di sperimentalismo, collocabile tra Anni Settanta e Ottanta, dedicata alla manomissione della fotografia: annerimenti, graffi, scritte e inserti dipinti trasformano la pellicola in disegno dedito alla sovversione del linguaggio e del potere.

Le mostre di Lisetta Carmi e Giorgio Griffa alla GAM di Torino
Un’altra intrusa, altrettanto “coerente” con lo spazio nella quale è collocata, è Lisetta Carmi, le cui fotografie tratte dalla serie – che dà il titolo a un’altra mostra nella mostra – Erotismo e autoritarismo a Staglieno (1966-1976) intervallano le sculture della collezione permanente della GAM: statue simboliste da cimitero monumentale si amalgamano alla delicatezza di fiori freschi ma caduchi, di curvatura fiamminga, alludendo a una natura morta raggelata dal mezzo fotografico. Più istituzionale, infine, la sala dedicata a Giorgio Griffa per il suo novantesimo compleanno: un omaggio all’interno della mostra permanente che inserisce definitivamente il maestro tra i campioni della storia dell’arte contemporanea.
Federica Maria Giallombardo
Torino // fino al 1° novembre 2026
Un altro Novecento. Opere su carta dalle Collezioni della GAM
Vincenzo Agnetti. Oggi è un secolo
Lisetta Carmi. Erotismo e autoritarismo a Staglieno
Giorgio Griffa. Omaggio per i 90 anni
GAM – Via Magenta 31
Scopri di più
Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati